Le lotterie gratis sulla internet

Le lotterie, è noto, vendono una speranza che si accende nel momento dall’acquisto del biglietto, e che si spegna nel momento dell’estrazione.

Quanto costa questa speranza? E’ gratis! dice un concorsino che gira per i social networks in questi giorni. Che significa: tu sei la merce che viene scambiata. Leggi il regolamento e trovi il prezzo vero:

CONFIDENTIALITY:
By entering, the information you provided may be sent to promotional partners identified in this promotion. You may be contacted by the Sponsor and/or any promotional partners with future promotional offers. Information provided by you to participate in this Sweepstakes is subject to Sponsor’s privacy policy located at http://www.AppSumo.com/privacy/

Mi sembra cara.

Gli occhiali a raggi x, in collaborazione con TIM, Vodafone, WIND e 3

Ti ricordi gli occhiali a raggi X? Esistono ancora, ma sono per telefonino.

Sul blog di Pasteris (Vittorio, vergognati) trovo una pubblicità che mi ha fatto cadere dalla sedia. Ovviamente ho cliccato subito e sono andato a leggere le interessantissime clausole contrattuali:

Servizio in abbonamento riservato a maggiorenni, (minorenne? Chiedi ad un adulto prima di effettuare l’acquisto) [bravi, un sistema di protezione dei minori a prova di bomba], realizzato da Fox Mobile Distribution in collaborazione con TIM, Vodafone, WIND e 3 [eccoli, i campioni del web sociale, della conversazione, delle raffinate iniziative culturali, a rubare la paghetta ai bambini]. Il costo degli SMS inviati è: TIM 12,40 centesimi; per WIND 12,40 centesimi dall’Italia e 50 centesimi dall’estero; per Vodafone e 3 vedi il piano tariffario. Prima di scaricare il contenuto Verifica la compatibilità del tuo telefonino. Club Play: contenuti disponibili: tre contenuti applicativi (giochi, software) per 5 Euro a settimana + traffico WAP [facciamo un bel 300€ all’anno?]. Per disattivare manda un SMS con scritto CLUBPLAY STOP al 48277, oppure chiama il Customer Care al numero 0269430255, 7 giorni su 7 dalle 9,00 alle 21,00 – Manda una mail a info@jamba.it. Scaricando il contenuto dai il consenso al trattamento dei dati secondo il D.Lgs 196/2003 relativo alla tutela della privacy. Licenza SIAE 110/RT/04-133 [ovviamente il funzionario della SIAE ha esaminato la pratica e l’ha trovata legalmente ineccepibile].

Sono basito. Per la cronaca, Fox Mobile Distribution fa parte del Mobile Group di Fox. Il suo CEO si chiama Mauro Montanaro. Se lo conosci, per favore gli chiedi che ne pensa? Ma ti dirà che non ne sapeva nulla.

A difesa del Social Marketing

Dice Gianluca: “Il marketing tradizionale c’ha messo 40 anni per putrefarsi, quello social dopo 4 già puzza”.

Dice Delymyth: “Scusate. Questo blog e’ mio, e resta mio. Per guadagnarmi da vivere, ho un lavoro. Per 66€ non mi vendo. Scrivo quello che voglio, quando voglio. Come ho fatto per sei anni e mezzo”.

Il post di Elena è molto interessante, come anche il resto della discussione nei commenti e su Friendfeed.

Qual’è il succo? Pagano il blogger perché scriva del prodotto X, ma in cambio dei soldi pretendono di avere il controllo.

Un aspetto interessante della questione è che i blogger ci tengono molto a sottolineare che sono indipendenti e non guardano in faccia nessuno e non si lasciano condizionare da soldi, regali e premi: scrivono recensioni oggettive e se c’è da dire male non si tirano indietro. Io sospetto che al prodotto X non freghi assolutamente nulla del testo del post, purché ci sia un link alla pagina giusta. Google conta i link, non le opinioni pro/contro.

Un altro aspetto interessante è che queste tecniche di vendita non sono nuove, è dal 1931 che la Stanley Home Products usa le casalinghe per vendere alle loro amiche.

Si tratta di strategie nobilissime, perfettamente lecite ed efficaci, ma marginali. E se da una parte è vero che internet aumenta il cerchio degli amici, e quindi il potenziale target (aargh!), è anche vero che la reputazione, sia del venditore che del prodotto venduto è molto più soggetta a scrutinio di una volta, con tutto ciò che ne consegue.

E’ per questo che la puzza, come dice Gianluca, si nota prima.

Le ricerche su Google, la pubblicità e la rete sociale

Avendo provato sia questa ricerca su Google che questa discussione su Friendfeed, devo dire che Friendfeed vince a mani basse: molto meno dispersivo e molto più divertente.

Se fossi Google, mi preoccuperei (ok, c’è Google social search, ma mi pare assai limitato).

A margine, vale la pena notare che tra i tanti produttori e rivenditori che spendono in Googleads e in altre pubblicità analogiche, nessuno è intervenuto nella discussione. Quasi certamente non monitorano la rete: sono troppo occupati per riuscire a dar retta ai propri clienti.

Ancora a margine, ho cercato di fare l’acquisto online sul sito di un produttore, ma sono stato ricacciato indietro prima da una serie di errori lato server, poi dal rifiuto della carta di credito (la stessa che il mio benzinaio accetta senza problemi). Mi hanno poi telefonato, ma avevo già comprato sotto casa.

A little part of you always knows

[…] a salesman’s ultimate overriding motivation is self-interest – if you buy what he’s selling, the salesman profits. So even though the salesman may have a very powerful, charismatic, admirable personality, and might even persuade you that buying is in your interests (and it really might be) – still, a little part of you always knows that what the salesman’s ultimately after is something for himself. And this awareness is painful… although admittedly it’s a tiny pain, more like a twinge, and often unconscious. But if you’re subject to great salesmen and sales pitches and marketing concepts for long enough – like from your earliest Saturday-morning cartoons, say – it’s only a matter of time before you start believing deep down that everything is sales and marketing, and when somebody seems to care about you or about some noble idea or cause, that person is a saleman and really ultimately doesn’t give a shit about you or some cause but really just wants something for himself.

[David Foster Wallace in “UP, SIMBA”]