1 aprile: Hunch

Hunch, il “decision maker tool, built by its users”, è sicuramente il miglior scherzo d’aprile di oggi, e forse di tutti i tempi.

Frutto della fantasia burlona di Caterina Fake (quella di flickr, ma già il nome doveva metterti in guardia), lo scherzo è stato abilmente progettato in forma virale: si entra solo per invito, e una volta dentro si possono mandare tre inviti. Si è quindi scatenata una corsa agli inviti e tutto il mondo ha gridato “anch’io, anch’io!” senza mai chiedersi “a che serve?”.

E nonostante la stessa Caterina, facendo ironicamente il verso ai siti “soscialcosi”, dichiari apertamente che “spera che gli utenti riescano a trovare nuovi e imprevisti utilizzi di Hunch, perché lei non ha la minima idea”, ci sono cascati tutti, si sono iscritti tutti, e si sono ritrovati a perdere tempo rispondendo alle domande più assurde (per la maggior parte riguardanti la cultura televisiva americana).

Gli scherzi del primo aprile meglio riusciti sono appunto quelli che hanno scritto dappertutto “questo è uno scherzo” e la gente ci casca lo stesso. Anch’io ci sono cascato in pieno, e ho anche mandato via due dei tre inviti disponibili.

Domattina (tarda serata USA) verrà chiuso il sito ed emesso il comunicato che annuncia lo scherzo. Ti restano quindi poche ore per trovare un uso intelligente, e fare in modo che Caterina ci ripensi. Se vuoi il mio ultimo invito, metti la tua email nei commenti.

Il 18.40 per Como

Salgo sulla lurida carrozza di prima classe e mi siedo di fronte a un distinto signore che legge il Corriere. Aspettando che il treno parta, tiro fuori il PC e controllo la posta. Il distinto signore abbassa il giornale e mi chiede gentilmente:
– Mi scusi, siamo a Milano, vero?

Non credo di aver capito la domanda. Alzo gli occhi dal PC e lo guardo interdetto per un attimo, prima di rispondere:
– Eee… certo, questo è il treno per Como.
– Ma, mi scusi, che c’entra? Adesso siamo a Milano, vero? Perchè io vorrei rimanere a Milano.
Penso: forse è straniero, forse è matto. Cerco di essere chiaro:
– Lei è a Milano, certo, ma si trova sul treno che tra due minuti parte per Como, dove arriverà quasi certamente in cinquanta minuti. A meno che lei non scenda dal treno adesso. Capisce?
– Questo lo dice lei, mi scusi. L’importante è che sono a Milano.

Rimango ammutolito da tanta stupidità. Comincio a pensare che mi stia prendendo in giro: decido di ignorarlo e di tornare alla mia posta. Il treno parte, e il distinto signore non è sceso. Alla prima fermata, Milano Domodossola, abbassa di nuovo il giornale e con un sorrisetto di sfida mi dice:
– Ha visto? siamo sempre a Milano.
Mi sta prendendo in giro. Faccio finta di niente e non alzo gli occhi dal PC. Ma alla stazione seguente, Milano Bovisa, mi accorgo che mi fissa ancora. La sua aria di compatimento mi manda definitivamente in bestia. Per fortuna, prima di sbottare mi sveglio.

facebook è diverso?

O tu azienda che hai aperto
un blog aziendale
e non se l’è filato nessuno;
che hai comprato
l’isola su Second Life ed è rimasta
deserta;
che hai un account su Twitter
dove segui tutti
e nessuno ti segue
anzi qualcuno ti blocca pure;
o tu azienda cosa
ti fa pensare
che su facebook sarà diverso?

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Nuovo Piano Alitalia: attenti alle truffe

Come sai, tra le due opzioni offerte a ogni famiglia italiana dal nuovo piano di salvataggio dell’Alitalia, quella dell’adozione a distanza è la più onerosa. O almeno così sembra sulla carta.

Ragionando con Elena avevamo pensato che, avendo posto, ospitare il pilota Alitalia direttamente a casa nostra sarebbe stato meglio, anche perché in Comune ci avevano giurato che era totalmente autosufficiente.

L’errore è stato quello di fidarci e non chiedere invece che cosa sapeva fare oltre a pilotare l’aereo. Adesso ci sembra di aver qui un PC con Widows Vista e 1GB di RAM che ok, si accende; e poco più.

Faccende di casa non ne ha mai fatte in vita sua, ai cani è allergico, i bimbi li detesta. Dorme e mangia, e si lamenta se il caviale non è iraniano. Passa il suo tempo in divisa, seduto davanti alla porta, con a fianco il borsone da sub e le racchette da tennis. Aspetta la limousine, dice.

Mi rispondesse almeno al telefono!

Aggiornamento:
Lasciate pur perdere Lufthansa KLM Airfrance eccetera, che ci ho già chiamato io a chiedere se mi ritiravano il pilota: non ci pensano neanche. Gentilissimi, ma si capiva che ridacchiavano.

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