Il Responsabile dei Dati

della Banca Popolare di Sondrio, quello che alla festa non c’era, quello che ha preso i miei dati dall’elenco telefonico (e quindi, ai sensi dell’articolo 12, par. 1.c non necessita del mio espresso consenso a possedere i miei dati in forma elettronica), ritiene che anche per utilizzare questi dati ai fini di una campagna di marketing (=rompermi le scatole) il mio consenso non sia necessario. Ma sarebbe contento di essere trattato allo stesso modo?

Facciamo una prova. Hai niente da vendergli? Aspirapolveri? L’olio buono? Un corso di taglio e cucito? Qualche vantaggiosa proposta assicurativa mentre è a tavola la sera? Perchè non gli vendi un database di dieci milioni di emails a cui proporre i servizi della sua banca? Prova, tanto lui non si offende.


Picceni Piero

68, V. Tornadri

23020 LANZADA SO

Tel. 0342556272

piero.picceni@popso.it

L’inaugurazione sotto casa

è stato un grande successo. Musica a tutto volume e Via Cigalini completamente intasata di gente. Come tuti i parties che si rispettino, si è chiuso con l’arrivo di ben due volanti della polizia.

La Banca Popolare di Sondrio ha la faccia come il culo

Ricevo stamattina via posta da questi bancari una lettera di pesanti minacce. Sul retro di un foglio con la loro pubblicità per l’apertura di una nuova sede, trovo scritto questo avvertimento di stampo mafioso:


abbiamo estratto dagli elenchi telefonici il Suo indirizzo e il numero di telefono, al fine di inviarLe informazioni commerciali come quelle contenute in questa lettera […] e per un possibile successivo contatto telefonico o con altri mezzi [come dire: con le buone o le cattive], finalizzato a proporLe i nostri prodotti e servizi, nonchè per gestire le Sue eventuali risposte.

I Suoi dati saranno conservati per il tempo necessario a tali scopi – pari a 12 mesi […]

In particolare, Lei può opporsi all’invio del nostro materiale pubblicitario. Per esercitare gratuitamente tale diritto, è sufficiente restituire questa lettera al mittente con il mezzo più opportuno, dopo aver barrato la casella che segue […]

Se volevano alienarsi un possibile cliente, ci sono riusciti perfettamente. Scopro di essere stato arruolato a forza nella loro campagna pubblicitaria, fino a quando non grido basta. Rag. Pier Giorgio Picceni, tu che sei il responsabile del trattamento, non facevi più bella figura a dire “non ti contatteremo più, a meno che tu non lo chieda espressamente”?

Sempre questa mattina, mi citofonano i ragazzi che hanno appena aperto il negozio di abbigliamento punk nel palazzo di fronte, per avvisarmi che oggi pomeriggio inaugurano con un concerto, che ci sarà casino ma rimetteranno tutto a posto, e se voglio scendere a ballare sono invitato anch’io.

Rag. Picceni, perché non vieni anche tu oggi pomeriggio a ballare? che magari impari qualcosa?

Lo Zen e l’arte di guardare la televisione

Ancora sulla televisione. Molla tutto e corri a leggerti Adam Curry che ragiona sul weblog come tempo rubato alla televisione, e cita The Zen TV Experiment di Bernard McGrane.

Adam Curry dice:


Shoot, give me $65 million in advertising and I’ll bet you I can be mayor of NY. [ti ricorda qualcosa?]

Soft money donations get people elected. Most of that money is spent on media, repetitive commercials and messages created by the same television professionals using the same tricks they play to sell you everything from zit-cream to life insurance

Weblogging is changing our view of the world. Mainly because we are now writing about our own views. Instead of watching the editied for tv version we are taking the time to collect, rearrange, codify and publish our own version of what we see. We are exercizing our brains, making them stronger, linking them with others who are also emerging from the hypnotic depths of mass-media.

Bernard suggerisce questo esperimento:


1. Watch any TV show for 15 minutes without turning on the sound.

2. Watch any news program for 15 minutes without turning on the sound.

3. Watch television for one half hour without turning it on.

The time requirements in these experiments are extremely important. I would urge you, the reader, to undertake the experiment personally rather than merely going on to read the results.

Se guardi la TV senza il sonoro, puoi concentrarti sugli aspetti tecnici: i tagli, le zoomate, le carrellate. Riesci a staccarti dalla scena e a vederla “dalla parte del regista”. Esercizi che andrebbero ripetuti ogni anno nella scuola dell’obbligo.

La parabola del Buon Pastore

Riflettendo sulla televisione che deve fare ascolti per vendere pubblicità, e su come questo medello non funzioni affatto sul web, mi è venuta in mente la parabola del buon pastore.

“In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante.

Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore.

Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.

E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.

il buon pastore


Ma le pecore lo seguono anche quando le porta al mercato, per essere vendute e macellate: perché il pastore ama le sue pecore ma deve anche vivere e mangiare e mantenere la famiglia e fare un poco di vacanza e cambiare il vecchio PC e…

Insomma il buon pastore ama le sua pecore ma è leale verso i suoi clienti.

Allora se io arrivo al tuo sito e ci trovo il banner o il popup, io non mi sento tanto visitatore e ospite, ma mi sento piuttosto trattato da pecora. Quello che hai da dirmi non mi interessa più, perché ho capito dove riponi la tua lealtà.

E se mi tratti da pecora, tu mi scuserai, io preferisco smarrirmi e non farmi più vedere…