A proposito del consenso a register.it

Guardando la foto qui sotto, spero avrai notato come la pagina del consenso rassicura, in bella evidenza, sul fatto che “Register.it si impegna a non cedere in nessun caso i miei dati a terzi”.

Ma nascosto nel boxino, se ti prendi la cura di scrollare verso metà, scopri che invece li può cedere

“…a società affiliate e/o controllate, così come partners commerciali ed outsourcers che possono essere ritenute di interesse per l’utente, senza che ciò determini la cessione dei dati personali a soggetti terzi”

E’ scritto in legalese ma te lo traduco in italiano:

“Daremo la tua email a cani e porci, purchè ci paghino dei soldi”

Update: register.it

Ti raccontavo giorni fa della mia totale insensibilità alle mirabolanti offerte via email di register.it. Pensa alla piacevolissima sorpresa quando ricevo una mail da Massimo Fubini, di tomato.it che mi dice:

Buongiorno, ho letto il suo post.

Noi offriamo la piattaforma tecnologica a register, e essendo le nostre clausole contrattuali molto rigide provvedo immediatamente a effettuare una “indagine”.

Le faccio sapere quanto prima.

Ecco qualcuno che ci tiene al suo lavoro, e si prende personalmente la briga di risolverne i problemi anche quando non sarebbe di sua stretta competenza. Complimenti sinceri. Invece la Signora Marianna Tomassi, di register.it, mi informa che

“…A suo nome risultano due codici cliente, entrambi con il consenso allargato accettato. Per questo ha ricevuto due email ogni volta…”

Doh! Davvero! E com’è che io il consenso non l’ho mai dato? Noto tra parentesi che se entri nella loro pagina di informativa sulla privacy, che tu abbia dato o no il consenso, ti trovi sempre la casellina sbarrata!

quel segno di spunta non l'ho messo io

Una inquietante analogia

Marek è in Germania. Pensa ai soldati tedeschi morti in battaglia per Hitler e traccia delle analogie che non mi sembrano per niente azzardate:

“I have found out for first time in my life having alwasy been told to hate Nazis that there are a lot of old, very old women in Germany who were in love once with young and handsome boys who were then taken by the mandman Hitler and thrown into battles for madness. I cried for the first time in my life for German Soldiers dying for Hitler because I hoped that in the last moments of their life they probably thought of the young women they fell in love with and they were never going to see them again. I think those old, old now German Women are angry that madness killed their young love. I also imagine that there will be many old old women in Amerika some day angry at the madness going on now; except now they are getting high on God and Patriotism, but when they are old and the drugs were off they will miss the young men they loved before another madmen sent them to die for Democracy”

Nel mio piccolo, io ho visto brave persone scendere per strada a milioni gridando “Las Malvinas son Argentinas”, in preda a una esaltazione terribile; salvo poi pentirsene amaramente davanti ai propri morti. Gente usata dal potente di turno al solo scopo di conservare il potere.

Dimmi che negli USA non è questo che sta accadendo.

Accuratezza, anonimità, scalabilità, velocità

Shneier on Security pubblica il post definitivo sulle elezioni elettroniche, notando come l’accuratezza del conteggio sia stata sacrificata a vantaggio della rapidità del risultato.

Il software impiegato nelle presidenziali USA è stato testato assai poco: meno del software usato in aviazione, ma anche meno di quello usato nelle slot machines. E siccome non esiste un unico sistema usato in tutti gli USA, non si può neanche parlare di distribuzione uniforme dell’errore tra i due candidati.

Shneier non è contrario al voto elettronico, ma ritiene essenziale l’adozione di due misure:

  1. DRE machines must have voter-verifiable paper audit trails.
  2. Software used on DRE machines must be open to public scrutiny.

Hanno quattro anni di tempo: basteranno?