A noi ci frega l’estero

Non posso non riportare per intero il commento di un italiano che vive in un paese più civile, sull’orrore dei TG italiani:

C’è un giochino che ultimamente faccio sempre più spesso, in una sorta di calvario auto-denigratorio che in qualità di italiano residente all’estero mi auto-infliggo nell’ormai vana speranza di poter un giorno gioire nel vedere un segnale di luce, un raggio di sole, un segno che mi faccia rialzare questo mio sguardo, da troppo tempo chino per lo sconforto e la vergogna.
Il giochino è semplice: guardare il notiziario nazionale della TSI (Radio Televisione Svizzera Italiana) e poi guardare il TG1.
Parlano sempre di due mondi diversi, di notizie diverse, di fatti diversi.
Da una parte giornalismo fatto con serietà e passione, un giornalismo che racconta in prima persona i fatti del mondo, li spiega e non ha timore di esprimere la propria opinione.
Dall’altra parte c’è invece una sorta di cabaret autoreferenziale, con la politica ridotta ad un eterno derby con tanto di ultras prezzolati, alla Capezzone per intenderci.
Un cabaret in cui, a fronte di un paese che sta marcendo e implodendo nella voragine aperta dalla crisi, le notizie economiche vengono sbrigate in venti secondi prima dei numeri del superenalotto (non si sa mai) e comunque sempre ridotte ad opinione: qualsiasi sia il dato, non mancano mai di farci sapere che nella zona Euro, c’è sempre qualcuno che ha fatto peggio.
Segue una valanga di cronaca nera, torbida e stordente.
Notizie dal mondo? Zero o quasi, e spesso ridotte a gag, come le ridicole corrispondenze da Londra a firma dell’ineffabile Caprarica, tornato sulle rive del Tamigi e sempre di più convinto di essere un simpatico emulo di P. G. Wodehouse.
Prima di chiudere con dieci minuti (1/3 del tempo) di servizi inutili, di cui ogni giornalista con una coscienza dovrebbe vergognarsi a vita, non manca ovviamente l’aggiornamento dal Vaticano: “il santo padre ha detto, il santo padre ha fatto”. Finirà col convincersi di essere veramente importante, questo “santo padre”.
Se poi estendiamo il confronto a tutto il palinsesto, il risultato diviene oltremodo umiliante.
Basta muovere un passo oltre e confrontare l’offerta in chiaro dei maggiori eventi sportivi internazionali: F1, Moto GP, Champions League, Europei, Mondaili, ATP Tour, Ski World Cup, tutto, ma proprio tutto, è offerto in chiaro, commentato in maniera competente ed appassionata (durante i mondiali di calcio ospite in studio qui sulla TSI c’era Federico Buffa, sulla RAI Maurizio Costanzo) e, manco a dirlo, sostanzialmente privo di pubblicità.
E poi film in prima tv, documentari, approfondimenti giornalistici, notiziari, tutti i serial trasmessi in perfetto orario.
Insomma, una tv di qualità pagata con il canone dei cittadini. Esiste, si può fare.

Questa settimana

Questa settimana molte cose hanno attirato la mia attenzione e meritano di essere segnalate anche sul blog:

