Musica e statistiche

I dati di vendita 2003 della musica in Italia possono essere letti in molti modi, ma c’è un limite di decenza che è stato superato.

C’è stato un calo nei CD di 1,49% in volume e di 3,26% in valore. In una economia in piena recessione mi sembra un risultato ottimo, altro che balle. Conosci qualcuno che ha un negozio? Prova a chiedere.

Se il settore novità cala del 9,13% in volume e del 6,01% in valore, io capisco che l’industria produce robaccia poco appetibile e cerca di venderla a prezzi più alti, e la gente non ci casca.

Infine, se le novità calano e i singoli crollano ma le vendite totali diminuiscono di poco, allora c’è un altro settore che tira da matti e compensa ampiamente: il catalogo a medio prezzo. Il medio prezzo non viene nominato nei dati del 2003, ma nel 2002 rappresentava una crescita del 64,21% a valore e del 71,74% a unità. Dati probabilmente troppo imbarazzanti se poi si vuole versare lacrime sui danni da pirateria, come fa il presidente della FIMI su Punto informatico. Che faccia di bronzo.

Polina

Con le ultime forze dopo la partita di basket, che mi ha visto grande protagonista sul tabellone dei falli ma piuttosto assente su quello dei marcatori, devo dirti che il concerto di ieri sera di Polina Leschenko è stato interessante e a tratti molto bello. Mi è sembrato che la qualità andasse aumentando di minuto in minuto, da un Haydn più o meno a un Carnevale di Shumann pregevolissimo.

Tecnicamente è molto brava, è piena di temperamento, ma se proprio volessi farle le pulci potrei dire che l’ho trovata un poco limitata come gamma di colori.

Tu dirai, a ventitrè anni non puoi mica pretendere la maturità artistica. Ma Stanislav Bunin era già Bunin a vent’anni (e Vengerov, e Menuhin, passando al violino).

Tu allora ribatterai citando Anton Rubinstein, che da ragazzo pestava fortissimo con la mano sinistra per farsi notare, o Lazar Berman che appena arrivato in Occidente faceva di ogni concerto una esibizione di puro funambolismo, con la musica solo un pretesto. E qui ti darò ragione, e concorderò con te che Polina può migliorare, anzi migliorerà senz’altro e diverterà una delle grandi interpreti dei prossimi vent’anni.

Polina non usa il classico sgabello ma una sedia, sul cui schenale si appoggia molto sdraiata all’indietro, come se fosse seduta su una macchina sportiva, con le braccia tese in avanti. Indossava un tailleur-pantalone nero abbottonato su una maglietta nera, con mocassini neri senza tacco (è molto alta). I bei capelli dorati, ondulati e lunghi fino alla schiena, erano portati alla Argerich, cioè sciolti. Su qualche passaggio difficile si chinava in avanti e scompariva sotto la chioma in modo molto buffo, tipo “chi è quello spinone che è salito sul palco”.

Mi è sembrato che della Argerich imitasse non solo la pettinatura ma anche l’atteggiamento e alcuni gesti, in quella che suppongo essere una identificazione anche inconscia con un idolo assoluto con cui ha avuto il privilegio di suonare più volte, beata lei.

Polina Leschenko



Stasera al Conservatorio di Milano la pianista Polina Leschenko suona questo classico programma:

F. J. HAYDN

Sonata n. 62 in mi bemolle maggiore Hob. XVI 52

SCHUBERT-LISZT

3 Soirée de Vienne

F. CHOPIN

Grande Polacca brillante preceduta da un Andante spianato in mi bemolle maggiore op. 22

R. SCHUMANN

Carnaval op. 9

Polina Leschenko ha 23 anni, è Russa, è stata allieva di Rabinowitch che l’ha portata nel Progetto Martha Argerich di Lugano.

Free Culture

Il Professor Lawrence Lessig ha messo online il suo ultimo libro, e me lo sono subito bittorrentato:

“Thanks to the lessons explained by others (Cory), and the courage of a great publisher (Penguin), Free Culture launches today with a free online version of the book, licensed under a Creative Commons license. You can get the book here, though at the moment, only the bittorrent version is apparently up. Later today, there will be a direct download available from the Free Culture site, and from the Amazon site.”

Il sottotitolo è “How big media uses technology and the law to lock down culture and control creativity”. Promettente! Ma sono circa 300 pagine, non aspettarti una recensione entro questa settimana…