I misteri di internet: la posta elettronica

Continuo a stupirmi ogni giorno di quanto poco la posta elettronica sia compresa e usata correttamente, specie da chi ne fa una professione. Ho toccato una nuova vetta abissale ieri, quando ho ricevuto un invito a una conferenza indirizzato a “Caro NOME E COGNOME”, ma l’elenco potrebbe essere lunghissimo.

Per combattere l’ignoranza c’è un solo metodo: diffondere cultura. Per cominciare, mi appunto qui queste pagine:

Se ne conosci o ne hai scritto altre, per favore segnala che le aggiungo alla lista, grazie.

Excel 2003: indirizzi email come collegamenti ipertestuali, no grazie

Ho sempre odiato questo automatismo di Word e di Excel, che se scrivi un indirizzo email o una url, ti diventa un non richiesto collegamento ipertestuale; e sto sempre attento a spegnere l’apposito segno di spunta nelle opzioni di correzione automatica.

Ma a volte mi arrivano dei fogli già compilati da qualcuno che non si è posto il problema, e mi ritrovo con centinaia di link da toglere.

A mano uno per uno no, non se ne parla nemmeno, che la mia religione me lo vieta. Per fortuna in Excel 2003, in fondo ai diversi formati della Formattazione automatica del menu Formato, c’è l’opzione “Nessun formato”.

Applicando “Nessun formato” alla colonna con le email, riesco a togliere tutti i collegamenti ipertestuali in un colpo solo.

Tra parentesi, in Excel 2007 e 2010 la cosa è molto più semplice: basta applicare alle celle incriminate lo stile Normale.

Ecco, me lo appunto qui che magari ti potrebbe servire. Se tu invece fai in modo diverso, come sempre, facci sapere.

Backup salvifico

Nel giorno stesso del rientro dalle vacanze mia moglie, traduttrice,  è stata assalita da una grossa mole di lavoro urgente. Il giorno seguente, obbedendo scrupolosamente alla legge di Murphy, il suo PC ha cessato di vivere.

In attesa che i negozi riaprano dopo ferragosto, le ho connesso i suoi video tastiera e mouse al mio piccolo Aspireone, e ho lanciato il ripristino dei suoi documenti dal backup di Mozy. L’Aspireone non ha l’apposito client, per cui ho scelto i file dall’interfaccia web (quasi 4GB di documenti) e ho dovuto aspettare quasi tutto il giorno prima di ricevere la mail che annunciava che erano pronti da scaricare. Per singoli file, l’attesa è molto più breve.

Ho scaricato l’eseguibile che ha scompattato i file ricreando il percorso originario del PC di Elena, e poi li ho spostati a mano nella cartella giusta. E voilà! Mia moglie ha ripreso il lavoro da dove lo aveva interrotto.

L’unico mio timore era il passaggio dal suo Office 2003 all’Office 2007 dell’Aspireone; ma a parte qualche lamentela dei primi minuti, sembra si sia abituata in fretta.

Morale della favola: una crisi di proporzioni terrificanti è stata evitata in poche rapide mosse; i punti-moglie guadagnati mi permettono di guardare al futuro e alla BlogFest con cauto ottimismo.

Tre cose che non posso fare con il Kindle, e mi dispiace

Non posso prestare i libri. Il Kindle ne conterrà anche 1500, ma possono essere letti uno alla volta da una sola persona. Se voglio dare un libro a Elena, devo darle tutto il Kindle e io rimango senza libri.

La parte sociale è totalmente inesistente. Dal Kindle non posso condividere quello che leggo e non posso sapere se i miei amici stanno leggendo o hanno letto ciò che io leggo, e cosa ne pensano.

Col Kindle posso solo leggere libri. Ma ci sono molte altre applicazioni “solo testo” che ci vedrei bene: i feed RSS, la posta elettrica elettronica, le mappe. Ma non si può, il Kindle è un ambiente totalmente chiuso.

Il Kindle è una occasione sprecata.

eReader

Stamattina sono stato alle Stelline a Milano, a sentire “Effetto eReader”, organizzato da Simulation Intelligence per promuovere una loro ricerca sul mercato degli eReader in Italia.

Ci sono andato per il piacere di ascoltare Antonio Tombolini, uno da cui si impara sempre qualcosa. Ma, sorpresa sorpresa, non è stato l’unico a dire cose intelligenti! E’ davvero bello vedere che la comprensione delle dinamiche del web si diffonde, seppur lentamente, anche in ambito aziendale.

Simulation Intelligence ha presentato i dati di una ricerca preliminare, dalla quale emerge che il 20% degli italiani conosce gli eBook. Questo è un dato rilevantissimo se confrontato con il dato di cui parlavo la settimana scorsa, secondo cui il 65% della popolazione italiana è sostanzialmente analfabeta. Invece tra gli ostacoli all’acquisto venivano citati, e questo non sorprende, la mancanza di libri in formato elettronico in italiano, la poca distribuzione degli ereaders, la tecnologia non consolidata.

Ha preso la parola Antonio e non ha parlato di eReaders e neanche di eBooks, ma ha fatto, pur con i suoi modi gentili, un discorso durissimo, specie per la platea di editori, giornalisti ed operatori del settore che lo stava seguendo. Antonio ha detto, e riassumo brutalemte un ragionamento molto più articolato, che i contenuti erano e resteranno gratis; che il passaggio al digitale, che è inevitabile, distruggerà le rendite di posizione; che anche in presenza di valore aggiunto sarà difficile farsi pagare, ma che senza valore aggiunto sarà sicuramente impossibile.

Quasi una intera ora è stata riservata alle domande finali, che sono state molte e stimolanti. All’uscita erano esposti alcuni ereaders di diverse marche ed è stato molto interessante poterli toccare e confrontare.

In sala c’era una telecamera che riprendeva, e ci hanno anche fatto firmare una liberatoria. Spero quindi che il video dell’incontro venga messo in rete al più presto.