  • Domenica scorsa era una bella giornata e sono andato a passeggiare lungo la sponda dell’Adda, da Imbersago a Crespi d’Adda, visitando anche il Villaggio Crespi. Se ti capita vacci, che è molto bello e interessante. Le foto sono qui.
  • Su Twitter ho passato quota mille followers (grazie a DonnaBetta) e posso finalmente bullarmi con gli amici. Negli ultimi tempi sono aumentati i nuovi followers giornalieri, e sono relativamente diminuiti i bot e lo spam. Io continuo a bloccare gli account anonimi, quelli aziendali e quelli palesemente spammosi.
  • Jeff Jarvis ha scritto un buon post sulla necessità per il giornalista moderno di occuparsi anche della parte economico-commerciale del suo lavoro.
  • Il mio Kindle aveva smesso di navigare sul web dopo che l’avevo usato all’estero. Allora l’ho registrato con l’indirizzo USA di mio cugino Pawel al posto del mio indirizzo italiano, ed è tornato a navigare.
  • Il tredici novembre a Roma, presso il Digilab dell’Università La Sapienza, un gruppo di giornalisti illuminati e che hanno il mio totale rispetto organizza un  incontro sul giornalismo digitale. L’incontro è aperto a professionisti, amici e simpatizzanti. Tutti i dettagli qui.
  • Vorrei fare il =CALCAMP(2010), un barcamp sui fogli di calcolo, dedicato sia a chi ci litiga furiosamente sia a chi ci si trova a suo agio. Se hai qualcosa da imparare o qualche trucco da condividere, iscriviti sull’apposito wiki, anche se per ora i dettagli sono ancora nebulosi. Così cominciamo a contarci.
  • Evento storico a cui ho assistito in diretta via web: il 15 ottobre 2010 alle ore 14:18 è caduto il diaframma della galleria più lunga del mondo (57km): AlpTransit. Per tutta l’Europa è un passo importantissimo verso la mobilità veloce su rotaia. Adesso tocca alla Germania e all’Italia eliminare i colli di bottiglia a Nord e a Sud. Prima di tutto c’è da quadruplicare la linea Chiasso-Monza, poi c’è da aumentare la capienza della linea Gallarate-Rho, e c’è da fare anche la Lugano-Mendrisio-Varese-Malpensa. Insomma un sacco di lavoro ad alta priorità. Ma ci sono i soldi?

=CALCAMP(2010)

Il wiki del calcamp è qui. Per adesso è una bozza. Se per lavoro, passione o condanna

  • usi i fogli di calcolo,
  • ci litighi spesso e vuoi imparare come domarli,
  • te li giri sul mignolo e vuoi bullarti con gli amici,

iscriviti numeroso, ne uscirai una persona migliore.

Comincia a segnalare gli argomenti di cui vorresti parlare, o quelli di cui vorresti ascoltare. Vediamo di fare insieme qualcosa di interessante. C’è da trovare una data (l’ultimo sabato o domenica di novembre?) e un luogo equidistante da tutti i partecipanti (con almeno due salette a disposizione).

Un BarCamp sui fogli di calcolo? Che nome gli diamo?

Ci sono tipicamente due modi di usare Excel: il primo è usarlo come strumento per perdere tempo. Fai dei calcoli complessi in pochi secondi e poi passi il resto della giornata a modificare i colori, gli sfondi, i bordi cella per cella, poi cambi il font, poi ci ripensi e cambi di nuovo i colori, e alla fine stampi in bianco e nero.

L’altro modo è quello di usarlo come strumento per risparmiare tempo. Fai dei calcoli complessi in pochi secondi, e poi formatti in ancor meno tempo con la formattazione automatica e con gli stili.

Il secondo modo richiede competenze che purtroppo non tutti hanno, e così l’altro giorno Massimo Morelli su Friendfeed (occhio al lucchetto) dichiarava il suo dolore causato dai fogli di Excel creati dagli incapaci pratici. Susan ne ha approfittato per suggerire un ExcelCamp sul tema “cose da non fare, cose da evitare, e cose da sapere assulutamente”, e più di un commentatore si è dichiarato entusiasticamente disposto a partecipare. E quindi: perché no?

Facciamolo! Basta trovare una data,  una sede e due proiettori. Idee?

Il programma potrebbe prevedere sia sessioni di scambio di tecniche tra utenti esperti, che sessioni di base per utenti meno esperti. Si potrebbe parlare sia di Excel che di Open Office che di Google Documents, e confrontare le funzionalità dei diversi fogli di calcolo. Ne ho parlato con la mia collega Anna, programmatrice, che sarebbe felice di tenere una sessione su “Le macro per i non programmatori”. Ma sono sicuro che Massimo Morelli, Andrea Perotti e molti altri sarebbero felici di condividere le loro conoscenze.

Prossimi passi: troviamo un bel nome per il Camp, apriamo una pagina sul wiki e cominciamo a raccogliere idee e adesioni.

Il menu di questa sera

  • Crostini di pane nero alla ricotta (ricotta alla bottarga, ai pomodorini, alle erbette, al basilico e limone)
  • Penne al sugo fresco di bottarga e pomodoro
  • Filetti di merluzzo gratinati con tortino di zucca
  • Pastiera napoletana
  • Vini: Prosecco di Valdobbiadene, Barbaresco, Sauternes