Ghostwriter a 8 Euro per post

Mi informano che grazie a un simpatico concorso promosso da una simpatica banca per promuovere una simpatica carta di credito, se mandi cinque post a un simpatico blog puoi vincere simpatici premi.

Leggo dal regolamento che, ci mancherebbe,

Unitamente alla compilazione della maschera di registrazione, sarà richiesta anche il rilascio di una dichiarazione liberatoria concernente la cessione, a favore della Società delegata, dei diritti di pubblicazione e sfruttamento, nessuno escluso, relativi alle opere inviate.

E sempre dal regolamento apprendo anche che

Il montepremi complessivo è di € 3.962,40, compresa IVA, salvo conguaglio finale.

Mettiamo che solo cento persone aderiscano alla simpatica iniziativa: fanno meno di 8€ a post. C’è grossa crisi.

SEO dei mozzarelli impanati

Quando sento parlare di Search Engine Optimization, specie se associata ai blog, mi scappa da ridere e mi vengono sempre in mente i mozzarelli impanati surgelati. Erano un prodotto molto buono ma avevano un piccolo difetto: se cucinati in padella, come facevano tutti, la mozzarella si scioglieva completamente e fuoriusciva dalla panatura, andando a bruciarsi nell’olio. Un disastro! Quindi si vendevano solo durante le campagne pubblicitarie, e appena finita la pubblicità il consumo crollava.

(Sono sicuro che non te la devo spiegare)

facebook è diverso?

O tu azienda che hai aperto
un blog aziendale
e non se l’è filato nessuno;
che hai comprato
l’isola su Second Life ed è rimasta
deserta;
che hai un account su Twitter
dove segui tutti
e nessuno ti segue
anzi qualcuno ti blocca pure;
o tu azienda cosa
ti fa pensare
che su facebook sarà diverso?

[nei commenti qui]

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Il nuovo Mozart?

“Lo acclamano come il nuovo Mozart perché è spettinato e ride sempre”

[Mia madre, perplessa dal Fenomeno Allevi]

Aggiornamento:

Uto Ughi commenta desolato il concerto di Allevi al Senato. Quote of note:

Che cosa più la infastidisce di Allevi: la sua musica, le sue parole?«Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete. Se cita dei grandi pianisti del passato, lo fa per rimarcare che a differenza di loro lui è “anche” un compositore. Così offende le interpretazioni davvero grandi: lui è un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e a Mina. Questo deve essere chiaro».

Come definire la sua musica? «Un collage furbescamente messo insieme. Nulla di nuovo. Il suo successo è una conseguenza del trionfo del relativismo: la scienza del nulla, come ha scritto Claudio Magris. Ma non bisogna stancarsi di ricordare che Beethoven non è Zucchero e Zucchero non è Beethoven. Ma Zucchero ha una personalità molto più riconoscibile di quella di Allevi».

[via Federico Fasce su FriendFeed]

Nuovo aggiornamento:

Nei commenti di Marco Traferri c’è l’opinione definitiva, che condivido in pieno. Quote of note:

“Quel tipo di musica, che non può essere assolutamente definita né classica né contemporanea, la sentiamo ogni giorno nelle pubblicità, nelle colonne sonore (specialmente nei film con le musiche di Johnn Williams), nei documentari, nei commenti musicali che accompagnano i reportage televisivi. E’ qui il punto. Bach lo riconosci tra Vivaldi e Corelli, così Mozart da Haydn e Beethoven da Schubert. Ma Allevi tra Einaudi e altri ancora, si stanno rincorrendo confondendo gli ascoltatori. Io ho comprato l’album Joy, e lo ascolto soprattutto mentre mi faccio la barba: al 3° brano sono già stufo, non sento più l’innovazione da tutti conclamata”.