Memorie di un blogger

Il mio primo post è datato mercoledì 7 novembre 2001, e comincia così:

ho deciso di seguire le istruzioni di quel matto di Chris Locke

Quel “gone verbose” del titolo che mi ero scelto assomigliava molto a “gone mad”, impazzito, e la modalità “verbose” rappresentava una radicale dipartita dal mio naturale atteggiamento timido e riservato. Insomma, ho vissuto l’apertura del blog come un vero e proprio salto nel buio.

Due o tre giorni dopo mi scrisse Hernani Dimantas dal Brasile per dirmi “bel blog, ma dovresti forse aggiungere dei link” (ero un clueless newbie allora; oggi non sono più newbie ma la cluelessness rimane) e grazie a Hernani cominciai a capire l’esistenza della blogosfera.

All’inizio le mie frequentazioni erano tutte negli Stati Uniti, tant’è che ho pensato per un momento di scrivere in inglese. Per fortuna la mia devozione a San Carosone mi ha dissuaso. Il primo blogger italiano che ho letto e linkato è stato l’inimitabile Massimo Moruzzi, trovato sia sul blog di Locke che su quelli di Marek e di Tom Matrullo. Attraverso di lui ho cominciato i miei primi passi nella blogosfera italiana.

La quale da allora è diventata sempre più importante per me, tanto che non passa settimana che io non trovi qualche nuova voce interessante da aggregare, mentre che per gli ammericani questo capita più di rado.

Se devo fare un bilancio di questi primi tre anni, devo dire che

  1. mi sono divertito
  2. ho allargato i miei orizzonti

Spero non ti sembri poco.

BlogFest e Flickr

Si avvicina il giorno della BlogFest. Quest’anno c’è un sacco di gente nuova da conoscere (la maggior parte dei blog italiani che aggrego e leggo assiduamente ha meno di un anno di vita), e molti vecchi amici da salutare.

Anche quest’anno farò un sacco di foto, che però stavolta pubblicherò su Flickr con il tag “BlogFest”. Se facciamo tutti così, si creerà un unico archivio online, con i commenti, e sarà molto interessante.

Noto en passant, ma con crescente apprensione, che il mio nome non compare nella lista dei partecipanti. Spero che il buon Gianluca non abbia perso la mia mail di conferma nei meandri di un qualche filtro antispam.

BlogFest 2004: Questo blog ci sarà!

Elezioni USA: le domande non poste

John Pilger, visiting professor a Cornell, nota la qualità surreale della campagna elettorale americana, e dice:

Not a word suggests that the invasion was a colonial conquest, deliberate like any other, and that 60 years of international law make it ‘the paramount war crime’, to quote the Nuremberg judges. Not a word suggests that the American onslaught on the population of Iraq was and is systematically atrocious, of which the torture of prisoners at Abu Ghraib was merely a glimpse.

Cose che viste da lontano appaiono evidenti a chiunque si fermi un poco a riflettere.

Sono poi d’accordo con Pilger quando sostiene che una eventuale vittoria di Kerry non è garanzia di miglioramento: è tutto il sistema politico ad essere malato, non solo i Repubblicani. E la politica non appare in grado di curare se stessa.

Qualcuno vede la soluzione nei movimenti dal basso. Ma questi hanno forza di coesione e cambiamento solo in situazioni disperate (esempio: le Madri di Plaza de Mayo, la caduta del Muro di Berlino; esempio negativo: i girotondi, i blog).

E quindi: bisogna che tutto peggiori prima che possa migliorare?

Skype API

Da Stuart Henshall si mormora che, un poco alla chetichella, Skype stia rendendo note le sue API.

E’ una notizia per i programmatori, che potranno interfacciarsi con Skype e inventare mille nuovi modi di integrarlo nei propri programmi; e per noi utenti, che potremo scegliere tra una varietà di nuovi giocattoli:

“The Skype API has huge potential. It will immediately provide opportunities not available with other messaging services and has potential to grow a whole new market for information services. My belief is simple. If Skype’s API release is successful then not only will growth accelerate, it will gain a huge innovation advantage, bootstrapping on resources that as a small company they could otherwise not afford.

That’s been the successful software model for awhile – releasing beta versions and getting developers to build their own applications around it.

Amen!

La BBC capisce i blog?

In vista delle elezioni USA, la BBC apre un blog per commentarne l’andamento con i suoi lettori. Sotto il primo post c’è il form per aggiungere un commento. Allora capisce!

Poi sotto il form leggo: “Disclaimer: The BBC may edit your comments and cannot guarantee that all e-mails will be published“. Ah. Non capisce.