Della correlazione tra contenuto e pubblicità

Trovo molto interessante questo commento al post di Jeff Jarvis Are magazines doomed too?:

“The one magazine sector that I know will survive is those bridal magazines. They’re practically a universe unto themselves. Also, maybe arty interior decorating mags. They both have a very high correlation between content and ads- not a coincidence, I think. Most of the rest are doomed.

Sembra che il futuro ci stia piombando addosso molto più in fretta di quanto si pensasse solo l’anno scorso.

SEO dei mozzarelli impanati

Quando sento parlare di Search Engine Optimization, specie se associata ai blog, mi scappa da ridere e mi vengono sempre in mente i mozzarelli impanati surgelati. Erano un prodotto molto buono ma avevano un piccolo difetto: se cucinati in padella, come facevano tutti, la mozzarella si scioglieva completamente e fuoriusciva dalla panatura, andando a bruciarsi nell’olio. Un disastro! Quindi si vendevano solo durante le campagne pubblicitarie, e appena finita la pubblicità il consumo crollava.

(Sono sicuro che non te la devo spiegare)

Elezioni Europee 2009: i conti della serva

Nella mia circoscrizione, il PD ripresenta i parlamentari uscenti Toia, Susta, Panzeri e Ferrari: segno che hanno fatto un buon lavoro.

Che cosa esattamente? Me lo dice in dettaglio il sito del parlamento europeo, da cui deduco questa piccola tabella riassuntiva dei cinque anni di intensa attività:

Deputato Interrogazioni Proposte di
risoluzione
Interventi in
Plenaria
Patrizia Toia 24 6 33
Gianluca Susta 32 16 17
Antonio Panzeri 26 1 18
Francesco Ferrari 9 2 9

Giusto per capire come interpretare questi numeri, ho preso a paragone uno a caso, il primo della lista degli italiani in Europa:

Deputato Interrogazioni Proposte di
risoluzione
Interventi in
Plenaria
Vittorio Agnoletto 120 228 77

Il sondaggio sulle reti sociali

Sono andato a compilare il sondaggio sui social network. Sono rimasto sorpreso dal fatto che la prima domanda è subito “sei iscritto a un social network?” senza spiegare prima il termine.

Mi domando come risponderebbe l’utente inesperto che si è appena iscritto a facebook per ritrovare i vecchi compagni di scuola? Lo sa di far parte di un social network? E se non parla inglese? Mah.

E un’altra cosa che ho pensato metre compilavo il questionario è che ormai non c’è sito decente e meritevole di essere frequentato che non sia anche una rete sociale di persone ed interessi, e che tutte le domande potevano tranquillamente fare riferimento a frienfeed come a twitter come a flickr come ai blog, indifferentemente.

Perché il social network, le reti sociali, sono le persone, non i siti.

La parte sul cibo l’ho saltata.