Gli ininfluenti della blogosfera

Una volta il lavoro di lobbying o di PR era più semplice: catturare l’orecchio e l’attenzione delle persone influenti, e far arrivare loro il messaggio.

Il lavoro si è molto complicato, oggi che ognuno può dire la sua per colpa del web. Mentre uno è lì che controlla il messaggio, gli salta fuori dal nulla un blogghettino da due soldi che invece dice tutta un’altra cosa, e tutti a leggere il blogghettino e a ignorare il costoso sito istituzionale; al facoltoso cliente che gli si racconta? Son dolori.

Capisco allora che in certi ambienti si senta ancora l’esigenza di individuare il blogger influente, nella speranza che tutto torni a funzionare come prima; ma non è più così. Per non parlare del fatto che la blogosfera è sempre più marginale rispetto alla sempre più fitta rete di relazioni che si creano sulle reti sociali.

(A margine: se tra i milioni di blog italiani analizzi quei cinquecento che leggevano Massimo Mantellini, scopri che Mantellini era molto letto: chi l’avrebbe mai detto).

E’ bene ripetere ogi tanto che noi, che non abbiamo niente da vendere, non siamo qui per influenzare ma per esprimerci e per avere relazioni tra amici; e gli amici che cercano di venderti qualcosa sono quelli che perdi senza rimpianti.

E poi vale sempre il postulato del rinoceronte scorrevole:

La vera misura dell’autorevolezza è la quantità di stronzate che posso scrivere impunemente, prima che si sappia che sono un cretino.

Le ricerche su Google, la pubblicità e la rete sociale

Avendo provato sia questa ricerca su Google che questa discussione su Friendfeed, devo dire che Friendfeed vince a mani basse: molto meno dispersivo e molto più divertente.

Se fossi Google, mi preoccuperei (ok, c’è Google social search, ma mi pare assai limitato).

A margine, vale la pena notare che tra i tanti produttori e rivenditori che spendono in Googleads e in altre pubblicità analogiche, nessuno è intervenuto nella discussione. Quasi certamente non monitorano la rete: sono troppo occupati per riuscire a dar retta ai propri clienti.

Ancora a margine, ho cercato di fare l’acquisto online sul sito di un produttore, ma sono stato ricacciato indietro prima da una serie di errori lato server, poi dal rifiuto della carta di credito (la stessa che il mio benzinaio accetta senza problemi). Mi hanno poi telefonato, ma avevo già comprato sotto casa.

Endorsement dell’Economist

Più importante del faccione di Jobs in copertina, è lo special report di questa settimana sul social networking, A World of Connections, già segnalato da molti.

Il rapporto consiglia il web web sociale con entusiasmo, anche per le aziende grandi e piccine. Alla fine dell’introduzione, dice:

This special report will examine these issues in detail. It will argue that social networks are more robust than their critics think, though not every site will prosper, and that social-networking technologies are creating considerable benefits for the businesses that embrace them, whatever their size. Lastly, it will contend that this is just the beginning of an exciting new era of global interconnectedness that will spread ideas and innovations around the world faster than ever before.

Sono sedici pagine, adesso me le vado a leggere con calma.

#iwasso

Vi laiko tutti: #iwasso è la cosa più simpatica e commovente che sia mai successa su friendfeed.

Liu Xiaobo is my hero

Liu Xiaobo è stato condannato a 11 anni di carcere per “incitamento alla sovversione del potere statale”, ovvero per aver chiesto per il suo popolo quanto segue:

  1. Amending the Constitution.
  2. Separation of powers.
  3. Legislative democracy.
  4. An independent judiciary.
  5. Public control of public servants.
  6. Guarantee of human rights.
  7. Election of public officials.
  8. Rural–urban equality.
  9. Freedom of association.
  10. Freedom of assembly.
  11. Freedom of expression.
  12. Freedom of religion.
  13. Civic education.
  14. Protection of private property.
  15. Financial and tax reform.
  16. Social security.
  17. Protection of the environment.
  18. A federated republic.
  19. Truth in reconciliation.