Nobody cares about you

Uno dei più gravi problemi di internet, si sente pontificare da più parti, è l’Information Overload: il pubblico è inondato da più messaggi di quanti ne possa recepire. I messaggi quindi perdono efficacia. Il pubblico quindi non è più informato.

Sono sempre rimasto perplesso davanti a questa teoria, perché io personalmente non ho mai sentito il problema: riesco abbastanza facilmente a districarmi, a ignorare i messaggi poco interessanti, a filtrare gli altri. La rete stessa, d’altra parte, mi mette a disposizione un sacco di strumenti relativamente facili e convenienti, come ad esempio i feed RSS delle ricerche su Google News o delle ricerche su Technorati.

(Al CitizenCamp di sabato a Casalecchio vorrei mettere in piedi una sessione dedicata proprio a condividere tra di noi questi strumenti: vieni e raccontaci come/dove ti informi)

Oggi però mi si è accesa una lampadina leggendo questo post di Hugh McLeod:

“Nobody cares about you. That last sentence terrifies a lot of corporate types. We grew up thinking corporations were all-powerful. We grew up thinking that the media was all-powerful. That all a guy in a suit needed to do was snap his fingers, buy some TV commercials, and suddenly the masses would line up in droves, begging to buy your product. Seth Godin calls this world the “TV-Industrial Complex”. Those days are over. We’ve got too many choices. we are over-programmed and oversupplied with great choices already. The companies that will win are those that can rise above the clutter. The companies that can do that will be the ones that can offer something remarkable; something worth talking about.”

Ecco, il problema dell’Information Overload esiste, drammaticamente, ma per il “TV-Industrial Complex” che si trova a gridare sempre più forte a un pubblico sempre più esiguo e disinteressato; pubblico che nel frattempo si arrangia da solo e se ne frega dei messaggi (pubblicitari) che non arrivano a destinazione…

E la soluzione al problema dell’Information Overload, ovviamente, non è quella di gridare ancora più forte, e nemmeno quella di obbligarci a prestare attenzione. La soluzione è scendere dal palco e provare a fare due chiacchiere con noi. Del resto, non mordiamo mica.

CitizenCamp

Mi sono ufficialmente iscritto al CitizenCamp del 24 marzo a Casalecchio. Ho in mente una presentazione che, dopo velocissima introduzione, serva a condividere tra i presenti le diverse pratiche di raccolta delle informazioni del “Cittadino Digitale Informato”.

Sarebbe quindi fantastco se tu e tutti i Cittadini Digitali Informati come te poteste partecipare alla discussione e condividere le vostre pratiche.

Altrimenti sarà la presentazione più breve di tutta la storia dei BarCamp.

(Se tu non puoi venire ma vuoi partecipare lo stesso, puoi scrivere un piccolo post su “Quali sono le mie fonti e i miei strumenti di informazione quotidiana” e taggarlo CitizenCamp, in modo che io possa aggregarlo e leggerlo pubblicamente a Casalecchio)

La buona novella

Questa settimana mi sono trovato più volte a spiegare cosa sono i feed RSS a diversi clienti. Noto, rispetto all’anno scorso, che i miei interlocutori continuano a cadere dalle nuvole (“Ma dai! Io credevo che quel segnetto arancione in fondo alla url fosse il volume della musica”); ma capiscono più in fretta d’una volta, e vedono subito le possibili applicazioni.

Mi dichiaro quindi cautamente ottimista.

(Per un quadro più ragionato vedi anche la tesi di Mafe, l’antitesi di Andrea e la sintesi di Federico).

Post post BzaarCafe

La giornata di ieri mi ha arricchito molto. Non solo per aver trascorso il pomeriggio in una sala dove io ero quello più scemo; non soltanto perché ho provato l’ineffabile emozione di presentare nel formato pecha-kucha; non solamente per aver organizzato un torneo di lotta con le dita unite vinto da Ludo; ma soprattutto perché mi sono portato a casa lo zaino che jTheo ha dimenticato nel baule della mia macchina.

Zaino che non ho ancora spostato e che mi incute una vaga inquietudine. Cosa c’è dentro? Sarà radioattivo? Se lo apro, jTheo dovrà uccidermi?

Autoreti sociali (post di servizio)

In questi giorni ricevo i più disparati inviti a reti sociali di ogni tipo, e siccome faccio già molta fatica a stare dietro a linkedin, figurati te se mi rimetto ogni volta a creare un profilo, aggiungere date di nascita, eccetera eccetera.

CHE PALLE!!

Per dire che se mi hai appena invitato a Neurona, Priona o Sinapsona e non ho accettato, non è che ce l’ho con te: è che non ce la faccio proprio.

Chiedo scusa, e comprensione.