eReader

Stamattina sono stato alle Stelline a Milano, a sentire “Effetto eReader”, organizzato da Simulation Intelligence per promuovere una loro ricerca sul mercato degli eReader in Italia.

Ci sono andato per il piacere di ascoltare Antonio Tombolini, uno da cui si impara sempre qualcosa. Ma, sorpresa sorpresa, non è stato l’unico a dire cose intelligenti! E’ davvero bello vedere che la comprensione delle dinamiche del web si diffonde, seppur lentamente, anche in ambito aziendale.

Simulation Intelligence ha presentato i dati di una ricerca preliminare, dalla quale emerge che il 20% degli italiani conosce gli eBook. Questo è un dato rilevantissimo se confrontato con il dato di cui parlavo la settimana scorsa, secondo cui il 65% della popolazione italiana è sostanzialmente analfabeta. Invece tra gli ostacoli all’acquisto venivano citati, e questo non sorprende, la mancanza di libri in formato elettronico in italiano, la poca distribuzione degli ereaders, la tecnologia non consolidata.

Ha preso la parola Antonio e non ha parlato di eReaders e neanche di eBooks, ma ha fatto, pur con i suoi modi gentili, un discorso durissimo, specie per la platea di editori, giornalisti ed operatori del settore che lo stava seguendo. Antonio ha detto, e riassumo brutalemte un ragionamento molto più articolato, che i contenuti erano e resteranno gratis; che il passaggio al digitale, che è inevitabile, distruggerà le rendite di posizione; che anche in presenza di valore aggiunto sarà difficile farsi pagare, ma che senza valore aggiunto sarà sicuramente impossibile.

Quasi una intera ora è stata riservata alle domande finali, che sono state molte e stimolanti. All’uscita erano esposti alcuni ereaders di diverse marche ed è stato molto interessante poterli toccare e confrontare.

In sala c’era una telecamera che riprendeva, e ci hanno anche fatto firmare una liberatoria. Spero quindi che il video dell’incontro venga messo in rete al più presto.

BarCamp su Google Wave

Stamattina a Crema ho partecipato al BarCamp “Onde nelle Nuvole”. Sono curioso di sapere come mai l’hanno chiamato “BarCamp”, dato che si trattava di una tradizionalissima conferenza con relatori e slides; la frase più ricorrente è stata “Le domande alla fine”. Tutto il materiale presentato si trova online qui.

Nella prima parte si è spiegato cos’è il cloud computing. Ho finalmente capito che il cloud computing è un filmino. Infatti ogni volta che qualcuno vuole spiegarmi cos’è il cloud computing, per prima cosa mi mostra un filmino. Doh.

Nella seconda parte è stato presentato e dimostrato dal vivo Google Wave. Doh.

Dirai, allora non valeva la pena? Valeva, valeva eccome: anche solo per stringere la mano al Professor Gianni Degli Antoni, e per ascoltare la sua introduzione e chiusura. Gran bella testa.

Outing: sono stato allo SMAU

Ripensandoci, ho smesso di andare allo SMAU da quando c’è internet. In effetti ieri non ho visto o sentito niente, in campo informatico, che già non fosse noto.

Però ho fatto due chiacchiere con qualche amico che non vedo da tempo e che mi ha fatto molto piacere rivedere. Poi ho cenato a casa, con mia moglie.

Vado al lancio di Windows 7

Mercoledì prossimo vado allo SMAU, ad assistere al lancio di Windows 7. Sarà interessante: ammetteranno finalmente che Windows Vista non è il miglior sistema operativo al mondo.

25 anni di PowerPoint

Il 14 agosto 1984 Robert Gaskings e Dennis Austin di Forethought buttarono giù due paginette per un nuovo programma “to produce presentation graphics for overhead projection”. Il nome originale era Presentation, ed era stato sviluppato esclusivamente per il sistema operativo Apple Macintosh. Nell’agosto del 1987 Forethought venne comprata da Microsoft per 14 milioni di dollari.

Oggi ci sono al mondo 500 milioni di utenti di PowerPoint, che producono circa 3 milioni di presentazioni al giorno, di cui una dozzina ben fatte (la mia opinione in proposito, la conosci già).

[via BBC]