Dollar Songs

A conferma di come la penso su iTunes, mi soccorre QuintoStato che linka questo articolo da Wired News.

Vi si sostiene tra l’altro che il prezzo giusto sarebbe 18 centesimi per canzone. Riguardo ai prezzi delle alternative legali:

“At Pressplay, a music site backed by Sony and Universal Music Group, users pay $10 a month for unlimited downloads and streaming from its online catalog. “Portable downloads,” which can be played on multiple devices, cost between 80 cents and $1.20 each, depending on the number purchased.

Listen.com charges $10 a month for unlimited access to its music collection, plus another $1 for each track burned to a CD.

MusicNet, created by Warner Music Group, BMG Entertainment and EMI Recorded Music, has a somewhat different model. Subscribers who access the service through RealNetworks pay $5 to download up to 100 songs per month.”

E ancora non ci siamo.

Il weblog come strumento di autodifesa

Robert Scoble nota:

“The world has changed. Andrew over at the Register has attacked Joi. Now Joi answers back. What changed here? Well, in the old world, Joi would have had to convince a newspaper to run his letter to the editor and we would never have seen a conversation like this one happen. Today I trust Joi even more than I did before today.”

I giornalisti da strapazzo hanno sempre usato impunemente del loro piccolo potere, e a ragione si sentono minacciati dai weblogs.

Quando morì mio padre, un “giornalista” del foglio locale si presentò improvvisamente a casa nostra per intervistarci. Mia sorella lo fece entrare perchè non aveva capito, ma appena disse chi era e cominciò a fare domande curiosando in giro, io lo invitai fermamente ma gentilmente a uscire. Lui non mi rispondeva, non si scusava, ma continuava a fare domande, lo stronzo.

Naturalmente il giorno dopo l’articolo uscì lo stesso, di fantasia, ma con l’ora e la chiesa del funerale accuratamente sbagliati.

Apple Music Store

Tom Matrullo, elegante come al solito ma stavolta incazzatissimo, ne dice:

“The selfsame corporations that have been making war on us for years, strangling every effort to just hear the uncommon thing, now wish to charge us $1 per song.

For bits?

Bits?????”

Ripeto: se una cosa simile l’avesse fatta Microsoft, sarebbe successo il finimondo.

Il sito delle Serate Musicali

Sono più di vent’anni che sono abbonato alla stagione dei concerti del Conservatorio di Milano, organizzati dalle Serate Musicali e dal mitico Hans Fazzari. Posso quindi a ben ragione dire di essere un cliente affezionato.

E quindi mi perdonerai se ti dico che il loro sito grida vendetta agli occhi del Signore. Come è possibile presentarsi su Internet in modo così amatoriale? Come è possibile buttare via così stupidamente questa occasione di contatto con il proprio pubblico? Non ci posso credere.

Se io fossi il Signor Serate Musicali, il mio sito per lo meno

  1. farebbe a meno della pagina di copertina;
  2. la pagina principale sarebbe un blog dove tenere costantemente aggiornati i miei abbonati sui cambiamenti dell’ultima ora;
  3. sempre in forma di blog, il programma di sala sarebbe disponibile dalla settimana prima di ogni concerto; non mancherebbero i link alle biografie di compositori e artisti, agli spartiti e a quant’altro (qualche mp3?);
  4. una sezione commenti permetterebbe di leggere le recensioni ai concerti appena avvenuti, con la possibilità per tutti di commentare.

Cercherei insomma di agevolare lo scambio di idee e fornirei gli strumenti per costruire un poco di comunità attorno all’evento. Ma come obbiettivo minimo LO MANTERREI AGGIORNATO, per la miseria!

Trovo pazzesco che con tutta la gente colta, preparata, entusiasta e disponibile che frequenta il Conservatorio, tu debba leggere le recensioni scritte dall’ultimo dei deficienti, cioè le mie. Non c’è più di religione.