Il mio nome è Nessuno

A margine di questa interessante discussione (se sia meglio firmare la propria presenza in rete con nome e cognome), mi sorprendo di quanto spesso venga ripetuta l’opinione che:

“le idee valgono indipendentemente da chi le esprime”.

Per confutare una simile sciocchezza, credo basti ricordare il motto “arbeit macht frei”. Ma aggiungo anche che l’ordinamento federalista dello Stato è una idea nobilissima, adottata con successo in molte nazioni, e che il problema in Italia è appunto chi questa idea propugna, non l’idea stessa.

E allora, alla luce di quanto sopra, io non ne faccio una questione anagrafica ma di riconoscibilità e di assunzione di responsabilità per quello che si dice in pubblico. Mi stanno benissimo i nick, quando dietro c’è una persona che non si nasconde. Per capirci: Totanus, Gattostanco, BGeorg, [mini]marketing, Mafe, Giovy, Palmasco eccetera, non mi sembrano diminuiti dal soprannome.

E siccome questo blog ci mette da sempre nome, cognome e pure la faccia, poco tempo fa a un barcamp una mi ha detto: “Gaspar Torriero è un nick bellissimo! Tu però come ti chiami veramente?”

Ma Luca de Biase sarà sostenibile?

Segnalo un gran bel post di Luca de Biase sul giornalismo sostenibile, che mi conferma una idea che ho da tempo: il giornalismo, come lo definisce lui, non è mai stato messo in pericolo da internet, anzi risorge e trova nuova linfa dalla liberazione dal giogo della carta e della TV.

Dice Luca:

…ciò che è davvero il giornalismo: un lavoro artigiano, fondamentalmente di ricerca, dotato di un metodo di lavoro orientato alla raccolta e alla verifica dei fatti, con una linea interpretativa esplicita

Sono ottimista: morirà l’ordine dei giornalisti, moriranno gli editori, moriranno giornali televisioni e pubblicità, ma credo che questo lavoro artigiano non morirà mai.

Friendfeed/Facebook

Siamo ancora nell’infanzia del web sociale.

Io spero che nel momento della maturità quelli che oggi sono servizi chiusi diventino protocolli aperti.

Aggiornamento:
Nei commenti a un twit di Dave Winer, si cominciano a dire le parole magiche:

  • Decentralizzare
  • Federare

Te la faccio vedere io la rettifica: effetti collaterali

Giusto per segnalare l’ottimo post di Luca Alagna che prova a ipotizzare scenari possibili in caso di approvazione della legge, dimostrando che non serve a niente e concludendo:

I soggetti deboli (per es. i privati cittadini) sono già tutelati dalla legge sulla diffamazione, che viene usata con successo anche su Internet.
Ai soggetti forti (es. i grandi marchi, personaggi pubblici) non consiglio di avvalersi della legge (se non in casi estremi), è un atteggiamento visto come prepotente e in molti casi realmente controproducente

Amen!

Mettiamoci insieme (una proposta)

Il giornalista e blogger comasco Giorgio Bardaglio lancia una proposta:

“Da ieri, quando leggevo l’articolo di uno stagista e mi domandavo che destino professionale lo aspettasse, ho un pensiero fisso. Un’idea, meglio. Quella di creare un blog che possa raccogliere il contributo di tutti i giornalisti legati in un modo o nell’altro a Como.
Un laboratorio di riflessioni, opinioni, confronti con l’obiettivo di prepararsi al tempo avvenire, in modo da avere nei prossimi anni – diciamo i prossimi dieci anni – un’informazione robusta e migliore.”

Ho sempre avuto una naturale avversione nei confronti dei blog a più voci: che mi sembrano qualcosa di “meno” rispetto a più blog, ognuno con la sua voce, che si linkano, commentano, riprendono, eccetera. A meno che i contenuti informativi non siano più forti delle persone che fisicamente ne scrivono; o a meno che le diverse personalità siano forti e facilmente riconoscibili.

Ma sono fisime mie. Il mondo è pieno di ottimi blog a più mani, e da qualche parte bisogna cominciare a sperimentare. L’ambito locale è molto interessante, e mi sembra offrire più spazio a nuove iniziative. Forza Giorgio!