Gli ininfluenti della blogosfera

Una volta il lavoro di lobbying o di PR era più semplice: catturare l’orecchio e l’attenzione delle persone influenti, e far arrivare loro il messaggio.

Il lavoro si è molto complicato, oggi che ognuno può dire la sua per colpa del web. Mentre uno è lì che controlla il messaggio, gli salta fuori dal nulla un blogghettino da due soldi che invece dice tutta un’altra cosa, e tutti a leggere il blogghettino e a ignorare il costoso sito istituzionale; al facoltoso cliente che gli si racconta? Son dolori.

Capisco allora che in certi ambienti si senta ancora l’esigenza di individuare il blogger influente, nella speranza che tutto torni a funzionare come prima; ma non è più così. Per non parlare del fatto che la blogosfera è sempre più marginale rispetto alla sempre più fitta rete di relazioni che si creano sulle reti sociali.

(A margine: se tra i milioni di blog italiani analizzi quei cinquecento che leggevano Massimo Mantellini, scopri che Mantellini era molto letto: chi l’avrebbe mai detto).

E’ bene ripetere ogi tanto che noi, che non abbiamo niente da vendere, non siamo qui per influenzare ma per esprimerci e per avere relazioni tra amici; e gli amici che cercano di venderti qualcosa sono quelli che perdi senza rimpianti.

E poi vale sempre il postulato del rinoceronte scorrevole:

La vera misura dell’autorevolezza è la quantità di stronzate che posso scrivere impunemente, prima che si sappia che sono un cretino.

#iwasso

Vi laiko tutti: #iwasso è la cosa più simpatica e commovente che sia mai successa su friendfeed.

Ghostwriter a 8 Euro per post

Mi informano che grazie a un simpatico concorso promosso da una simpatica banca per promuovere una simpatica carta di credito, se mandi cinque post a un simpatico blog puoi vincere simpatici premi.

Leggo dal regolamento che, ci mancherebbe,

Unitamente alla compilazione della maschera di registrazione, sarà richiesta anche il rilascio di una dichiarazione liberatoria concernente la cessione, a favore della Società delegata, dei diritti di pubblicazione e sfruttamento, nessuno escluso, relativi alle opere inviate.

E sempre dal regolamento apprendo anche che

Il montepremi complessivo è di € 3.962,40, compresa IVA, salvo conguaglio finale.

Mettiamo che solo cento persone aderiscano alla simpatica iniziativa: fanno meno di 8€ a post. C’è grossa crisi.

Il mio nome è Nessuno

A margine di questa interessante discussione (se sia meglio firmare la propria presenza in rete con nome e cognome), mi sorprendo di quanto spesso venga ripetuta l’opinione che:

“le idee valgono indipendentemente da chi le esprime”.

Per confutare una simile sciocchezza, credo basti ricordare il motto “arbeit macht frei”. Ma aggiungo anche che l’ordinamento federalista dello Stato è una idea nobilissima, adottata con successo in molte nazioni, e che il problema in Italia è appunto chi questa idea propugna, non l’idea stessa.

E allora, alla luce di quanto sopra, io non ne faccio una questione anagrafica ma di riconoscibilità e di assunzione di responsabilità per quello che si dice in pubblico. Mi stanno benissimo i nick, quando dietro c’è una persona che non si nasconde. Per capirci: Totanus, Gattostanco, BGeorg, [mini]marketing, Mafe, Giovy, Palmasco eccetera, non mi sembrano diminuiti dal soprannome.

E siccome questo blog ci mette da sempre nome, cognome e pure la faccia, poco tempo fa a un barcamp una mi ha detto: “Gaspar Torriero è un nick bellissimo! Tu però come ti chiami veramente?”

Notizie che non lo erano: guadagna col tuo blog!

Rubo il titolo alla rubrica di Luca per sottolineare come anche al Wall Street Journal non si fanno mancare nulla.

La notizia secondo cui “milioni di blogger americani usano il blog come primaria fonte di reddito” è una evidentissima bufala, costruita sulla lettura parziale di dati scorretti.

Mentre l’articolo del WSJ favoleggia di ingressi medi da 75.000$/anno, la dura realtà pare superi i 200$ assai di rado. Maggiori dettagli da Clay Shirky su BoingBoing.

Il mio è un blog personale, basato sul rapporto personale tra me che scrivo e te che leggi, commenti, tumbleri, twitti eccetera. Cercare di cavare soldi (quattro soldi) da questo rapporto, mi pare prima di tutto una mancanza di rispetto nei tuoi confronti. Non lo farò mai.