BarCamp su Google Wave

Stamattina a Crema ho partecipato al BarCamp “Onde nelle Nuvole”. Sono curioso di sapere come mai l’hanno chiamato “BarCamp”, dato che si trattava di una tradizionalissima conferenza con relatori e slides; la frase più ricorrente è stata “Le domande alla fine”. Tutto il materiale presentato si trova online qui.

Nella prima parte si è spiegato cos’è il cloud computing. Ho finalmente capito che il cloud computing è un filmino. Infatti ogni volta che qualcuno vuole spiegarmi cos’è il cloud computing, per prima cosa mi mostra un filmino. Doh.

Nella seconda parte è stato presentato e dimostrato dal vivo Google Wave. Doh.

Dirai, allora non valeva la pena? Valeva, valeva eccome: anche solo per stringere la mano al Professor Gianni Degli Antoni, e per ascoltare la sua introduzione e chiusura. Gran bella testa.

Outing: sono stato allo SMAU

Ripensandoci, ho smesso di andare allo SMAU da quando c’è internet. In effetti ieri non ho visto o sentito niente, in campo informatico, che già non fosse noto.

Però ho fatto due chiacchiere con qualche amico che non vedo da tempo e che mi ha fatto molto piacere rivedere. Poi ho cenato a casa, con mia moglie.

Vado al lancio di Windows 7

Mercoledì prossimo vado allo SMAU, ad assistere al lancio di Windows 7. Sarà interessante: ammetteranno finalmente che Windows Vista non è il miglior sistema operativo al mondo.

25 anni di PowerPoint

Il 14 agosto 1984 Robert Gaskings e Dennis Austin di Forethought buttarono giù due paginette per un nuovo programma “to produce presentation graphics for overhead projection”. Il nome originale era Presentation, ed era stato sviluppato esclusivamente per il sistema operativo Apple Macintosh. Nell’agosto del 1987 Forethought venne comprata da Microsoft per 14 milioni di dollari.

Oggi ci sono al mondo 500 milioni di utenti di PowerPoint, che producono circa 3 milioni di presentazioni al giorno, di cui una dozzina ben fatte (la mia opinione in proposito, la conosci già).

[via BBC]

PowerPoint come arma impropria

La mia piccola presentazione PowerPoint è il male è piaciuta agli amici di internet, e ha suscitato una interessante discussione su FriendFeed. Perché quasi tutte le presentazioni fatte con PowerPoint sono inguardabili? Alcuni sostengono sia colpa solo dell’utente incapace ad usare lo strumento, altri che sia colpa dello strumento che istiga “all’animazione tamarra”, come qualcuno ha detto. Credo che entrambe le cose siano vere, ovviamente. Saper presentare è un’arte, indipendentemente dallo strumento; ma c’è strumento e strumento.

Però: il problema con cui mi sono dovuto confrontare, in ambito aziendale, è un altro. PowerPoint viene sistematicamente usato per produrre documenti stampati (i famigerati “slideoumnents”, come li chiama Federico Giacanelli), al posto del più efficace Word. Alla mia domanda “perché diavolo?” la più comune risposta è “perché si creano documenti più belli da vedere” oppure “perché posso usare i modelli aziendali prefabbricati e ottenere senza sforzi un aspetto professionale”, per non parlare del sempreverde “così fan tutti”.

Allo stesso modo, sempre in azienda, si fanno in Excel delle tabelle che non contengono calcoli e non sono database (organigrammi, calendari, eccetera) perché non si è capaci di usare le tabelle di Word. Magari si fa più in fretta ad allineare le caselle, ma poi si perdono le ore ad ottenere una stampa decente.