La legge di webbit

In questo momento La Pizia presenta il suo libro a webb.it, ma lo streaming audio in diretta non funziona. Accidenti a Murphy!

Sono riuscito a sentire un applauso, poi delle risate mentre il segnale si affievoliva. Spero sarà disponibile la registrazione.

Antonio è al webb.it con ludik

Antonio Cavedoni: saluti dall’inferno!

gtorriero: dall’inferno? fa caldo?

Antonio Cavedoni: boia

Antonio Cavedoni: hola gaspar, qui ludik 🙂

gtorriero: a parte le sudate, che si dice al webb.it? ciao ludik!

Antonio Cavedoni: non sappiamo bene che fare, giriamo tra compute e bloggers…

gtorriero: c’è connessione WiFi? oppure vi manco?

Antonio Cavedoni: in questo momento siamo wi-fi…

gtorriero: grande!

Antonio Cavedoni: altro che balle…

gtorriero: di chi è?

Antonio Cavedoni: bho.. basta che c’è

gtorriero: ma allora siete dei pericolosi acchers!

Antonio Cavedoni: mi sa di si…

gtorriero: verrò a portarvi le arance

Antonio Cavedoni: grande

End of Antonio Cavedoni buffer: Sat May 10 14:51:44 2003

Il Fisico e il Giornalista

Per il puro piacere di rileggere una pensata intelligente, ti riporto il commento di Giorgio a un post di Mantellini sul Giornalismo:

“Io sono un fisico, e so perfettamente identificare un altro fisico: gli sottopongo una serie di problemi di complessita’ crescente e vedo se sa risolverli. Se li risolve tutti, allora e’ un bravo fisico. Se ne risolve solo una parte, allora e’ un cattivo fisico. Se non sa da dove cominciare, allora non e’ un fisico.

Il concetto e’: esiste un metodo operativo per distinguere un fisico da un non-fisico in base al risultato del suo lavoro (la capacita’ di risoluzione di una certa classe di problemi).

Vale anche (e soprattutto!) il viceversa: esiste una classe di problemi (o, per estensione, di lavori) che solo un fisico e’ in grado di risolvere o portare a termine.”

Il punto è assai interessante. Il buon italiano, la scrittura coinvolgente, lo stile, la capacità di scavare, caratterizzano il buon giornalista ma non sono una prerogativa esclusiva del giornalista.

Secondo me l’unica cosa che davvero distingue il giornalista è che scrive su un giornale. Che una volta era l’unico modo di farsi leggere. Oggi non più.

Giancarlo Mola

Il bello di giornali e riviste è che, qualunque stupidaggine tu scriva, a meno che non la sia grossissima, il giorno dopo è buona solo a incartare le ova freschissime del contadino, che me le porta la Signora Franca come segno di speciale devozione.

Invece il bello di internet è che, qualunque cosa tu ci scriva, e dovunque te tu l’abbia scritta, rimane per l’eternità disponibile a qualsiasi cazzeggiatore perdigiorno che se la cerchi su Google.

Ed è così che io ho scoperto, per appartenere appunto alla suddetta categoria, i dieci articoli che sconvolsero il mondo:

Ne mancano due e ce ne sarebbero molti altri, spazianti a volo radente su tutto lo scibile, ma mi è mancato il cuore.

Britney Spears è il mainframe dell’industria discografica

Parliamo del futuro: come verranno pagati gli artisti nell’era del file sharing? Dan Bricklin fa una analisi assai accurata sul passato, sul presente e sui possibili sviluppi futuri:

“There is a self-fulfilling prophesy where only huge sellers bringing in large revenues are pursued. Small fan bases, even if solid and large enough to fully fund the artist themselves with a very acceptable life compared to other professions, do not fit in this model. A few big hits are viewed as more important than a myriad of small ones, each with a happy artist and happy fans. There seems to be a drive to create a few “superstars” instead of many full-time artists. This is bad economics if in catering to the big players we develop technologies and norms that hamper the “business models” of the smaller players.

Technology is making the cost of practicing many types of art less expensive. For example, recording and editing equipment of high quality that used to cost hundreds of thousands or millions of dollars is becoming something even a hobbyist can afford and use. Manufacturing and distribution of many media forms is becoming almost cost free. Communications to a widely dispersed fan base has dropped to a minor cost as mailing and the need for advertising is replaced with email and web sites. (Discussing this with someone, he basically asked: “Is the Britney Spears model the mainframe of the music business?”)”.

Ripeti con me: “Personalizzazione, disintermediazione. Personalizzazione, disintermediazione. Personalizzazione…”

Grazie a David per la dritta.