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Come diceva giustamente qualche tempo fa David Weinberger, solo lo 0,0001% dei blog del mondo è di impostazione giornalistica. Comunque, Michele Farina di skytv tg24 mi segnala che da loro, ogni sabato all’una meno un quarto, si parla di blogs e notizie.

Conduce Marco Montemagno, il cui “p2p manifesto” è stato recentemente sbertucciato a morte su slashdot. Ma non importa: per fare un buon programma televisivo non è essenziale il perfetto dominio della lingua inglese e delle tecnologie p2p. Quindi, auguri!

Gidon Kremer e la Kremerata Baltica a Milano

MMS

E’ stato un concerto memorabile quello di ieri sera al Conservatorio di Milano. Il programma era tutto Mozartiano:

Alfred Schnittke

Suite in Stile Antico

per orchestra da camera

Wolfgang Amadeus Mozart

Concerto per violino e orchestra

in si bemolle maggiore K207

Alexander Raskatov

5 minutes from the life of W.A.M.

per violino e orchestra da camera

Wolfgang Amadeus Mozart

Concerto per violino e orchestra

in la maggiore K219

La Suite di Shnittke era un arrangiamento dell opera 51 di Spivakov e Milman, nei tempi Pastorale, Fuga, Pantomima e Balletto, di atmosfera molto classica. Raskatov era una parafrasi moderna di temi mozartiani, divertente e leggera. Dei due concerti di Mozart, il 219 è stato eseguito meglio.

Come bis un serrato Scherzo di Mendelssohn, e uno strepitoso, lirico “Fuga y Misterio” di Astor Piazzolla, per xilofono (bravissimo), violino e orchestra.

E’ difficile esprimere pienamente l’intenso piacere che ricevo dall’essere parte, come spettatore, di un simile evento. Piacere che si riconosce e rispecchia sul palco, nelle occhiate di intesa e nei sorrisi che gli orchestrali si scambiano continuamente, nella partecipazione dei corpi alla musica, nella intensità spontanea dei gesti. Ieri ero in paradiso.

Sestetto d’archi dei Berliner Philarmoniker

MMS

Sestetto

Ieri sera al Conservatorio di Milano sono stato colto da vertigini quando ho realizzato che il brano più emozionante della serata era stato “Verklarte Nacht op. 4” di Arnold Schoenberg. Musica piena di pathos, intensamente lirica, resa con grande sicurezza e affiatamento da un ensemble perfetto.

Prima due brani interessanti ma un gradino più in basso: “Sestetto per archi in re minore” di Aleksandr Borodin e “Quintetto n. 2 in si bemolle maggiore” di Felix Mendelssohn.

Come bis il secondo tempo del sestetto per archi di un compositore tedesco sconosciuto, Ferdinand Thierreau (se ho capito bene). Pubblico piuttosto scarso ma partecipe.