100 blogger influenti, o no?

Raccolgo in giro nei commenti, in email private e ad esempio nei post di Senza Identita e del mio amico Andrea Perotti, una certa comprensibile negatività riguardo all’aperitivo di Cisco.

Il problema fondamentale è il suo carattere chiuso, che lo rende odioso nei confronti degli altri 999.900 non invitati. Dice Andrea:

“Io a dicembre volevo capire un po’ meglio il mondo dei blogger e conoscerne alcuni, non ho organizzato un aperitivo a Lugano in ditta ma sono andato a Torino al BarCamp, quale migliore occasione per conoscere meglio le persone che animano le discussioni più interessanti sul web. E in effetti è stato così!!! Ho sbagliato qualcosa???”

In effetti, il BarCamp è nato proprio in contrapposizione ad un evento chiuso e a inviti. La rete, per sua natura, è inclusiva e non esclusiva. Credere che esistano “i cento blogger più influenti” è una totale distorsione (e non comprensione) del mezzo blogosferico.

Ma alla fine si tratta di un mezzo molto molto giovane (“protomedia” direbbe Simone Morgagni) e quindi questo è normale. Tra vent’anni sarà tutto più chiaro.

Mi piacerebbe, ma non ho tempo

Nei commenti a questo post, si parla del tempo necessario per bloggare, e della eventuale sua mancanza.

Ora, quando mi dici “Mi piacerebbe ma non ho tempo” il significato vero è un altro: da “Non è in cima alle mie priorità” fino a “Non me ne può fregar di meno“, a seconda dei casi.

Per fare un esempio: mi piacerebbe tantissimo andare al BarCamp Matera ma un importante impegno di lavoro dell’ultimo momento me lo impedisce. Il lavoro ha la priorità sul barcamp; quando divento ricco ne riparliamo.

Ma se mi spezzo una gamba, il tempo di andare al Pronto Soccorso lo trovo di sicuro.

Update: ne parlano anche DElyMith e Alessio Jacona.

Web e democrazia

Il web aiuta la democrazia?
Certamente! Tutto ciò che aumenta la velocità di circolazione delle idee e delle informazioni, aiuta la democrazia. Il cittadino informato prende migliori decisioni.

Il web è democratico?
No. Se la democrazia è il governo del popolo, nel web c’è molto popolo e nessun governo. Il web è anarchico individualista, e può esserlo perché sul web c’è spazio per tutti e non c’è contrapposizione. Invece nella Polis gli interessi concreti di gruppi diversi si contrappongono fortemente e devono essere mediati.

Riassumendo:
Se si portasse il web nella politica, finirebbe a coltellate.

(Pensieri disordinati a seguito dall’ottima presentazione di Nicola Mattina)

09 F9 11 02 9D 74 E3 5B D8 41 56 C5 63 56 88 C0

La storia è tanto semplice quanto istruttiva. La crittografia del DVD-HD è stata craccata in no time e viene resa pubblica la chiave di crittazione di tutti gli ultimi film rilasciati in quel formato (09 F9 11 02 9D 74 E3 5B D8 41 56 C5 63 56 88 C0). E fin qui, ordinaria amministrazione.

La storia compare su digg. Gli amministratori ricevono una DMCA Takedown Notice dalle Major di Hollywood e tolgono la storia. Decine di utenti scontenti ripubblicano e vengono tolti. Migliaia di utenti inferociti ripubblicano, e Digg cede.

Il fondatore di Digg dichiara sul blog:

“But now, after seeing hundreds of stories and reading thousands of comments, you’ve made it clear. You’d rather see Digg go down fighting than bow down to a bigger company. We hear you, and effective immediately we won’t delete stories or comments containing the code and will deal with whatever the consequences might be.

If we lose, then what the hell, at least we died trying.”

Applausi, sipario.

La presentazione per il CitizenCamp

Questa è la presentazione (nella sua non definitiva forma attuale) che spero di riuscire a tenere a Casalecchio domani. Se la capisci semplicemente guardando le diapositive e senza la mia spiegazione, allora è inutile che la mostri…

Comunque: la presentazione non ha senso se non vieni tu a raccontarci come ti gestisci il tuo sovraccarico di informazioni. Mi raccomando.

Per quanto riguarda la bibliografia, ho raccolto i diversi riferimenti in rete sotto l’etichetta CitizenCamp di del.icio.us.