Franco Berardi vs. Jacob Nielsen

Bifo si fuma qualcosa di veramente forte e poi scrive questo articolo in cui se la prende con l’usabilità. Tra le sue molte sorprendenti affermazioni, ti segnalo questa:

Dietro la semplificazione della navigazione si intravede la trasformazione della rete in una sorta di percorso prestabilito che segue strade precostituite verso destinazioni che poi sono facilmente intuibili: comprare, comprare comprare.

Anche se Bifo parla di cose che non conosce, bisogna riconoscergli il merito di aver suscitato un vespaio. Dal suo articolo è nata una discussione con interventi molto interessanti, tra cui ti segnalo quello molto “usabile” di Umberto Santucci:

Il possesso prevede un uso prolungato. Non serve molta usabilità perché c’è tempo per imparare a usare ciò che si possiede. L’accesso prevede un uso breve. Serve l’usabilità perché ho poco tempo per usare ciò a cui accedo e quel poco tempo lo pago (durata dell’accesso).

Cooperazione e tradimento

In questo mondo virtuale in cui “we write ourselves into existence”, c’è chi si fa prendere da attacchi di paranoia e si chiede se ha a che fare con chi è davvero chi dice di essere.

Esempio: abbiamo seguito il blog di Heather Hamilton che racconta di come è stata licenziata per i commenti sui colleghi del suo blog, e ci siamo tutti indignati a morte, e le siamo stati tutti solidali. Ma immagina per un momento: e se fosse finzione letteraria? Se Heather stesse solamente scrivendo un racconto appena vagamente autobiografico? Come facciamo a saperlo?

In alcuni casi l’artificio è palese: vedi ad esempio l’idea bellissima del Bloggus Caesari, ovvero “De bello Gallico” in forma di blog.

Vedi anche il sito di David Still, un’idea un poco più contorta ma sempre letterariamente interessante.

La tecnologia non ci soccorre. Esistono certificati di sicurezza, sistemi di autenticazione, chiavi criptate, ma tutti questi artifizi non fanno altro che complicarci la vita e spostare il problema un poco più a monte.

Tutto si riduce a una domanda: ti fidi o non ti fidi?

Magari ti ricordi del “Dilemma del Prigioniero”. Hanno beccato te e il tuo socio, e siete ognuno nella sua cella di isolamento. Se cantate tutti e due, vi beccate tre anni. Se solo uno dei due canta esce libero, e l’altro si becca cinque anni. Se nessuno canta, vi beccate un anno a testa. Che fai? E soprattutto, esiste una strategia che alla lunga, giocando questo gioco mille volte, ti garantisce i risultati migliori?

Per capire se esistono strategie vincenti, il dilemma del prigioniero è stato giocato elettronicamente in gare tra programmi che implementano diverse strategie. C’è il programma che tradisce sempre, il programma che collabora sempre, quello che collabora o tradisce a caso, quello che collabora quasi sempre, eccetera. Programmi di complessità sempre crescente, che esaminano le mosse dell’avversario e cercano di predire la mossa seguente.

Il programma che ha vinto si chiama “Tit fot Tat” e si compone di due istruzioni:

collabora

ripeti l’ultima mossa dell’avversario

Non ti sfuggiranno le profonde implicazioni morali contenute in queste due righe. Esiste una versione online che puoi provare sia in modalità manuale, decidendo tu ogni mossa, sia in modalità automatica, scegliendo una strategia e lasciando fare al computer tutte le iterazioni. Trovo questa cosa affascinante e molto istruttiva.

Spammare costa caro

Spammers condannati ad almeno $500 per ogni messagio di spam, nello Stato di Washington.

Peacefire.org ha vinto alcuni processi importanti in questo senso, dove si riconosce che uno spammer causa un danno economico a chi deve scaricarsi la sua immondizia.

Che sia un primo passo nella giusta direzione? Il fenomeno comincia ad assumere proporzioni allarmanti!

Firewall aggratis, e i problemi di aggratis

Ti dicevo che volevo mettere un firewall vero e proprio tra la mia rete e internet: trovato!

SmoothWall GPL, scaricabile dal sito, riconosce i modem ADSL USB, ha il servizio DNS, che vuoi di più?

Ma per il momento lascio che sia il mio amico Alessandro a installarselo, e io cercherò di bucarglielo. Se non ci riesco, lo installo anch’io.

SmoothWall GPL è distribuito gratuitamente sotto l’ombrello della GNU Public License. Questo fondamentalmente vuol dire “no support”.

Interessante anche questa storia: un gruppetto di loro programmatori li ha mollati, ha fondato un’altra società, ha copiato il programma e ne ha fatto un’altra versione, IPCop. Mah…