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Come non si fa un blog
Non è più possibile dire con certezza cos’è un blog: ce n’è di tutti i tipi e non ha più senso definirlo troppo strettamente. Certo cha a volte rimango perplesso davanti ad alcune sue varianti; ma poi mi dico “C’è posto per tutti!” e me ne faccio una ragione.
Ma l’ultimo esempio su cui sono capitato mi ha proprio colpito, e voglio raccontartelo. Non farò nomi: non voglio alimentare inutili polemiche personali.
Diciamo che sei una importante azienda italiana attenta alla comunicazione e ti accorgi del fenomeno “blog”. Pensi che sia un ottimo strumento di comunicazione e decidi di buttarti: che fai?
Assoldi un tipo (che per comodità chiameremo “Vincenzo”) e gli fai aprire un blog in cui, senza mai dichiarare l’affiliazione, nel modo più impersonale possibile, si parla sempre male della concorrenza e si copiaincollano i tuoi comunicati stampa.
Logicamente, Vincenzo non se lo fila nessuno. I pochi che capitano sul suo blog si accorgono subito che è “finto” e lo spernacchiano apertamente.
Ecco, credo di poter affermare con una certa sicurezza che non è così che si fa.
Lortie – Vogler al Conservatorio
Il pianista Canadese Luis Lortie e il violoncellista Tedesco Jan Vogler questa sera al Conservatorio di Milano presentano Liszt, Wolf, Wagner e Strauss. Spero non mi assalga il desiderio di invadere la Polonia.
QuasiRete
Carlo Annese ce l’ha fatta: la Gazzetta dello Sport ha il suo blog (invece Luca De Biase non ancora, ma quasi).
Aggiunto al volo al mio aggregatore: grazie Sergio.
Natalia Gutman a Milano
Ieri sera a Milano, al Dal Verme, la violoncellista Natalia Gutman con l’ Orchestra i Pomeriggi Musicali ha suonato il Concerto per violoncello e orchestra in la minore op. 129 di Robert Shumann.
Il concerto non mi è piaciuto per niente. Poichè io amo quella donna, attribuirò tutta la colpa alla pochezza dell’acustica del Dal Verme, con pesanti responsabilità anche per l’orchestra e per il direttore (la sua fiorita gestualità ha molto impressionato me, ma non gli orchestrali: non gli davano affatto retta).
Il non numeroso pubblico era assai distratto, ed è stato persino zittito dall’orchestra durante l’accordatura. Come sempre, la sala ferveva di attività e gli spettatori si dedicavano con entusiasmo a:
- frugare lungamente nelle borsette, ispezionando una ad una tutte le tasche dotate di cerniera lampo;
- scartare caramelle con lentezza e rumorosità;
- tirare su col naso con regolarità, ogni due secondi;
- raccontare alla vicina il dettaglio delle proprie vicissitudini ospedaliere con un sottovoce che arrivava fino al foyer, e oltre;
C’era anche un personaggio fisso, in prima fila, che da parecchie sere si dedica assiduamente all’esplorazione delle proprie cavità (della testa, per ora).
