Il sito delle Serate Musicali

Sono più di vent’anni che sono abbonato alla stagione dei concerti del Conservatorio di Milano, organizzati dalle Serate Musicali e dal mitico Hans Fazzari. Posso quindi a ben ragione dire di essere un cliente affezionato.

E quindi mi perdonerai se ti dico che il loro sito grida vendetta agli occhi del Signore. Come è possibile presentarsi su Internet in modo così amatoriale? Come è possibile buttare via così stupidamente questa occasione di contatto con il proprio pubblico? Non ci posso credere.

Se io fossi il Signor Serate Musicali, il mio sito per lo meno

  1. farebbe a meno della pagina di copertina;
  2. la pagina principale sarebbe un blog dove tenere costantemente aggiornati i miei abbonati sui cambiamenti dell’ultima ora;
  3. sempre in forma di blog, il programma di sala sarebbe disponibile dalla settimana prima di ogni concerto; non mancherebbero i link alle biografie di compositori e artisti, agli spartiti e a quant’altro (qualche mp3?);
  4. una sezione commenti permetterebbe di leggere le recensioni ai concerti appena avvenuti, con la possibilità per tutti di commentare.

Cercherei insomma di agevolare lo scambio di idee e fornirei gli strumenti per costruire un poco di comunità attorno all’evento. Ma come obbiettivo minimo LO MANTERREI AGGIORNATO, per la miseria!

Trovo pazzesco che con tutta la gente colta, preparata, entusiasta e disponibile che frequenta il Conservatorio, tu debba leggere le recensioni scritte dall’ultimo dei deficienti, cioè le mie. Non c’è più di religione.

La SIAE risponde

Apprendo in questo momento dal gentilissimo Sapo Matteucci, Responsabile Ufficio per le Relazioni con il Pubblico SIAE, che

“nel 2001 la SIAE ha incassato per diritti musicali oltre 409 milioni di euro [quindi circa quattro quinti del suo bilancio – G.] con una provvigione media (il costo per i servizi di riscossione e ripartizione agli autori, editori, e aventi diritto) del 15% [mi pare una provvigione onesta – G.]. La SIAE non tutela i diritti connessi, quelli dei produttori discografici e degli artisti – interpreti.”

Ma se non capisco male, alcuni produttori e case discografiche (molti? tutti?) sono anche titolari dei diritti, a seconda del contratto che hanno firmato con l’autore. Almeno negli Stati Uniti è così. E in Italia? C’è qualcuno che sa qualcosa e mi può illuminare?

Europa Philarmonie e Sa Chen

Ti avevo già parlato entusiasticamente di questa splendida orchestra, tornata ieri al Conservatorio di Milano con la pianista Sa Chen (una delle vincitrici al Concorso Chopin di Varsavia del 2000: mia madre era andata a sentire e ne diceva meraviglie) con questo programma:

Serghei Rachmaninov

Concerto n. 2 in do minore op. 18

Johannes Brahms

Sinfonia n. 1 op. 68 in do minore

Dicono che Rachmaninov avesse scritto il Concerto n. 2 con il preciso scopo di farne un successo. Ma un genio è un genio, anche quando vuole piacere al pubblico. Se piace troppo, è subcultura? Io penso di no. E quindi mi sono lasciato trasportare, mi sono fatto prendere totalmente da quell’attacco da brivido, con il pianoforte da solo che scandisce note gravi e maestose. L’interpretazione di Sa Chen mi è parsa bella, vera, molto diretta e per niente artificiosa o forzata.

Sa Chen, classe 1979


L’unico neo è stato nel finale, troppo sbilanciato a favore dei fiati in fortissimo che coprivano a tratti anche il pianoforte. D’altra parte io sono in quinta fila, settore centrale, di fronte ai violini, e per una orchestra di queste dimensioni credo si cominci ad ascoltare bene dalla fila venti in su.

Sa Chen ha poi bissato da sola con una Sonata di Scarlatti.

La Sinfonia di Brahms è di tono molto Beethoveniano (“Anche un asino se ne accorgerebbe subito” diceva il Maestro a chi glielo faceva notare), anche se a tratti la frase Brahmsiana salta fuori. Musica complessa, furiosa a volte, che occorre sentire e risentire per apprezzare pienamente. Il programma originale la prevedeva per prima, seguita da Rachmaninov, e credo sarebbe stato più logico. Ma poi gli inservienti hanno apparecchiato il pianoforte da subito, e forse per non sparecchiare di nuovo si è deciso di invertire l’ordine. Peccato.

Stasera torno a risentirli, ma al Dal Verme dove ho un posto più indietro. Suonano la sinfonia n. 2 in mi minore op. 27 di Rachmaninov, e poi il Concerto n. 1 in si bemolle minore op. 23 di Ciaikowsky con il pianista Yevgeni Sudbin. Poi ti racconto.