Se il tuo server di posta elettronica diventa irraggiungibile non posso più comunicare con te, ma se il server di Friendfeed diventa irraggiungibile non posso più comunicare con nessuno. Questa è la differenza tra un protocollo (email) e un servizio (Friendfeed).
Social policies roundup
DEFCON4
Da Twitter ricevo via mail una notifica ogni volta che qualcuno mi aggiunge, e se si tratta di un essere umano di solito sono felice di ricambiare. Attivo invece il blocco se si tratta di un nick non riconducibile a una persona, o se si tratta di un account aziendale, o se l’account è protetto (il mio non lo è) e non ci conosciamo intimamente. Blocco anche chi segue migliaia di account.
DEFCON3
I socialcosi che uso più spesso sono Friendfeed e Flickr, dove tendo a seguire soprattutto amici che conosco personalmente, e persone interessanti che mi arricchiscono; le due categorie molto spesso coincidono.
DEFCON 2
Su Linkedin aggiungo solo persone che conosco personalmente di persona e per lavoro; Facebook lo uso quasi solo per mantenere i contatti con familiari dispersi per il mondo.
DEFCON 1
Su tutti gli altri socialcosi creo un account per dare un’occhiata e bloccare il nick “gaspart”, ma poi non li uso.
Social Kindle
Siccome mi lamentavo che il Kindle è poco social, Jeff Bezos si è intenerito e con l’ultimo aggiornamento (Kindle Software Update Ver. 2.5) mi permette di collegare i miei account di Twitter e di Facebook.
Adesso quando evidenzio o commento un passaggio di un testo, ho la possibilità di twittartelo direttamente dal Kindle. E’ solo un primo passo, ma nella giusta direzione.
Fare scelte consapevoli
Un Sergio Maistrello ispirato affronta il problema della partecipazione consapevole. Il suo decalogo andrebbe fatto studiare ai ragazzi delle scuole elementari. Quote of note:
“nella faglia culturale che ormai divide le istituzioni deputate (famiglie, scuole, amministrazioni pubbliche, luoghi di condivisione di esperienza) dal mondo contemporaneo, io continuo a vedere fior di professionisti mettere la faccia su opinioni formulate in modo diffamatorio, ingiurioso, violento; ragazzini sputtanarsi la propria reputazione personale e professionale prima ancora di aver cominciato a metterla in gioco; intimità messe in piazza senza il minimo filtro. A me sta bene tutto, sono un sostenitore della prima ora della possibilità per chiunque di mettersi in gioco liberamente, raggiungendo la piena espressione della propria personalità e del proprio talento. Penso che, comunque vada, sarà più il bene che ne verrà. L’unico cruccio che mi faccio è che diventi al più presto per tutti una scelta consapevole, informata, digerita riguardo alle implicazioni di ciò che si sta facendo”
