L’informatica e l’uomo-medicina

Il guru dell’usabilità Jacob Nielsen, nel suo “Designing Web Usability” che ho appena finito di leggere, dice cose giuste, cose ovvie, e anche cose un poco datate. Lo ha scritto nel 1999, ossia nella preistoria di internet: è incredibile la quantità di cose che sono cambiate da allora.

Per favore non raccontarlo in giro, ma il lavoro di consulente informatico mi mette a volte nella scomoda posizione di uomo-medicina, in una zona nebbiosa tra l’esperienza, la balla grossa, l’improvvisazione e la psicologia. Con faccia seria e voce profonda recito il cerimoniale e dico le incantazioni, ma in fondo affido le mie speranze a un CTRL+ALT+CANC.

Per cui ho particolarmente apprezzato l’ultima pagina del libro, dove Nielsen nota:

Today, the average computer user lives under a reign of terror where he or she is subjected to loss of data at the whim of a blue screen that appears at unexplainable times. We have lost 2000 years’ of progress in rationalist thinking and reverted to superstitious and animist behaviour where users chant magic incantations at their computer without understanding the meaning but hoping that the outcome will be blessed. Look at offices around the world and count the number of yellow sticky notes at the side of computer monitors and you will know what I mean. Each sticky note has a magic incantation on it with a number of steps that are followed as an offering to the Great Machine. If step 5 in printing handout from a slide presentation were to sacrifice a goat, then people would do that just as gladly as they click on a checkbox they don’t understand.

The computer industry even acknowledges the unknowable and magic nature of their creations by using metaphors like “wizards” when they want to wave the wand over particularly obtuse designs.

Che differenza c’è tra il Mago Do Nascimentos, il consulente finanziario della tua banca, e un informatico?

The Internet is for Everyone

Non faresti male ad ascoltare quello che Vint Cerf ha da dirti sulla prossima internet, anche perchè si tratta di un mezzo di comunicazione che tra tre anni verrà usato da circa mille milioni di persone.

il padre di internet

The Internet Society is launching a new campaign to facilitate access to and use of Internet everywhere. The campaign slogan is “Internet is for everyone,” but there is much work needed to accomplish this objective.

Qualsiasi governo che valga almeno la carta con cui è stato votato dedicherebbe tutti i suoi sforzi a questo scopo. Come dire che esistono argomenti più urgenti dell’articolo 18 (e questo vale per il Berlusca come per il Cinese).

La mia lezione di portoghese

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Vantaggio Microsoft

Per favore, vai al sito Microsoft e leggiti i termini delle nuove licenze “Upgrade Advantage” che entrano in vigore dal 1 Agosto. Se capisci esattamente come funziona, ti prego di tornare qui e aggiungere un commento di spiegazione.

Credo di aver afferrato che se vuoi aggiornamenti li dovrai pagare. Ho paura che dal primo agosto i Service Packs smetteranno di chiamarsi “soluzione di bachi che non avrebbero mai dovuto esserci in un prodotto così caro” e si chiameranno invece “aggiornamenti a pagamento“. L’articolo di InternetWeek non è chiaro, ma riporta i significativi commenti della clientela:

“A couple readers said the new terms make a good case for sticking with older versions of Microsoft software that were installed—and paid for—years ago. “Right now, we’ve gone five years on Office 97 and no one, not even Microsoft, says we MUST upgrade. We are happy with this product. Under Microsoft’s plan, we would have paid for this product three times,” wrote Randy Overman, network system administrator at the Texas Municipal League.”

Il Pirellone e la catena degli eventi

In un incidente non c’è mai un rapporto diretto causa/effetto, ma sempre una catena di eventi che portano al disastro finale. Piccole dimenticanze, innocue distrazioni o errori che da soli non causerebbero nulla, si rivelano fatali quando si assommano. Occorre quindi stare sempre all’erta.

il grattacielo Pirelli


Prendi ad esempio le nostre strade, con circa 60 morti a settimana, e pensa per un attimo a che addestramento alla sicurezza riceviamo assieme alla patente. L’unica volta che ho dovuto fare una frenata di emergenza, come un fesso ho premuto a fondo con entrambi i piedi, e la macchina non si è fermata più…

Invece un pilota di aerei riceve un preciso addestramento alla gestione delle emergenze, e sa cosa fare in caso di pericolo. Esistono delle procedure, delle check-lists, e il pilota addirittura le legge ad alta voce per essere certo di non aver dimenticato niente. Ad esempio:

Electrical Fire in Flight

  1. Master Switch — OFF
  2. All Other Switches (except ignition switch) — OFF (includes radio power, pitot heat, radios, lights, and electrical equipment)

Questo è quello che ha fatto Luigi Fasulo: ha spento tutto. Un giornalista a caccia di sensazionalismi direbbe: “per nascondersi al radar”. Un pilota dice: “evidentemente aveva un problema elettrico, forse anche con fumo a bordo”

A questo punto il pilota è solo con le sue decisioni, non sente la radio e ha un problema: atterrare subito, prima che la situazione peggiori. Ma a Linate gli avevano già detto di aspettare: quindi decide per l’alternato.

Un pilota in atterraggio ha sempre pronto un aeroporto di riserva, e per Fasulo l’alternato è Bresso: è vicino 6 miglia, ha un’ottima officina di riparazione, non è affollato dall’aviazione commerciale.

Ora se chiedi a un pilota privato come atterrare a Bresso proveniente da Linate, ti risponderà come fanno tutti: “Facile! Allora tu fai rotta verso il Pirellone, che si vede bene anche con foschia, e all’altezza di Bresso viri a destra e sei in finale per la pista 36”

Questo è quel che ha fatto Fasulo: ha puntato il Pirellone, ha messo l’autopilota e si è dedicato al suo problema immediato: far scendere e bloccare il carrello per l’atterraggio, con la procedura manuale “a manovella”.

Avrà dovuto ridurre la velocità, altrimenti la resistenza dell’aria sarebbe stata troppo forte. Stiamo parlando di una manciata di secondi: non si sarà accorto della perdita di quota, avrà perso tempo con il carrello, si sarà sentito male, e le sei miglia tra Linate e il Pirellone erano già finite. Non sapremo mai com’è andata esattamente.

Questo è quello che dirà il rapporto della commissione d’inchiesta, tra qualche mese, quando non interesserà più a nessuno. Trafiletto in ventesima pagina.