Paris tout en WiFi ?

Questa è una notizia che mi piace:

“De Gare du Nord à Porte d’Orléans, la ligne de bus numéro 38 à Paris est le lieu d’une expérience audacieuse menée par Naxos et Telcité, filiales de la RATP, en collaboration avec Cap Gemini. Douze points d’accès ont été installés le long du parcours du bus, permettant aux utilisateurs nomades d’accéder aux réseaux sans-fil via la technologie Wi-Fi.

Ces points d’accès sont reliés via le métro au réseau de fibres optiques de Telcité. Dans le bus 38, donc, mais aussi dans les cafés devant lesquels il roule, il est possible de se connecter à un réseau ou de surfer sur Internet sans fil. Alors qu’aucune publicité n’a été faite autour de ce projet, plus de 1.000 personnes se sont inscrites pour profiter de la phase de test de cette expérience.”

Cosa ***** aspettano i nostri immobili amministratori? Mentre l’isola di Manhattan è completamente coperta da WiFi, da noi siamo ad una timidissima fase sperimentale di tin.it che a Milano copre appena due hall di albergo e due negozi.

Pastori. Per fortuna che la gente comincia ad arrangiarsi da sola.

l'arte di arrangiarsi

Stato di “On”

“Che palle ‘sta storia della fuffa: non se ne può più. Basta parlare di blog!” Torniamo a parlare della nostra tartaruga domestica, suggeriscono in molti.

E saresti tentato di essere d’accordo, se non fosse che poi Beppe se ne esce con questo fenomenale post, e tu dici “come ho fatto a non pensarci prima”:

“La fuffa è la nemesi dei Berlusconi, dei D’Alema, dei Rutelli, degli Schifani ma anche dei…Formenti. E’ il pensare con la propria testa, con la pancia, l’ego….quello che volete. Ma è pensare: cervello in stato di “On” (Om..), da quando ho il blog la tv per me è morta. Ho ripreso a scandagliare le notizie del mondo, a studiare ciò che mi circonda. Ad ascoltare, a capire.”

Quando ti dico che amo questo mezzo perché mi mette a contatto con persone intelligenti e propositive, mi riferisco proprio a post così.

Mondo che?

Oggi pomeriggio in una grossa libreria del centro di Como, sveglio il commesso dal suo stupore etilico: “vorrei Mondo Blog, edito da Hops Libri”. Il commesso va al terminale, digita qualcosa e poi dice “non esiste”. Mi affaccio al bancone e leggo la sua chiave di ricerca sul monitor: “Glog

Ragazzi, siamo proprio un fenomeno di nicchia, altro che moda del momento!

Quando gli faccio notare l’errore, mi guarda con una faccia come per dire “glog plog flog, che differenza c’è?”; e infatti la ricerca col termine corretto non produce risultati. Torno a casa, vado sul sito e faccio l’acquisto online (tre euro e mezzo per la spedizione contrassegno). Che ci vuole.

Google oggi si è svegliato storto

Aggiornamento: se mi connetto con il telefonino, Google funziona docile. Mi piacerebbe sapere se ce l’ha con me o con tutta la classe di indirizzi Telecom?

E tra parentesi: altavista mi provoca ribrezzo.

è tutto il giorno che è così

Bacchetti e Pompili al Conservatorio di Milano

Largo ai giovani: Andrea Bacchetti ed Enrico Pompili erano ieri sera alla Sala Verdi con mezzo concerto a testa, e con il seguente programma:

Johann Sebastian Bach

Suite francese n. 5 in sol maggiore BWV 815

Suite Inglese n. 4 in fa maggiore BWV 809

pianista: Andrea Bacchetti

Franz Liszt

Dai 6 Studi da Concerto: Mormorio della Foresta, La Leggierezza

Parafrasi del Rigoletto

Rapsodia Ungherese n.2

pianista: Enrico Pompili

Bacchetti assomiglia sempre di più a Woodstock dei Peanuts. Siccome si era dimenticato il programma, ci ha fatto tre suites invece di due. Poi per fortuna si è limitato nei bis.

Ti dirò che le suites, sia quelle francesi che quelle inglesi, sono in testa ai miei preferiti. Ma che l’esecuzione di ieri non mi è piaciuta per niente: l’ho trovata molto meccanica, addirittura un poco legnosa all’inizio, e in generale mi pare che questa musica contenga molte più sfumature di quante ne abbia tirate fuori Bacchetti. Per essere gentile potrei dirti che non ha studiato. “Il ragazzo è capace ma non si impegna abbastanza”, dicevano di me a scuola…

Certo che Bach è terribile: se le note non sgorgano naturali, se appena si nota la tecnica, ecco che svanisce tutto l’incantesimo e la musica non funziona più: che è appunto quello che è successo ieri sera. Pubblico in visibilio e applausi scroscianti, perchè Bacchetti è simpatico comunque.

Pompili invece ha presentato un programma certo più corto e più accattivante, ma aveva studiato. La liquidità degli Studi, il Rigoletto a la Liszt, la celeberrima rapsodia (ormai indissolubilmente legata a Tom e Jerry), tutta musica che è venuta fuori bene, con sensibilità e sentimento, e mi è piaciuta assai (riscattando quindi la prima parte). Nonostante l’ora tarda, applausi convinti e tifo da stadio da parte della mamma di Pompili seduta dietro di me.