Tokyo String Quartet

Questa sera al Conservatorio di Milano suona il Quartetto di Tokyo:

Wolfgang Amadeus Mozart
Quartetto in sol maggiore KV 387

Leóš Janáček
Quartetto n. 1 “Kreutzersonate”

Piotr Ilic Ciaikowski
Quartetto n. 3 op. 30

Il quartetto di Janaceck non l’ho mai ascoltato, è del suo periodo maturo, post-romantico e post-folklorico. Il bello di qesti concerti è che c’è sempre qualcosa da imparare.

Andras Schiff suona Haydn

Sarà un grande piacere, questa sera al Conservatorio di Milano, ascoltare il pianista Andras Schiff in un programma tutto Haydn:

Capriccio in sol maggiore Hob. XVII: 1

Sonata n. 32 in sol minore Hob. XVI:44

Fantasia in do maggiore Hob. XVII:4

Sonata n. 53 in mi minore Hob. XVII: 34

Variazioni in fa minore Hob. XVII:6

Sonata n. 62 in mi bemolle maggiore Hob. XVI: 52

L’anno scorso Schiff si cimentò nell’integrale delle Sonate di LVB, dandone una interpretazione interessante, molto spirito e poca carne, che non mi ha convinto pienamente, pur senza arrivare al lapidario “Schiff-Bach buono, Schiff-Beethoven cattivo” del giovane Chettimar. Haydn dovrebbe essere più nelle sue corde.

Julia Fischer a Milano

Questa sera al Conservatorio di Milano suona la ventiquattrenne tedesca Julia Fischer, astro nascente del violinismo mondiale.

Accompagnata al piano da Martin Helmchen, suona un programma Schubert-abend:

Duo per violino e pianoforte in la maggiore D 574, op. 162
Rondo Brillante in si bemolle minore D 895
Sonatina n. 2 in la minore D 385
Fantasia in do maggiore D 934 op. 159 “Sei mir gegruesst”

Si preannuncia una serata interessante, anche se, come dice la mia amica Ebe alzando gli occhi al cielo, “Schubert a volte, quando ti addenta un tema, prima che lo molli…

Var. 16: Ouverture e Fughetta

Si diceva ieri in macchina, andando al concerto, che trasporre per trio d’archi il quarto libro per clavier (Aria, 30 variazioni, Aria da capo) di Johann Sebastian Bach era un azzardo, e lo si paragonava specularmente alla trasposizione della Nona Sinfonia di LVB per ocarina.

E invece è stato uno dei più bei concerti della mia vita. Se c’era un azzardo o una scommessa, è stata vinta perfettamente. A cominciare dalla trascrizione di Dimitri Sitkovetsky, composta nel 1985 in occasione del 300 anni dalla nascita, rigorosissima e fedele, basata sul semplice espediente di affidare la mano destra al violino e la mano sinistra al violoncello, con la viola in appoggio alla sinistra quando sale e alla destra quando scende. L’effetto complessivo è stato di grande chiarezza espositiva, e gli archi (soprattutto Julian Rachlin, bravissimo) hanno accentuato l’aspetto “italiano” e cantabile dell’opera. Anche l’ironico pizzicato della Variazione 18 mi è sembrato totalmente in sintonia con lo spirito Bachiano.

Per finire, ti metto qui sotto una piccola compilation della Variazione 16 eseguita da Wanda Landowska su clavicembalo nel 1933, da Glenn Gould nel 1955 e nel 1982, da Murray Perahia nel 2000 e dall’Uri Caine Ensemble nel 2000 (addirittura in forma di haka Maori).

Stasera Goldberg

Questa sera al Conservatorio di Milano c’è un concerto da non perdere:

Johann Sebastian Bach
Variazioni Goldberg BWV 988
versione per trio d’archi di Dimitri Sitkovetsky

Violinista: JULIAN RACHLIN
Viola: MAXIM RYSANOV
Violoncellista: MISHA MAISKY

Sulla carta, le Variazioni Goldberg per trio d’archi mi sembrano una impresa disperata, ma Maisky è pazzo abbastanza da provarci. Sono molto curioso.