A Kansas City il futuro è adesso

Mentre io provo a sognare il futuro, Google prova a fabbricarlo adesso: Kansas City è stata scelta come città pilota per il progetto Google Fiber for Communities, la rete in fibra a 1Gbps. Il servizio parte adesso e verrà offerto al pubblico dal primo trimestre 2012, a prezzi competitivi con gli attuali servizi internet.

Nel frattempo, da noi, si finanzia il decoder.

Update: a Londra, dove hanno separato i cavi dai servizi, i prezzi broadband scendono.

La morte di Google

Penso che l’ internet che conosciamo oggi sia solo l’abbozzo di quello che sarà domani, e quindi provo ad immaginarmi questo domani:

  • IPv6 = ogni singolo device connesso alla rete è indirizzabile.
  • Connessione simmetrica a 1Gb per tutti = ogni singolo device connesso alla rete è un server (ok, funziona anche con 100Mbps, purché simmetrici).
  • Fine della distinzione tra client e server, ogni device è anche fornitore di servizi, ed espone una parte dei suoi contenuti su internet.
  • Appositi protocolli determinano quali contenuti vengono condivisi come e con chi.
  • Morte di Facebook, di Twitter, di Youtube, di Flickr: i loro servizi diventano protocolli distribuiti.
  • Morte di Google: il servizio di indicizzazione del web non si appoggia più ai suoi datacenter ma è parte del sistema operativo di ogni device (oppure è il sistema operativo) e funziona in un cluster globale.

(post in progress)

Appuntamenti di gennaio

Sono troppo avanti, comincio già a pensare ai prossimi appuntamenti del 2011. Al momento mi piacerebbe partecipare a questi:

C’è altro che potrebbe interessarmi?

La liquefazione dell’hardware

The Economist di questa settimana, nella sezione Business a p. 68 e 69 (oltre che online), ha un interessante articolo su virtualizzazione e cloud computing. L’articolo nota come l’IT stia rapidamente passando da spesa di capitale, con tutti i problemi di inefficienza, ammortamenti etc., a spesa operativa come la corrente elettrica.

Se il PC aziendale, blindato sicuro e con le applicazioni aziendali, è una macchina virtuale, allora è possibile eseguirla su qualsiasi PC, anche quello personale del dipendente, e tra poco anche su tablets, smartphones etc.

L’articolo tocca anche un altro punto dolente: in uno scenario virtualizzato, il ruolo del sistemista di primo livello viene a ridursi notevolmente se non a scomparire del tutto. E questo è uno dei principali motivi di resistenza all’adozione di queste tecnologie.