La SIAE risponde

Apprendo in questo momento dal gentilissimo Sapo Matteucci, Responsabile Ufficio per le Relazioni con il Pubblico SIAE, che

“nel 2001 la SIAE ha incassato per diritti musicali oltre 409 milioni di euro [quindi circa quattro quinti del suo bilancio – G.] con una provvigione media (il costo per i servizi di riscossione e ripartizione agli autori, editori, e aventi diritto) del 15% [mi pare una provvigione onesta – G.]. La SIAE non tutela i diritti connessi, quelli dei produttori discografici e degli artisti – interpreti.”

Ma se non capisco male, alcuni produttori e case discografiche (molti? tutti?) sono anche titolari dei diritti, a seconda del contratto che hanno firmato con l’autore. Almeno negli Stati Uniti è così. E in Italia? C’è qualcuno che sa qualcosa e mi può illuminare?

Europa Philarmonie e Sa Chen

Ti avevo già parlato entusiasticamente di questa splendida orchestra, tornata ieri al Conservatorio di Milano con la pianista Sa Chen (una delle vincitrici al Concorso Chopin di Varsavia del 2000: mia madre era andata a sentire e ne diceva meraviglie) con questo programma:

Serghei Rachmaninov

Concerto n. 2 in do minore op. 18

Johannes Brahms

Sinfonia n. 1 op. 68 in do minore

Dicono che Rachmaninov avesse scritto il Concerto n. 2 con il preciso scopo di farne un successo. Ma un genio è un genio, anche quando vuole piacere al pubblico. Se piace troppo, è subcultura? Io penso di no. E quindi mi sono lasciato trasportare, mi sono fatto prendere totalmente da quell’attacco da brivido, con il pianoforte da solo che scandisce note gravi e maestose. L’interpretazione di Sa Chen mi è parsa bella, vera, molto diretta e per niente artificiosa o forzata.

Sa Chen, classe 1979


L’unico neo è stato nel finale, troppo sbilanciato a favore dei fiati in fortissimo che coprivano a tratti anche il pianoforte. D’altra parte io sono in quinta fila, settore centrale, di fronte ai violini, e per una orchestra di queste dimensioni credo si cominci ad ascoltare bene dalla fila venti in su.

Sa Chen ha poi bissato da sola con una Sonata di Scarlatti.

La Sinfonia di Brahms è di tono molto Beethoveniano (“Anche un asino se ne accorgerebbe subito” diceva il Maestro a chi glielo faceva notare), anche se a tratti la frase Brahmsiana salta fuori. Musica complessa, furiosa a volte, che occorre sentire e risentire per apprezzare pienamente. Il programma originale la prevedeva per prima, seguita da Rachmaninov, e credo sarebbe stato più logico. Ma poi gli inservienti hanno apparecchiato il pianoforte da subito, e forse per non sparecchiare di nuovo si è deciso di invertire l’ordine. Peccato.

Stasera torno a risentirli, ma al Dal Verme dove ho un posto più indietro. Suonano la sinfonia n. 2 in mi minore op. 27 di Rachmaninov, e poi il Concerto n. 1 in si bemolle minore op. 23 di Ciaikowsky con il pianista Yevgeni Sudbin. Poi ti racconto.

La SIAE: Ufficio Relazioni con il Pubblico

La SIAE non mi ha ancora risposto, e sono passate ventiquattrore. La casella urp@siae.it non ha neanche un risponditore automatico che ti dica il solito grazie ma non possiamo rispondere a tutti: forse non sono così oberati di posta. Forse non è loro compito rispondere? Ecco cosa trovi sulla loro pagina:

L’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico rappresenta il più immediato punto di contatto tra la SIAE e gli associati, gli utilizzatori e gli utenti in genere, e, grazie a questa sua caratteristica, si pone un duplice obiettivo: da un lato quello di semplificare e rendere maggiormente funzionale questa comunicazione reciproca, offrendo anche un clima di cordialità e disponibilità, dall’altro quello di facilitare la conoscenza dei punti critici rilevati e delle proposte avanzate dall’utenza.

Ripeto la domanda: vorrei sapere come viene divisa la torta. E’ possibile?

Licenze

Se guardi in fondo a questa pagina, scopri che questo sito accetta anche le scopiazzature, purchè si citi la fonte. D’altronde non vedo come potresti fare a meno di giustificarti e dire: “Ahia, non sono stato io! L’ho copiato da Gaspar, prenditela con lui!”.