Slideshare è pericoloso, Facebook non è pericoloso

1)
Sala riunioni in filiale milanese di multinazionale beni largo consumo: faccio vedere Slideshare e spiego a cosa serve, ma ottengo reazioni piuttosto negative, tipo “questa roba è meglio evitarla”. Allora invito a cercare su Slideshare il nome dell’azienda e saltano fuori decine di presentazioni caricate da altre filiali del gruppo e da clienti.

“Ma così la concorrenza viene a sapere le nostre cose!”. Invito a cercare su Slideshare il nome della concorrenza e saltano fuori altre decine di presentazioni caricate dalla concorrenza.

2)
Ristorante interno in filiale milanese di multinazionale farmaceutica: a pranzo l’IT Manager mi spiega che globalmente gli accessi a Facebook rappresentano un 30% del loro traffico di rete, e che non ci sono blocchi perché l’azienda è goal-oriented, e che fino a quando il personale continua a raggiungere gli obbiettivi previsti, non ci si preoccupa del come.

In questa storia c’è una profonda morale, che al momento mi sfugge.

Telecom Italia, un fornitore da cui difendersi

Credevo di essere a posto con l’offerta Internet senza limiti, ma all’ultima bolletta scopro di avere un addebito WAP Flat day di 95€ (oltre ai 40€ dell’offerta) dovuti a traffico WAP, più altri 50€ per il bimestre in corso.

Perché l’offerta vale solo su APN ibox, e il mio Android per motivi a me sconosciuti (forse l’aggiornamento firmware?) ha impostato come predefinito l’accesso WAP.

Morale della favola: un piccolo disguido mi è costato due fogli da cento. Con Telecom Italia è sempre così, non ci si può distrarre un attimo e subito ti fregano. Comincio a pensare che sia questo il loro core business.

 

AGGIORNAMENTO 03/12/2011:

Dopo un primo contatto via Twitter, ieri sera mi hanno chiamato di nuovo dalla TIM e una gentilissima signorina mi ha detto che storneranno gli addebiti WAP della fattura corrente e anche della prossima. Molto bene, e ringrazio.

Siccome io ho attivato l’opzione Internet Senza Limiti a metà aprile e i problemi sono molto più recenti, ho chiesto se avevano idea di come potesse essere successo. Dopo consultazioni con un loro tecnico, mi ha risposto che alcune applicazioni fanno comunque traffico WAP, ma non mi ha saputo dire quali. Vi risulta? Ed esistono motivi non commerciali per differenziare il prezzo del traffico per APN?

Per evitare problemi in futuro, la gentilissima signorina mi ha suggerito di passare all’opzione Internet, che non differenzia tra accesso da APN ibox e wap. Ho accettato a malincuore, dato che costa la metà ma mi offre 1GB di traffico invece di 10GB.

Morale della favola:

  1. L’opzione Internet Senza Limiti è una trappola. Stare alla larga.
  2. Telecom Italia potrebbe mandare un SMS di configurazione automatica a chi sceglie questa opzione, se volesse evitare la trappola. Troppo complicato? Potrebbe anche chiarire meglio i grossi rischi connessi.
  3. Le segnalazioni via Twitter attivano un canale privilegiato e di maggiore qualità rispetto alle segnalazioni via call center.

I social network sono il paese dei balocchi

Dal blog di Pinboard, segnalo una lucida analisi dei social network che riassume molto bene molte cose che vado pensando da tempo. Quote of note:

Imagine the U.S. Census as conducted by direct marketers – that’s the social graph.

Social networks exist to sell you crap. The icky feeling you get when your friend starts to talk to you about Amway, or when you spot someone passing out business cards at a birthday party, is the entire driving force behind a site like Facebook.

Because their collection methods are kind of primitive, these sites have to coax you into doing as much of your social interaction as possible while logged in, so they can see it. It’s as if an ad agency built a nationwide chain of pubs and night clubs in the hopes that people would spend all their time there, rigging the place with microphones and cameras to keep abreast of the latest trends (and staffing it, of course, with that Mormon bartender).

We’re used to talking about how disturbing this in the context of privacy, but it’s worth pointing out how weirdly unsocial it is, too. How are you supposed to feel at home when you know a place is full of one-way mirrors?

We have a name for the kind of person who collects a detailed, permanent dossier on everyone they interact with, with the intent of using it to manipulate others for personal advantage – we call that person a sociopath. And both Google and Facebook have gone deep into stalker territory with their attempts to track our every action. Even if you have faith in their good intentions, you feel misgivings about stepping into the elaborate shrine they’ve built to document your entire online life.

Pagine Google+

Qui dunque dovrebbe confluire, secondo G+, tutto ciò che non è una persona; oppure, detto in altro modo, tutte quelle cose che otteniamo in cambio di denaro e che riguardano il mercato.

Ma pagare è anche il modo per evitare o troncare i rapporti personali con gli estranei: come dire “siamo pari, ognuno per la sua strada”.
E mio figlio non mi chiede 5 € ogni volta che porta fuori il cane, così come mia moglie non mi presenta il conto dopo cena e io non chiedo 50 € ogni volta che ripulisco dai virus il PC dei figli della vicina, e anzi mi offenderei se cercasse di mettermi in mano dei soldi.

Questa è la contraddizione di fondo, io credo, del web marketing: che anche quando i mercati aspirano a diventare conversazioni, le conversazioni hanno poca voglia di diventare mercati.