Lang Lang

Questa sera al Conservatorio di Milano suona il giovanissimo pianista Lang Lang. La critica è unanime nel dire che si agita troppo quando suona (non hanno mai visto Bacchetti?). Per il resto viene salutato come un nuovo astro nascente. Sentiremo:

F.J.HAYDN

Sonata in mi magg. Hob XVI/31

S.RACHMANINOV

Sonata n.2 in si bem.min. op.36

TAN DUN

Eight Memories in Water Color op.1 (1978)

F.CHOPIN

Notturno in re bem.magg. op.27 n.2

F.LISZT

Reminiscences de Don Juan S.418

Tan Dun lo sento oggi per la prima volta. E’ di New York, dirige e compone, dicono sia un eclettico. Ha il grave difetto di essere tuttora vivente. Astutamente, il suo brano è stato piazzato in mezzo al concerto: se era l’ultimo, se ne andavano tutti.

Shlomo Mintz e Itamar Golan

Sabato scorso Shlomo Mintz (che suona un Guadagnini del 1752) e il pianista Itamar Golan erano al Conservatorio di Milano con un programma sontuoso:

Niccolò Paganini

Sonata n. 12 in mi minore op. 3

Johannes Brahms

Seconda Sonata in la maggiore op. 100

Terza Sonata in re minore op. 108

Paganini-Kreisler

Introduzione e Variazioni sul tema “Non più Mesta” (dalla “Cenerentola” di Rossini”)

Rondò dal Secondo Concerto per violino in si minore op. 7 “La Campanella”

Mintz è un grande interprete: ha la capacità di dare una visione originale, ma non cervellotica, del brano che interpreta. La sua musica ha sempre un senso preciso, ed è un senso nuovo, mai sentito prima. Me l’aveva già fatto questo scherzo, quando era venuto a dirigere e a reinventare le Quattro Stagioni in un modo che i Solisti Veneti (o peggio: Uto Ughi con l’accademia di Santa Cecilia) nemmeno si sognano.



Stessa cosa con Brahms: Mintz ne ha messo in rilievo il lato meditativo e intimista, rispetto a letture eroiche (Ughi) o solari (Perlman), più pacato nella op. 100 e più intenso nella op. 108. La mia comprensione di questi due capolavori ne è riuscita arricchita.

Completamente diverso il discorso su Paganini: virtuosismo delirante e assolutamente sovrumano. Mi è parso che dopo i passaggi più funambolici Mintz guardasse verso il pubblico con una certa aria di sfida, come a dire “Beccati questa!”.

Troll, nani e ballerine

Parlavamo anche di troll alla BlogFest, e coincidentalmente sul blog di Kevin trovo questo bel post sui troll che riprende John C. Mahler:

“The problem is further compounded by professional writers who promote trolling, with the thought that they are increasing their own readership. It’s no coincidence that the most-read trolls are created by professional writers. They have essentially suckered thousands of newbies, mavens, and just plain folk into trolling, solely to get return links in the form of the blogrolls and citations. This is, in fact, a remarkably slick grassroots marketing scheme that is in many ways awesome, albeit insincere.

Unfortunately, at some point, people will realize they’ve been used. This will happen sooner rather than later, since many mainstream publishers now see the opportunity for exploitation. Thus you find professionally written and edited faux trolls appearing on MSNBC’s site, the Washington Post site, and elsewhere. This seems to be where trolling is headed—Big Media. So much for the independent thinking and reporting that are supposed to earmark blog journalism.”

Mi pare fotografi bene anche la realtà italiana.

Ti aggrego

Alla BlogFest sono andato a salutare Paolo di Tom:

– Ciao, sono Gaspar Torriero. Io ti aggrego!

– (con aria proccupata) Eh?

– Volevo dire, leggo i tuoi post dal mio aggregatore…

– (sollevato) Ah, grazie.