Scripting: Windows vs. Linux

Oggi Mario e Claudio, che la settimana scorsa avevano seguito con me il corso “Active Directory”, cominciavano un corso di due giorni su “Windows Scripting”.



Due interi giorni dedicati a quello che io, in un’altra aula, imparavo a fare sotto Linux con il semplice comando “script”. Quando li ho ritrovati durante la pausa caffè e gli ho raccontato questa cosa, hanno subito chiesto al docente se si potesse fare anche in Windows: non si può.

Poi magari per manipolare un testo sotto Unix con “vi” devo ricordarmi cinquanta comandi da tastiera, ognuno con cinque switches diversi…

Linux Red Hat 7.2 kernel 2.4.7-10

Oggi e domani corso “Introduzione a Unix”. Spero alla fine di capire cosa ho scritto qui sopra.

Si tratta di un corso base, che spero mi servirà a organizzare le mie sparse conoscenze. Il docente è il mitico Roger Rotach, un vero Guru di Unix

Basta poco

Cactus Data Shield di Midbar e Key2Audio di Sony sono le sofisticate tecnologie inventate dalle case discografiche per proteggere i CD musicali dalla copia via PC. Così sofisticate che… basta un pennarello per aggirarle!

Incredibile ma vero, e testato. Tutte le informazioni qui e qui (in tedesco).

questo è tutto quello che devi fare per sproteggere un CD musicale


Una profonda morale si cela dietro questa notizia, e qualcuno dovrebbe capirla.

Emerging Technologies 2002 conference & weblogs

Potente Blog! La importante conferenza è stata bloggata in diretta: guardati la pagina riassuntiva e stupisci!

Si potevano trasmettere tutti gli interventi in broadcast? Certo, ma non avrebbe avuto molto senso, ci sarebbero stati problemi tecnici, non tutti avrebbero avuto accesso: il web non si presta ad imitare la televisione.

Invece ha molto più senso leggere il riassunto e le opinioni di persone intelligenti che erano sul posto, ascoltavano e bloggavano (aggratis e senza interventi pubblicitari). Questo nuovo mezzo comincia a manifestare le sue grandi potenzialità. Comincia ad avere senso.

Sono pieno di meraviglia ed entusiasmo.

Hotmail e l’arte di raccontare balle

Questo articolo se la prende molto con MSN per come i dati personali vengono (mal)trattati da Hotmail.

Allora sono andato a leggere di persona la loro Informativa sulla privacy che baldanzosamente comincia dichiarando:

“MSN si è assunta come impegno prioritario quello di proteggere la privacy dei propri utenti e di sviluppare tecnologie che possano garantirti efficienza e sicurezza quando sei su Internet.”

Siamo a posto! Dopo un così nobile inizio, sei già convinto e smetti di leggere le altre cento pagine. E fai male.

doublespeak


Fai male perché, al paragrafo “Hotmail“, ti aspettano alcune chicche abilmente nascoste tra un profluvio di assicurazioni del contrario. Cito letteralmente:

In che modo MSN utilizza i miei dati: le informazioni di registrazione vengono utilizzate per garantire il funzionamento del sito, per generare statistiche di carattere demografico e per la visualizzazione di annunci pubblicitari personalizzati.

Hotmail non ti invierà alcuna informazione non richiesta, inclusi messaggi di posta elettronica, fatta eccezione per i casi indicati di seguito. I nuovi utenti riceveranno una lettera di benvenuto da Hotmail in cui verranno illustrate le funzionalità offerte dal servizio.

È anche possibile che ti vengano inviate comunicazioni periodiche per segnalare modifiche al servizio, nuove funzionalità, aggiornamenti su problemi tecnici e informazioni su altri prodotti e servizi Microsoft. Hotmail potrebbe inoltre contattarti per effettuare sondaggi d’opinione via e-mail relativi a servizi già disponibili o in via di sviluppo.

Hotmail potrebbe, inoltre, contattarti saltuariamente da parte di partner esterni per informazioni relative a particolari offerte ritenute interessanti. Hotmail comunque non comunicherà il tuo indirizzo e-mail ai partner commerciali.”

Come sarebbe a dire? Hotmail potrebbe contattarti da parte di partner esterni? E la protezione della privacy? Ti venisse la peronospera se questo non è un doublespeek megagalattico.

Stefano Rodotà, nato a Cosenza nel 1933, professore ordinario di Diritto civile presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’università “La Sapienza” di Roma, è uno degli autori della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, approvata al Consiglio d’Europa di Nizza nel dicembre 2000.

Evidentemente confidano sul fatto che nessuno legga oltre il primo paragrafo, nemmeno il Garante della Privacy! Caro Stefano Rodotà, dove sei? che fai? O forse la Microsoft è un osso per te troppo grande?