Dopo i centimetri, i pollici

Dopo il mio metro da sarto su nova, anche Jeff Jarvis si arma di righello e misura il New York Times. Risultato:

Just for the sake of round numbers on this envelope, let’s say that the 4.5 pages of ads today is worth about $650,000. Going by Tribune Company’s 50/50 goal, that would say that today’s edition is short $2.6 million. And mind you, it could be much more than that if there were more ads to justify a larger paper today.

E quindi la conclusione:

And it’s only going to get worse. This is why I say there is no time to waste to make the transition to the next life for news. Print is simply no longer sustainable.

1 aprile: Hunch

Hunch, il “decision maker tool, built by its users”, è sicuramente il miglior scherzo d’aprile di oggi, e forse di tutti i tempi.

Frutto della fantasia burlona di Caterina Fake (quella di flickr, ma già il nome doveva metterti in guardia), lo scherzo è stato abilmente progettato in forma virale: si entra solo per invito, e una volta dentro si possono mandare tre inviti. Si è quindi scatenata una corsa agli inviti e tutto il mondo ha gridato “anch’io, anch’io!” senza mai chiedersi “a che serve?”.

E nonostante la stessa Caterina, facendo ironicamente il verso ai siti “soscialcosi”, dichiari apertamente che “spera che gli utenti riescano a trovare nuovi e imprevisti utilizzi di Hunch, perché lei non ha la minima idea”, ci sono cascati tutti, si sono iscritti tutti, e si sono ritrovati a perdere tempo rispondendo alle domande più assurde (per la maggior parte riguardanti la cultura televisiva americana).

Gli scherzi del primo aprile meglio riusciti sono appunto quelli che hanno scritto dappertutto “questo è uno scherzo” e la gente ci casca lo stesso. Anch’io ci sono cascato in pieno, e ho anche mandato via due dei tre inviti disponibili.

Domattina (tarda serata USA) verrà chiuso il sito ed emesso il comunicato che annuncia lo scherzo. Ti restano quindi poche ore per trovare un uso intelligente, e fare in modo che Caterina ci ripensi. Se vuoi il mio ultimo invito, metti la tua email nei commenti.

Ultimi ascolti

I tre ultimi concerti che ho ascoltato al Conservatorio di Milano sono stati di grande livello:

  • il violista Yuri Bashmet con i Solisti di Mosca
  • il violinista Uto Ughi con i Filarmonici di Santa Cecilia
  • la giovane violinista Hilary Hahn con la pianista Valentina Lisitsa

Interessante notare il diverso approccio alla direzione tra Bashmet e Ughi, dove il primo si dedica completamente, facendo splendere la sua orchestra e suonando da solista solo uno dei brani in programma, mentre il secondo mi è sembrato abbastanza disinteressato alla direzione, lasciando che i Filarmonici si arrangiassero per conto loro. Credo quindi che sarebbe ingeneroso dire che hanno suonato malino (ecco, però l’ho detto).

Invece Ughi e Hahn hanno entrambi eseguito le bellissime Danze Rumene di Bartok, nei due arrangiamenti per violino e orchestra e per violino e pianoforte. E mi è sembrato che l’esecuzione di Ughi fosse molto molto più fresca, vivace e sciolta di quella della Hahn, che pure avrà una quarantina d’anni di meno. Ovvio, la ragazza ha una vita davanti per maturare, crescere e sciogliersi, e infatti mi è sembrata molto più “interprete” e meno “compitino” che nelle passate esibizioni.

E giovedì prossimo c’è quella che a me sembra il più grande pianista dei nostri tempi: Marta Argerich.