ADSL Infostrada

Se con Telecom non sono tutte rose e fiori, con Infostrada pure. Vatti a leggere su Punto Informatico la lettera di un cliente curioso, Gabriele Falcioni, stimolata da un precedente articlolo in cui si riportano le strampalate dichiarazioni del capo della divisione Telecom Italia Wireline, Renato Ruggiero, secondo cui “il futuro della banda larga, per i prossimi anni, si chiama ADSL”.

A parte che il futuro è la fibra ottica e/o il wi.fi 802.11, già adesso il problema non è un generico “sovraffollamento di internet” ma piuttosto il sottodimensionamento della dorsale ATM italiana e la poca affidabilità dei routers degli ISP. Se questo Ruggiero ha ragione, la situazione può solo peggiorare!

Cisco 12012 Gigabit Switch Router


Devo decidermi a mettere tra me e la rete una macchina Linux che mi dia posta, DNS e quant’altro in maniera affidabile. Non che in questo momento tra me e Internet ci sia una porcheria qualsiasi, anzi! La mia connessione passa per r-mi225-fa10.interbusiness.it (151.99.57.151) o simili: si tratta di un router Cisco 12012 Gigabit Switch Router, ovvero quanto di meglio offre la tecnologia oggi. Eppure spesso non sembra sufficiente.

New sorts of choices

Un altro autore che non smetto di rileggere è Stanislav Lem. Il suo romanzo più famoso è “Solaris“, ma a me era piaciuto molto anche “Il Congresso di Futurologia”.

Stanislav Lem


I suoi romanzi e racconti appartengono al genere “Science Fiction”. Ma sono ambientati in un futuro sporco, sciatto, pieno di errori, dove non è stato risolto nessuno dei mali della razza umana: le nuove tecnologie li spostano solamente in una dimensione diversa. Senza Lem non ci sarebbe Moebius, e senza Moebius non ci sarebbe “Blade Runner”. Come dice Nathan Powers,

There are many reasons to read Lem. His stories, charged with invention and wit, never fail to entertain. At the same time, no living writer has used fiction to engage scientific problems as seriously as Lem, who views prognosis as one of literature’s most important functions. Ours is the age of cybernetics and genetics. We stand, precarious, on the verge of making not just new choices — for that is simply the human condition — but the new sorts of choices that technology makes possible; and there is little other than imagination available to guide our next steps. Stanislaw Lem shows that science fiction, now more than ever, is good to think with, and he has revealed rich new possibilities for the genre.

SSSCA: la parola agli elettori

Il Sentato degli Stati Uniti ha un sito dove è possiblie commentare sulle proposte di legge. E i commenti sono davvero interessanti:

it is mind-boggling to suggest that one industry (the music/movie people) should tell another industry (the computer industry) how to build their products. If the music industry doesn’t like how computers work, they should invent their own music delivery system. They can put as much encryption into the system as they want. If they make a good product, then people will buy it.

Grazie a Tom per la dritta.

Doc Searls su “the Security Systems Standards and Certification Act”

Lucidissimo articolo di Doc sul tentativo, da parte dei grandi venditori di “contenuto”, di castrare i PC:

Simply put, Disney is interested in maintaining the powerlessness of The Consumer. Michael Eisner and his congressional puppets want to dismantle the Net for one single reason: it’s a platform for markets where demand has just as much power as supply.

Nella culla della democrazia un Senatore si compra con poche centinaia di migliaia di dollari. Poi ti fa le leggi che vuoi.

Doc searlsSenator Fritz Hollings

Da chi dei dei due compreresti un’auto usata?

La bellezza è nell’occhio di chi guarda, ma…

D’accordo che l’arte è un concetto relativo, e che dipende dalla sensibilità e dal gusto personale, ma tutto ciò che io considero arte, nei più disparati campi della cultura umana, condivide una importante caratteristica: non finisce di emozionarmi.

E ogni volta che riascolto quella sonata, o riguardo quel quadro, o rileggo quel libro, ogni volta provo una nuova emozione e scopro un nuovo aspetto che prima non avevo colto.

Michail Bulgakov


Come per “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov (Einaudi, Gli Struzzi) che vado rileggendo ormai da trent’anni e ancora non finisce di emozionarmi profondamente, e non come la prima volta, ma di più:

…I cavalli si slanciarono e i cavalieri si alzarono in alto, al galoppo. Margherita sentiva che il suo furioso cavallo rodeva e tirava il morso. Il mantello di Woland si gonfio’ soptra le teste di tutta la cavalcata e con quel mantello comincio’ a coprirsi il firmamento, su cui scendeva la sera…