BarCamp su Google Wave

Stamattina a Crema ho partecipato al BarCamp “Onde nelle Nuvole”. Sono curioso di sapere come mai l’hanno chiamato “BarCamp”, dato che si trattava di una tradizionalissima conferenza con relatori e slides; la frase più ricorrente è stata “Le domande alla fine”. Tutto il materiale presentato si trova online qui.

Nella prima parte si è spiegato cos’è il cloud computing. Ho finalmente capito che il cloud computing è un filmino. Infatti ogni volta che qualcuno vuole spiegarmi cos’è il cloud computing, per prima cosa mi mostra un filmino. Doh.

Nella seconda parte è stato presentato e dimostrato dal vivo Google Wave. Doh.

Dirai, allora non valeva la pena? Valeva, valeva eccome: anche solo per stringere la mano al Professor Gianni Degli Antoni, e per ascoltare la sua introduzione e chiusura. Gran bella testa.

A difesa del Social Marketing

Dice Gianluca: “Il marketing tradizionale c’ha messo 40 anni per putrefarsi, quello social dopo 4 già puzza”.

Dice Delymyth: “Scusate. Questo blog e’ mio, e resta mio. Per guadagnarmi da vivere, ho un lavoro. Per 66€ non mi vendo. Scrivo quello che voglio, quando voglio. Come ho fatto per sei anni e mezzo”.

Il post di Elena è molto interessante, come anche il resto della discussione nei commenti e su Friendfeed.

Qual’è il succo? Pagano il blogger perché scriva del prodotto X, ma in cambio dei soldi pretendono di avere il controllo.

Un aspetto interessante della questione è che i blogger ci tengono molto a sottolineare che sono indipendenti e non guardano in faccia nessuno e non si lasciano condizionare da soldi, regali e premi: scrivono recensioni oggettive e se c’è da dire male non si tirano indietro. Io sospetto che al prodotto X non freghi assolutamente nulla del testo del post, purché ci sia un link alla pagina giusta. Google conta i link, non le opinioni pro/contro.

Un altro aspetto interessante è che queste tecniche di vendita non sono nuove, è dal 1931 che la Stanley Home Products usa le casalinghe per vendere alle loro amiche.

Si tratta di strategie nobilissime, perfettamente lecite ed efficaci, ma marginali. E se da una parte è vero che internet aumenta il cerchio degli amici, e quindi il potenziale target (aargh!), è anche vero che la reputazione, sia del venditore che del prodotto venduto è molto più soggetta a scrutinio di una volta, con tutto ciò che ne consegue.

E’ per questo che la puzza, come dice Gianluca, si nota prima.

Alphabetical Divide

Paese reale: il 65% della popolazione italiana non possiede competenze alfabetiche sufficienti a comprendere un articolo di giornale o ad interpretare un diagramma come quello qui sotto.

(giusto per capire il senso di Minzolini, par condicio, e tutto il resto, noi che la TV mai)

Viaggio a WordPress 2

Benvenuti al mio blog provvisorio su WordPress. C’era una procedura automatica di installazione che non ha funzionato, ma del resto riguardava una versione precedente di wp. Quindi ho fatto a manina, azzeccando wp-config.php in soli 3 tentativi.

Il blog provvisorio mi permetterà di sperimentare i diversi temi: ne cerco uno che assomigli al vecchio, oppure uno completamente nuovo? Tu che dici?

Altra cosa che ho provato subito è l’importazione da blogger.com: non funziona. L’importazione diretta richiede che prima il vecchio blog venga convertito al nuovo formato di blogger.com; l’importazione tramite file xml ha un limite di 10MB, e il mio è più grande.

Insomma, qui si impara facendo, in previsione della migrazione vera e propria che spero di fare in aprile.

Viaggio a WordPress 1

Primo passo: ho trasferito il dominio dove ho il controllo del DNS e spazio disco/MySQL illimitato. Tutto pare funzionare a dovere.

“Un piccolo passo per l’umanita, un grosso passo per un blogger”, o qualcosa del genere.