Velocità = Incidente?

L’adozione di complessi sistemi di rilevamento della velocità in alcuni tratti di autostrada viene venduta come sistema per ridurre di molto gli incidenti. Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l?Italia:

“Ci auguriamo che il sistema da noi sviluppato e dato in gestione alla Polizia Stradale possa contribuire a ridurre ulteriormente il tasso di mortalità sulla nostra rete, che si è già dimezzato negli ultimi 5 anni grazie al forte impegno di Autostrade per l’Italia sul fronte della sicurezza”

A me questa equazione V=I non mi convince molto e mi sembra troppo semplicistica. Mi vengono in mente molte situazioni in cui potrei contemporaneamente rispettare i limiti di velocità e tenere una guida pericolosa.

Molti altri fattori entrano in gioco: lo stato dei veicoli, delle strade, del conducente; la situazione meteo; la densità di traffico; l’educazione; eccetera.

E credo di ricordare che la maggior parte degli incidenti gravi avviene fuori dalle autostrade.

Apprendista stregone III

Questo post di Vanz contiene una di quelle cose che più mi muovono a pietà (mista a orrore) di tutto Office: un file di Excel che non contiene nessun calcolo e che non è un elenco. Giusto del testo, delle caselline colorate, dei bordi. Nient’altro.

E ogni volta che vedo un tale portento io mi chiedo, atterrito: se son desto, o se sogno alcuno vituperio!

Perché, perché, o testa vuota, non hai usato le tabelle di Word? Che sono più semplici e più immediate? Eh? Perché? Dio ti perdoni, che io non ne son capace.

Apprendista stregone II

David cambia l’interlinea di un documento di Word da automatica a “esatta” ma poi non riesce a inserire le immagini.

Questo è molto tipico di tutti i prodotti Microsoft: finché tu accetti le impostazioni predefinite, finché tu segui le creazioni guidate, finché tu lasci decidere a Lui, tutto funziona a meraviglia.

Ma appena esci dal seminato, Lui diventa ostile. Un segno di spunta in una piccola opzione di un oscuro sottomenu provoca una catena di comportamenti non previsti, non logicamente collegati, e soprattutto non chiaramente spiegati all’utilizzatore.

D’altra parte tu potresti obiettare che per fotocomporre un libro ci sono ottimi programmi professionali come InDesign, e che Word è meglio usarlo per fare le cose in fretta piuttosto che per fare le cose complicate: beh, avresti ragione.

Site Advisor: the web, tested

David Weinberger è coinvolto e segnala un progetto, Site Advisor, che mi sembra assolutamente geniale:

SA has set up a slew of machines that crawl the Web, download whatever software they can find, and sign up for every email offer. They then run the downloaded software on virtual machines and note exactly what gets installed and how the registry is altered. They make up a unique email address for each site and note how many messages they get as a result. They also analyze the links to see if sites are part of nasty affiliate networks.

They then make all that information public via a Creative Commons license. You can go to the SA site and see exactly what will happen if you download software from an unknown Web site.

Forse è facile per te capire quali sono i siti a rischio; e anch’io a volte sono tentato di pensare, con sufficienza, a quella madre sempre incinta.

Ma la verità è che c’è un sacco di gente normale priva di conoscenze informatiche perché magari nella vita ha scelto di fare il microchirurgo o l’arpista, invece di smanettare al PC (per dire), gente che è troppo facile preda dei lupi del web. Per queste persone, internet spesso diventa quasi un incubo fatto di spyware, popups, spam, dialer, truffe; e ogni più piccolo sforzo per migliorare la situazione è per loro, ma anche per tutti noi, molto importante.