Blogs & Business

Se il blog è oggi un’attività amatoriale, non è detto che lo sarà per sempre:

“But, I think eventally there will be a compelling business around weblogging. Today there isn’t. Let me ask you a question, if you saw Steve Wozniak‘s Apple I computer, would you have said “oh, there’s a trillion dollar business?” I didn’t think so.”

(Robert Scoble)

Il mondo abbonda di strumenti considerati inutili fancazzismi al loro nascere e oggi diventati indispensabili: il telefono, per esempio. D’altra parte l’utilità e la remunerazione non sono le uniche cose importanti della vita (come sembra dire John Markoff).

Anonimi o no?

In queste ultime ore mi sono riempito di commenti anonimi, anzi in alcuni casi c’è stato proprio un dialogo tra anonimi che si davano ragione a vicenda.

Peccato che tutti gli anonimi provenissero dallo stesso indirizzo IP, stranamente appartenente a un utente Albacom di Roma. L’evento è stato debitamente registrato, a futura memoria.

Non parlavo con te

BoingBoing segnala un bel post di Danny O’Brien sul perchè il blog viene spesso odiato da chi non blogga:

On the net, you have public, or you have secrets. The private intermediate sphere, with its careful buffering. is shattered. E-mails are forwarded verbatim. IRC transcripts, with throwaway comments, are preserved forever. You talk to your friends online, you talk to the world.

This is why, incidentally, why people hate blogs so much. My God, people say, how can Livejournallers be so self-obsessed? Oh, Christ, is Xeni talking about LA art again? Why won’t they all shut up?

The answer why they won’t shut up is – they’re not talking to you. They’re talking in the private register of blogs, that confidential style between secret-and-public. And you found them via Google. They’re having a bad day. They’re writing for friends who are interested in their hobbies and their life. Meanwhile, you’re standing fifty yards away with a sneer, a telephoto lens and a directional microphone. Who’s obsessed now?

Questo spiega molte cose.

Interessante notare che se uno spende quattro ore a imbesuirsi davanti alla televisione è un bravo cittadino, ma se spende un’ora al giorno (e va bene, due) interattivamente sul suo blog è un perdigiorno.

Zia Irene, grande lettrice, mi raccontava sempre di quella sua cognata che trovandola con un libro in mano le diceva invariabilmente “Senti, visto che non hai niente da fare…”.

Frank Peter Zimmermann ed Enrico Pace al Conservatorio di Milano

Lunedì scorso al Conservatorio c’era il duo Zimmermann-Pace con questo programma:

L.V.Beethoven

Sonata no. 5 in fa maggiore “La Primavera”

F. Busoni

Sonata no. 2 in mi minore op. 36/a

R. Strauss

Sonata in si bemolle maggiore op. 18

La Primavera mi è piaciuta molto, soprattutto l’Adagio molto espressivo, eseguito con un tempo veramente adagio, come una meditazione intensa e profonda.

La sonata di Busoni aveva i suoi momenti molto belli, come la citazione bachiana di “Wie wohl ist mir, O Freund der Seele” dal “Piccolo Libro di Anna Maddalena Bach” (BWV517). Ma nel complesso non mi ha entusiasmato.

Nel frattempo Ebe era dovuta uscire dalla sala, in preda a un violento attacco di tosse. L’abbiamo quindi riportata a casa e ci siamo persi la sonata di Strauss; ma per un’amica questo ed altro.

Enrico Pace (di cui non ho trovato una foto decente) suona con il pianoforte completamente aperto, e questo per me dice molto. Zimmermann suona uno Stradivari 1711 ex-Kreisler.

Il riassuntino, per la cronaca

Più di venti mesi fa, al ricevimento dell’ennesimo spam che diceva “questo non è spam perchè ho preso l’indirizzo da internet”, mi sono incazzato. Che vuoi, una debolezza: ma mi sono incazzato.

Lo spam offriva i servizi di una società con relativo sito, che sono andato a visitare e dove ho trovato un indirizzo e numero di telefono. Poi tramite whois ho scoperto il nome della persona che aveva registrato il sito. Ho copiato/incollato il tutto sul mio blog e mi sono sentito subito meglio.

Mi sono totalmente dimenticato della cosa fino a venerdì scorso, quando il provider mi ha informato della minaccia di denuncia e del fatto che se non risolvevo in qualche modo mi avrebbero oscurato quella pagina. Ho risposto via email con le mie ragioni, credo in forma chiara e pacata. Sorprendentemente, attorno alle undici di Lunedì il provider mi ha oscurato tutto il sito “provvisoriamente in attesa della soluzione della vicenda”.

Quando me ne sono accorto, nel pomeriggio, gli ho chiesto cosa intendeva con quel “provvisoriamente” e che procedura aveva intrapreso per la “soluzione”, e quanto tempo ci avrebbe messo. Con un lungo giro di parole mi ha spiegato che quel “provvisoriamente” significava in realtà “indefinitamente”, e che in realtà non avrebbero fatto un bel nulla.

Per riottenere il mio sito, ho quindi acconsentito a togliere la pagina d’archivio in questione. Attorno alle quattro e mezza del pomeriggio il sito era di nuovo in piedi.

Forse ho fatto male a prendermela con lo spammer, certo non sono stato cortese. Ma sono sicuro di non aver violato nessuna legge. Ricordati anche che all’epoca l’attenzione del Garante non era così concentrata sullo spam come adesso.

Per finire, di questa vicenda non faccio troppa colpa al mio provider, dubitando che un altro avrebbe reagito diversamente, che tiene famiglia pure lui: resta il fatto che un provider italiano non è in condizione di difendere i suoi clienti.