Communities vs. Audiences

Sylvain segnala questo interessante articolo di Clay Shirky dal titolo “Communities, Audiences, and Scale” che è già un classico.

La tesi principale è che anche sul Web i gruppi affiatati sono i piccoli gruppi. Quando le comunità crescono troppo, diventano delle platee: comunicazione uno a molti invece di molti a molti o uno a uno:

The characteristics we associate with mass media are as much a product of the mass as the media. Because growth in group size alone is enough to turn a community into an audience, social software, no matter what its design, will never be able to create a group that is both large and densely interconnected.

Secondo Clay non esiste tecnologia capace di superare questo scoglio. Mi sembra una tesi ragionevole, ma da approfondire.

lo scelto pubblico non è una comunità


Nel rapporto molti a molti subentrano le regole sociali: la comunione di amorosi sensi non viene negoziata ad ogni interazione, ma in qualche modo viene presupposta secondo criteri di appartenenza. Diventa importante disporre di canali di feedback efficaci, e in questa luce diventa ancora più significativo l’articolo di Dan Gillmour “Journalistic Pivot Points“:

I was blogging a session on wireless technology, and wrote something about SkyPilot, one of the presenting companies. Duncan Davidson, SkyPilot’s CEO, finished his presentation and sat on the podium, reading on his laptop, while other people talked.

Then, in the Q&A, he corrected something I’d written in the blog. In other words, he’d caught this in near-real time and had better information (he should). I immediately posted another paragraph, which began, “I’ve been corrected….”

Whoa. I’m still not entirely sure what happened. But I do know this. My journey in journalism hit a pivot in that moment. Maybe journalism itself hit a pivot point, as pretentious as that sounds.

Si entra in una sfera totalmente diversa, ma forse la tecnologia può dare una mano. Pensaci. Che ti fa bene.

La Zia Giulia

Ho approfittato delle vacanze di Pasqua per rileggere “La tía Julia y el escribidor” di Mario Vargas Llosa (Ed. Seix Barral, 1977).

E’ la storia autobiografica, delicatamente ironica, dell’educazione sentimentale e letteraria dello scrittore da cucciolo, nella Lima anni ’50.

Mario y Julia


Parallelamente alla storia d’amore corrono le trame tessute dal “escribidor” Pedro Camacho, autore di radionovelas: una manipolazione delirante della sottocultura ispanica (ma anche latina in generale), portata al parossismo della più grottesca truculenza dal progressivo deterioramento mentale del Camacho.

Insomma, un gran bel libro.

Derek Powazek vs. Jacob Nielsen

Anche Derek se la prende con il guru dell’usabilità. Ma diversamente da Bifo, dice cose molto intelligenti. L’altra faccia della usabilità è l’infantilizzazione:

Will everyone who believes that online users are brain-dead, slack-jawed morons please raise their hand?

Will everyone who has ever passed on one of the following platitudes please raise their hand: a) users don’t scroll, b) users don’t click, c) users are all the same – I know because I’ve met them all and talked with them extensively.

Will everyone. Who thinks that. Users will only. Read small sentences. On the web. Please. Raise. Their. Hand?

Derek Powazek

Windows XP Product Activation

Ogni volta che installi Windows XP devi rifare la “product activation” e dopo un certo numero di volte non puoi più farla semplicemente collegandoti al sito Microsoft.



Come se non ci fosse mai bisogno di re-installare Windows! Devi fare l’attivazione anche se cambi componenti hardware. Che palle!

Invece, tutti i dettagli dell’attivazione corrente sono contenuti in un piccolo file:

c:windowssystem32wpa.dbl

Allora te lo copi su dischetto, rifai l’installazione, fai ripartire il tuo PC in modalità DOS, ricopi il file dal dischetto nella posizione originale, fai ripartire normalmente il tuo PC e l’attivazione non è più necessaria. Semplicissimo. E perfettamente legale.

Se invece vuoi attivare più macchine con un solo wpa.dbl, anche questo è possibile, e in questa pagina trovi tutti i dettagli dell’operazione.

Questo dimostra che anche alla Microsoft capita come a me, di farsi prendere da genialate di cui poi è bello pentirsi.