Appunti gardesani 6

A Riva del Garda ho rivisto con piacere Michele Boroni che leggo da sempre e non vedo da una vita. Gli ho fatto una domanda:

“A me che sono ignorante anche in materia di musica pop, e ascolto solo gente ormai morta da tempo, suggerisci per favore artisti che valga la pena di ascoltare, che siano contemporaneamente vivi e soprattutto nuovi, fuori dai soliti generi di sempre; anzi che siano i capostipiti di un nuovo genere che influenzerà le generazioni a venire”

Emmebi ha risposto “ci penso e poi ti dico”; io dopo una settimana aspetto ancora fiducioso ma se nel frattempo tu hai suggerimenti, ti prego di illuminarmi.

Appunti gardesani 4

Sempre domenica all’AdvCamp di Riva del Garda ha preso la parola Antonio Tombolini e ha esordito affermando che la pubblicità è morta perché sempre maggiori spese in pubblicità producono sempre meno vendite di prodotto. In effetti mentre prima di lui Gaia Giordani ci raccontava di alcune recenti campagne interessanti passate sul web, io mi chiedevo “Ma quanto avranno influito sulle vendite? Non sarà che più un video è virale, meno vende?”.

Antonio ha presentato il Vendors Relation Management (VRM) opposto al CRM, idea in cui credo molto e che riassunta malamente è questa: c’è tutta una serie di strumenti che permettono alle aziende di contattare e gestire i propri clienti in forma automatica, ma abbiamo bisogno di nuovi strumenti che permettano ai clienti di gestire i propri fornitori in forma automatica.

Ad esempio: quando decido di acquistare un NetPC, vorrei uno strumento che mi permetta di annunciarlo alla rete, di raccogliere le offerte dei fornitori interessati a vendermi, di compararle anche alla luce di altri utilizatori indipendenti. Queste cose oggi le posso fare, ma con un processo molto laborioso che include la consultazione di diversi siti e, soprattutto, in un contesto sempre dettato dai fornitori e mai dal cliente.

Insomma, a me pare che il VRM sia davvero la strada del futuro, se ci sarà un futuro. Antonio parlava di fondare una sezione italiana del VRM e di cominciare a promuoverlo anche da noi, e non vedo l’ora di cominciare.

Appunti gardesani 3

La domenica è stato il giorno dell’AdvCamp organizzato da Nicola Mattina, a cui ero molto interessato. Auspicavo l’intervento della forza pubblica, che in effetti quasi c’è stato ma non per colpa mia (riassumo: per fare scalpore, un relatore ha volutamente confuso un atto distruttivo con un atto creativo, ed è subito scoppiata la polemica, con tanto di strascichi e prese di posizione che neanche al festival di Sanremo). Ma a parte queste marginalità, ho seguito alcuni interventi molto interessanti. Mi hanno detto che ce ne sono stati anche altri molto markettari e di autopromozione: io li ho evitati e quindi non ti saprei dire.

Banner vecchi e nuovi
Gianluca Diegoli, sempre piacevole nell’esposizione e acuto nelle idee, sottolineava come tutto il web sia cambiato negli ultimi dieci anni, mentre il banner sia rimasto sempre quel noioso e antipatico di sempre. E quasi a rispondergli, Stefano Santucci ha presentato lo stato dell’arte di una nuova generazione di banner che sono interattivi, sociali e, addirittura, utili. La sua demo mi ha davvero lasciato a bocca aperta, tanto che alla fine ho pensato che certi suoi banner li potrei cliccare persino io, e ho detto tutto. E’ bello vedere che anche nel mondo della pubblicità ci sono persone intelligenti con progetti che hanno un futuro, non solo quelli che fanno le cose vecchie perché non sanno fare altro, oppure quelli che “non arrivano a mangiare il panettone”.

Appunti gardesani 2

Dopo l’incontro con Bernabè sono rimasto al MART e ho fatto la visita guidata di una mostra d’arte moderna. Una gentile guida ci ha spiegato nei dettagli il significato delle opere principali, significato che da solo non sarei mai riuscito a cogliere pienamente poichè mi mancano gli strumenti culturali per contestualizzarli correttamente (cioè sono ignorante). Forse era meglio se me ne andavo da solo a vedere gli impressionisti da Gerusalemme.

La sera sono passato a casa di Marco dove c’erano tutti, ma sono venuto via presto perché avevo l’ArtiMarzialiCamp il giorno dopo alle nove. Ho fatto in tempo ad assaggiare le mozzarelle di bufala portate da Antonio Vergara direttamente da Napoli (buonissime! Antonio, sei un benefattore dell’umanità).

Ne approfitto per rivolgere un appello alla blogosfera tutta: per favore, non tenete la mozzarella in frigo, è un delitto! La vera mozzarella si conserva e si consuma a temperatura ambiente.

Sabato mattina alle nove ci siamo trovati ai giardinetti, sotto un cielo gigio e qualche goccia d’acqua, con Andrea Beggi e Luca Sartoni a praticare un’oretta di arti marziali varie, sotto gli occhi attenti dei molti turisti tedeschi e di qualche barbone di passaggio. Tutto il mondo a dire vengo vengo, ma poi quando si tratta di svegliarsi per tempo…

Nel pomeriggio, al centro congressi, ho cercato di assistere alla tavola rotonda “Informazione in formazione”, ma sono fuggito ululando dopo poche battute. Qualcuno fuori giustamente commentava “ma perché a parlare di queste cose nuove c’è solo gente con i capelli bianchi?”. Alla fine, quando Massimo Mantellini è uscito dalla sala, gli sono saltato addosso gridando “Vergogna! Prestarsi a simili buffonate!” ma lui mi ha smontato subito rispondendo serafico “Guarda che ho fatto molto di peggio”.
Per fortuna dopo mi sono goduto la musica dei Lino e i Mistoterital che mi ha rimesso in pace col mondo. Quando i musicisti si divertono il concerto non può che riuscire.

Ho cenato alla Spiaggia degli Ulivi, ospite di Gianluca Neri che ringrazio ancora per aver dato accoglienza a tutti i blogger fradici e infreddoliti che hanno chiesto asilo. Dopo cena, altra musica dal vivo nel palazzetto del Centro Congressi, ma a un volume che mi procurava dolore fisico. Per fortuna nella hall c’erano Franco Bellacci e Leonardo, due gloriosi blogger che non salutavo da una vita, con cui mi sono fermato a fare due chiacchiere.

La serata sembrava aver dato tutto, quando all’improvviso Franco ha tirato fuori dalla borsa nientepopodimenoche il famoso OLPC (One Laptop Per Child) di Negroponte. Non solo Franco ce lo ha fatto provare, ma ci ha anche spiegato nei dettagli come funziona la parte commerciale e la distribuzione. Ne è nata una discussione molto interessante con anche Vittorio Pasteris e Matteo Bordone che si trovavano nei paraggi e sono rimasti irresistibilmente attratti dal giocattolino.