Boris Johnson wrote for the New York Times, which found some of his words unfit to print

Il giornalista inglese Boris Johnson racconta dell’articolo che ha scritto per il New York Times, e delle modifiche che gli hanno chiesto per poterlo pubblicare.

Ad esempio: “you don’t make international law by giving new squash courts to the President of Guinea” non si può dire, mentre “you don’t make international law by giving new squash courts to the President of Chile” si può dire. Eh?

(via Moorish Girl)

Italia On Line si è sparata in un piede

Qualcuno mi spieghi chi è l’idiota che ha avuto questa bella pensata:

From: LiberoInforma@libero.it

To: ignarocliente@inwind.it

Sent: Monday, March 24, 2003 4:23 PM

Subject: Nuove modalità utilizzo spazio web

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Wind

Comunicare in un soffio

Già, il soffio della morte! Secondo me sono alla frutta. Non mi stpirei se tra qualche mese il servizio diventasse a pagamento: scappate finché siete in tempo!

Una nuova vita

Ieri sera è venuto a questo nostro strano mondo Giovanni: ancora non pesa un chilo ma pare abbia già un caratteraccio…

Ai genitori Anna e Paolo, auguri. Ai fratelli Michele e Riccardo: statevi accorti.

Altri tempi

Da un articolo dello storico Arthur Schlesinger Jr. apparso oggi sul Los Angeles Times:

“We must face the fact that the United States is neither omnipotent nor omniscient — that we are only 6% of the world’s population — that we cannot impose our will upon the other 94% of mankind — that we cannot right every wrong or reverse each adversity — and that therefore there cannot be an American solution to every world problem.”

President John F. Kennedy

(via Community of Minds)

Bandiere di seconda mano

Mio zio ama il mare e l’informatica, usa le nuove tecnologie, indulge in affermazioni iperboliche e si professa cinico. Riguardo all’invasione dell’Iraq, propone di acquistare subito tutte le bandiere della pace usate a mezzo euro, per rivenderle a cinque euro quando tra sei mesi toccherà alla Siria, o all’Iran…

Dice che lui questa situazione l’ha già vissuta quando, alla vigilia dello sbarco alleato in Sicilia, il Mascellone strombazzava “Li respingeremo sul bagnasciuga!”. Questo alle sei del pomeriggio; alle sei del mattino dopo la Sicilia era conquistata. Per mio zio il parallelo Saddam-Mussolini è automatico, e quindi il problema etico-politico non si pone.



Certo che allora tutto succedeva senza testimoni, e le cose si sapevano molto tempo dopo. Oggi l’informazione è immediata, non-mediata, istantanea e incontrollabile. L’immagine di un singolo soldato morto brucia di più di una intera divisione annientata lontano dalle telecamere. Il tentativo americano di nascondere le immagini dei prigionieri è sintomatico, ma patetico.