Claudio Costa alle Olimpiadi di Torino

Vercelli - 27/10/05 - Panathlon Club Vercelli - Alla scoperta dei XX Giochi Olimpici Invernali
Vercelli – 27/10/05,
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Per le Olimpiadi Invernali di Torino 2006 verranno spesi 1700 Milioni di Euro, di cui 1200 dallo stato: dunque soldi miei e tuoi.

Il ragazzo con la cravatta blu di fianco a Piero Gros è il Vercellese Claudio Costa, non vedente, pluricampione olimpico, che forse non riuscirà a partecipare alla gara di Biathlon alle prossime Olimpiadi, perché la sua federazione non ha i soldi per comprare lo speciale fucile per non vedenti che fabbricano nei Paesi Nordici, senza il quale non può allenarsi.

Io trovo che questa sia una vergogna, e spero che trovi presto uno sponsor. Ma se Claudio si aprisse un account su PayPal contribuirei senz’altro.

Mio padre

Quando mio padre viene a trovarmi se ne sta un poco in disparte, e in silenzio mi guarda fare le mie cose. Ciò è totalmente insolito per lui, che da vivo è sempre stato un vulcano di simpatia e di chiacchiere. Ma nel sogno questo non mi preoccupa: io sento la sua presenza e sono tranquillo.

Rosa Parks

Rosa Parks
Rosa Parks,
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Un eroe del nostro tempo

Il digitale terrestre sbarca sull’isola

Marco di Central Scrutinizer racconta di come il digitale terrestre stia arrivando in Sardegna, e delle fregature che ciò comporta. Post da applausi:

“Potenziale cliente che presenta una domanda già rivolta da altri clienti e giustamente la evidenzia con il grassetto, il prezzo di un decoder per il secondo acquisto è quello di listino privo di contributo statale, ovvero i 90 euro per il primo prodotto e i 99 per il secondo e il terzo.”

“Spigliato commesso, la sua frase porta alla conclusione che io che non desidero il digitale terrestre debba per forza pagare 100 euro per guardare semplicemente la televisione nella mia camera, e questo porta a irritarmi alquanto.”

nova e potere

Non ti sarà sfuggito il fatto che il Sole24Ore è un giornale di potere, e che questo potere si esercita sia verso l’esterno nei rapporti con gli altri poteri economici e politici, che verso l’interno nei rapporti tra redazioni e giornalisti.

L’inserto tecnologico nova vuole sottrarsi a questa logica e vuole preoccuparsi del lettore prima di tutto. Il tentativo mi sembra riuscito, ma mi chiedo come abbiano reagito o reagiranno gli altri poteri, dentro e fuori.

Ad esempio, l’articolo sui sette peccati dall’ADSL in Italia può essere visto in casa Telecomitalia come un attacco che richiede una contromossa (scateniamo i nostri PR, facciamo la voce grossa col direttore, copriamo di regali il giornalista).

Ad esempio, le due colone di spazio occupate da un blogger possono essere viste come una usurpazione di territorio (adesso qui scrivono cani e porci invece che professionisti, ma cosa ne ricaviamo in cambio di tutta questa visibilità).

Quindi, dicevo, l’esperimento è partito bene; ma temo che il suo sviluppo dipenda in larga misura dalle reazioni del potere, più che dall’effettivo successo di pubblico.