Google: “Siamo sotto attacco!”

Interessante articolo su CNetNews.com a proposito di Google, il mio motore di ricerca preferito.

Da quando ci si è accorti che Google valuta la qualità di una pagina dal numero di links a quella pagina provenienti da altri siti, è nata una piccola industria che fabbrica centinaia di siti con centinaia di links, al solo scopo di aumentare il ranking di pagine che altrimenti non si filerebbe nessuno.

In Google sono particolarmente indispettiti dal fatto che qualcuno si è anche messo a fare query automatiche a raffica, succhiando risorse agli utenti “a mano”.

E le contromisure sono parecchio drastiche, come ad esempio impedire l’accesso a interi blocchi IP.

E ultimamente noto anche che il ranking di molti weblogs è calato di un punto.

Motorino bello, non ci ami più come una volta

Ensemble Wien-Berlin

Questo ensemble di fiati ha suonato al Conservatorio di Milano lunedì scorso, con il seguente organico:

Wolfgang Shulz

flauto

Stephan Dohr

corno

Milan Turkovic

fagotto

Norbert Taubl

clarinetto

Hansjorrg Shnellenberger

oboe

Ensemble Wien-Berlin



Il programma:

G. Briccialdi

Pot Pourri Fantastico sul “Barbiere di Siviglia” di G. Rossini

O. Respighi

Quintetto in sol minore per fiati

P. Hindemith

Kleine Kammermusik per quintetto a fiati op. 24 n. 2

G. Rossini

Quartetto in si bemolle maggiore per flauto, clarinetto, corno e fagotto

L. V. Beethoven

Quintetto in mi bemolle maggiore op. 4 (trascrizione di M. Rechtmann)

In complesso, una piacevole serata. Bricciardi forse calcava un poco “l’effetto comico” del Barbiere, Respighi forse si avvicinava ad una certa solenne pallosità, ma Hindemith è stato molto bello (e non saprei se devo preoccuparmi di questa affermazione).

Anche il quartetto di Rossini era carino, specialmente se pensi che è stato scritto a dodici anni… e il Beethoven finale pure era un brano giovanile, e anche questo piacevolissimo.

Bagatella di Lygeti come bis. Sala non piena, applausi convinti ma sbrigativi.

Programmi

Settimana piena la prossima: full immersion in Excel prima, Windows 2000 poi. Senza dimenticare la contabilità dei dentisti, la macro di Excel e i drivers ODBC per Dino, il business plan per la nuova società, il concerto di Lunedì, il fax per la Sardegna, la videoconferenza per Anna, la scuola di inglese a Toronto per Cecilia, la banca per farmi ridare il codice d’accesso (dopo tre errori mi hanno bloccato tutto!).

Riscirà il nostro eroe a bloggare?

Nel frattempo: ho appena seguito l’intervista sulla TSI1 a Vittorio Dan Segre, direttore dell’ Istituto di Studi Mediterranei dell’Università della Svizzera Italiana.

Il Professor Segre ha detto cose terribili, ma profondamente vere. La guerra in Palestina è un conflitto tra due diritti.

La salvezza verrà dall’educazione e dalla cultura, se mai verrà.

Michele Fazioli, l’intervistatore, è il mio giornalista televisivo preferito, per la sua capacità di lasciar parlare gli intervistati, e di stimolarli con domande intelligenti.

Gli devo rimproverare però di non essersi presentato, come tutti i suoi mille colleghi, alla formazione su Outlook che facevo l’anno scorso. Mandò la segretaria e disse che si sarebbe poi fatto spiegare. Ci ero rimasto male.

Un gioco per finire: Tangram!

Post per email

Una nuova funzionalità di Blogger ti permette di pubblicare sul tuo weblog per email. In questo modo potrai bloggare anche da un palmare! O dal telefonino! Si aprono innumerevoli possibilità.

Questa cosa potrebbe essere interessante anche per chi si collega al Web tramite linea telefonica: può comporre il suo post offline e connettersi solo il tempo necessario per trasmettere. Di solito però i bloggers dispongono tutti di broadband “always on” e non hanno questi problemi.

Se non hai l’accesso continuo, è dura bloggare. Pensa che brutto sarebbe andare al ristorante se ti facessero pagare a tempo!

Vicolo cieco

In rete una pagina senza collegamenti è letteralmente un vicolo cieco. E questa è una considerazione importante, perché vuol dire che ora i documenti acquistano almeno parte del loro valore non per cosa contengono, ma per i luoghi a cui portano.

E alcuni dei siti più popolari e profittevoli, come ad esempio Yahoo.com, acquistano la maggior parte del loro valore puntando fuori da se stessi. Il modello di documento come contenitore sigillato sul Web non funziona. Imperano i liks.

collegamenti


I collegamenti non sono una caratteristica incidentale del Web. Sono quelli che lo trasformano da una collezione di pagine in una rete. I collegamenti rendono il Web un luogo percorribile. Invece che di atomi e di cose, il nuovo mondo del Web è fatto solamente e totalmente di relazioni tra cose.

(dal capitolo “Matter”, Small Pieces Loosely Joined)