Come Enron, più di Enron…

Ti dicevo in un post di febbraio che, dopo il caso Enron, sarebbe prima o poi venuto il momento delle società di telecomunicazioni.



Ed ecco fresco fresco il caso WorldCom, che ammette di aver “sovrastimato” i profitti di 3,8 miliardi di dollari dal 2001 a oggi. A che si deve questa lieve svista? Prendevano le spese e le facevano figurare come investimenti. La loro società di revisione (hai indovinato, proprio Andersen) dice che non ne sapeva niente.

Con 30 miliardi di dollari di debiti, con le azioni scese da $60.00 nel 1999 a $00.20 ieri sera, con 17.000 licenziamenti in arrivo, questo è solo l’inizio di una crisi che temo sarà globale.

Come sempre, per maggiori particolari e per rimanere aggiornato beccati una query su Google News.

Palladium, ancora per molto

Cominciano a chiarirsi i termini della questione, e ci si comincia a preoccupare più seriamente. Richard Forno scrive su The Register:

“Given the pervasiveness of computers in modern society, the worldwide social ramifications of Palladium are enormous. Consider the ability of one entity — in this case, Microsoft — to dictate acceptable behavior and content (remember Smart Tags?) in service of its own commercial aspirations. If your behavior or actions are deemed ‘unacceptable’ by such a third party, you could find yourself impotent on the global stage.”

Già una volta Intel ci aveva provato con l’ID della CPU, ed era successo il finimondo. Ma adesso è per la tua sicurezza, è per il tuo bene, non vorrai mica protestare!

Sempre su The Register, un’altro articolo esamina le preoccupanti implicazioni che Palladium comporta per Linux e per le GPL:

“This is a nail in the GPL’s coffin. Yes, I can improve the app and give away or maybe even sell my improved version; but first I have to prove that it qualifies for certification, and second I have to pay for the cert. And when I release it, source and all, only the certified binary will function.

The entire concept of root will be out the window. If I build my own or re-compile my existing kernel, my certs won’t work. I won’t be permitted to log in to the Microsoft Digital Empire or any of its numerous colonies because that little chip on my mobo is going to freak out. Perhaps even my certified apps will fail to run. And I can no longer present my Uniform Identifier at the digital immigration turnstiles which MS will be setting up as I meander through cyberspace. “Sorry, we don’t know who you are; you’ll have to turn back….”

Insomma, il mondo comincia a svegliarsi. Se vuoi tenerti aggiornato, prova ogni tanto questa query su Google News.

Frederick Kempf al Conservatorio di Milano

Freddy KempfUltimo concerto ieri sera per la stagione delle Serate Musicali. L’orchestra da camera di Padova e del Veneto accompagnava il pianista Freddy Kempf nei concerti 21 e 11 di Chopin (anche due ouvertures di C.M. Von Weber, tutte da dimenticare).

L’orchestra non era in grande forma ma il giovane Freddy se l’è cavata egregiamente, nonostante una corda rotta dello Steinway sostituita poi velocemente durante l’intervallo.

E così finisce il mio ventunesimo anno consecutivo di abbonato. Ho già rinnovato per la stagione 2002/2003 (quattrocento euro per la poltrona numerata) e i concerti da non perdere sono:

Marta Argerich

20 Dicembre e 1 Febbraio

Gidon Kremer

13 Ottobre e 7 Aprile

Yuri Bashmet

28 Ottobre e 17 Marzo

Alexander Lonquich

18 Novembre, 10 Febbraio e 14 Aprile

Andras Schiff

11 Novembre, 23 Dicembre e 13 Gennaio

Stephen Hough

9 Giugno

Natalia Gutman e Elisso Virsaladze

8 Aprile

Murray Perahia

data da destinarsi

Questi i migliori, secondo me, tra la cinquantina di concerti proposti. Ma anche i concerti sulla carta meno belli, a volte riservano belle sorprese. E poi penso che sia mille volte meglio un concerto non bello, ma dal vivo, che una perfetta registrazione in studio.

Per finire due parole sull’organizzazione: le scomode poltrone della Sala Verdi sono divise in due settori: poltrone numerate in basso e poltrone non numerate in alto. L’abbonamento alle poltrone numerate costa parecchio di più, giustamente.

Ora ben dieci concerti si svolgeranno al Teatro Dal Verme, dove nessuna poltrona è numerata: concerti a cui io non assisterò. Questo perchè non mi piace la inevitabile ressa all’entrata seguita da corsa all’accaparramento. Anche perché tutto questo sarebbe facilmente evitabile, con un poco di organizzazione. Non ho appena prenotato via internet una cabina sul traghetto per le vacanze?

Microsoft Palladium

Anche Newsweek si accorge che in Microsoft hanno un piano:

palladio“The plan, revealed for the first time to NEWSWEEK, is… Palladium, and it’s one of the riskiest ventures the company has ever attempted. Though Microsoft does not claim a panacea, the system is designed to dramatically improve our ability to control and protect personal and corporate information. Even more important, Palladium is intended to become a new platform for a host of yet-unimagined services to enable privacy, commerce and entertainment in the coming decades.

Davvero, commerce e entertainment! Non ti sembra una notizia inquietante? Ho come la sensazione che stiamo per ritornare ad essere “audience” invece che “clients”.

E che ne dici dell’insistenza con cui le nuove installazioni di Windows XP richiedono all’utente (spesso ignaro) di creare un account con Microsoft Passport? Io sento puzza di “strong-arm tacticis”.

L’articolo nota poi che c’è un piccolo problemino:

“One hurdle is getting people to trust Microsoft…”

Beh, allora! Il rischio non è poi così grande.

La FIFA ha trovato la soluzione

Il problema delle sviste degli arbitri e/o dei guardialinee ai mondiali è particloarmente grave, anche perchè la ripetizione dell’azione sul maxischermo mostra a a tutto lo stadio in diretta la vera storia. Ma la FIFA ha pronta la soluzione:

“Codesal also said that Fifa planned to restrict replays of controversial incidents on the big screens at stadiums during matches. “We support showing exciting plays but not slow- motion or repetitive images of plays that highlight questionable decisions by referees.”

Ma si può fare di meglio: i prossimi mondiali a porte chiuse.