Su questo blog scrive gente molto intelligente. Come Colin Campbell, che precisa i contorni della prossima crisi petrolifera. L’ho aggiunto alla lista dei miei blogs preferiti.


It's more complicated than that!
Su questo blog scrive gente molto intelligente. Come Colin Campbell, che precisa i contorni della prossima crisi petrolifera. L’ho aggiunto alla lista dei miei blogs preferiti.

La gentilissima Silvia Locatelli di Mondadori Informatica ha visto i miei commenti alla conferenza NetSecurity e mi chiede di poter pubblicare le mie foto. Siccome io avevo parlato male del loro caffè e avevo scritto “Gente migliore è morta per meno”, lei mi scrive:
Prometto che in cambio faremo il possibile, la prossima volta, per rendere il caffè non letale…
Silvia, non fare finta di non capire: quando dicevo “gente migliore” mi riferivo agli organizzatori travolti dalla folla inferocita, non ai partecipanti avvelenati!
Tra parentesi, le ho mandato tutti gli originali con permesso di pubblicare, purchè citino la fonte.
Siccome amo avere poca stima dei giornalisti, qui ti segnalo un sito che mi fa ricredere, quello di Report.

Ieri seconda e ultima giornata della conferenza a Milanofiori. Traffico orribile come al solito, anche se non era festa in Ticino.
Prima sessione: “Hardening Your Web Server“, ovvero “non è compito del vendor fornirti un sistema operativo inerentemente scuro, ma è compito tuo stare dietro a tutte le patches e aggiornamenti”. E questo vale sia in ambiente Windows che in ambiente unix/linux. Il consiglio saggio è che su una macchina esposta verso internet disabiliterai tutto quello che non è strettamente necessario: meno servizi, meno buchi. Sarebbe addirittura utile disabilitare l’interfaccia grafica di Windows su una macchina che deve esclusivamente rispondere a richieste sulla porta 80. Alla fine della sessione, un poverino ha chiesto: “Adesso che tutto è disabilitato, adesso che tutto è blindato, come faccio a fare un aggiornamento delle pagine HTML?”. Bella domanda. Siti consigliati: grsecurity.net e bastille-linux.org.

Terza sessione: “Intrusion Detection Systems“, ovvero “i computers sono stupidi, stupidi, stupidi”. Un IDS ascolta il traffico della tua rete e quando scopre un tentativo di intrusione ti avvisa, e può anche modificare le regole del firewall per bloccare quell’attacco.
Detto così suona fantastico. Poi scopri che l’IDS semplicemente cerca stringhe all’interno di pacchetti, cioè non svolge nessun lavoro euristico, e quindi lo freghi come vuoi e quando vuoi; che l’IDS richiede risorse fenomenali per processare traffico anche modesto; che il rateo di falsi positivi è del 5%, ovvero 50 avvisi falsi ogni mille sessioni, più gli avvisi veri che per mille sessioni possono essere anche 100; e infine se Microsoft dopo vent’anni ancora non riesce a far funzionare la correzione grammaticale di Word, tu figurati se io lascio modificare le regole del mio firewall da un programma qualsiasi! Over my dead body!
Ho chiesto pubblicamente alla sala che alzassero le mani quelli che lo usavano con soddisfazione: due persone. Se vuoi qualche dozzina di strumenti anti-IDS, li trovi qui. Disarmante anche il famoso articolo di Fred Cohen, “50 ways to defeat your Intrusion Detection System” (ma tutto il sito è una miniera di informazioni).

Nota per gli organizzatori: il caffè delle pause era un sugo di straccio immondo: gente migliore è morta per meno.
Tom cita Giuseppe Tomasi di Lampedusa a proposito di Stendahl.

La “Letteratura inglese” è un corso che Tomasi teneva ad un gruppo di giovani palermitani, in casa sua. Non essendo destinato alla pubblicazione “ufficiale”, è molto libero, curioso, un poco pettegolo, divertito e molto divertente. Dalla Premessa:
…Giuseppe Tomasi ha lasciato la sua Letteratura Inglese in quattro raccoglitori. Ogni raccoglitore, salvo il primo, reca la data di inizio e fine. Il secondo fu iniziato il 20 febbraio del 1954. Sono quasi 1000 pagine manoscritte, stese in undici-dodici mesi. L’appuntamento con Orlando era trisettimanale, alle sei di pomeriggio, la razione di 15-20 fogli manoscritti. Orlando era incaricato della lettura, sia che fosse solo che in compagnia. L’idea del lettore che non sapeva quel che gli sarebbe toccato divertiva l’autore; egli ascoltava sornione e compiaciuto quando qualche impertinenza nella narrazione biografica o nei riguardi di qualcuno dei suoi nuovi e vecchi amici colpiva nel segno…
Giuseppe Tomasi di Lampedusa oggi sarebbe un weblogger di prima grandezza. (Tra gli allievi di allora, quella che poi mi avrebbe inutilmente insegnato inglese al Liceo, la Prof. Saladino).