il weblog di Roberto Cotroneo non ha i permalinks

Roberto,

Il tuo non è un blog perché manca nasconde l’essenziale: i permalink. [vedi commenti]

Questo mi impedisce di linkare a un tuo post di oggi con un link che funzioni anche tra una settimana o un mese (come succede con tutti gli strumenti seri tipo blogger o splinder o movable type) quando quel singolo post finirà in archivio.

Sembra un dettagio, ma senza un permalink, come faccio a linkare a un singolo tuo post che mi è parso interessante, o sciocco, o comunque meritevole di attenzione, diffusione e commento?

Ma il punto più importante di tutti è che se Google non ha un indirizzo fisso per il tuo post, non riesce a indicizzarlo e quindi perdi rilevanza, non salti fuori dopo nelle sue ricerche (che costituiscono circa il 30% del traffico di un blog).

Te l’avranno sicuramente già detto. Altrimenti scusa se ti do questa brutta notizia. Riuscirai a sopravvivere? E soprattutto, puoi farci qualcosa?

Ciao,

Gaspar

The Cognitive style of PowerPoint

Mi è appena arrivato l’opuscolo (24 pagine) di Edward Tufte. Delizioso! Ti cito:

“Nella pratica di tutti i giorni, i modelli di PowerPoint potrebbero migliorare il 10-20% di tutte le presentazioni inette ed estremamente disorganizzate, al costo di un visibile danno intellettivo all’altro 80%. Statisticamente, i livelli di orrore provocato si avvicinano alla demenza. Dato che ogni anno nel mondo si producono circa da 1010 a 1011 diapositive di PowerPoint (molte basate sui modelli), possiamo parlare di un rilevante e misurabile impedimento alla comunicazione tra colleghi. O per lo meno una enorme perdita di tempo.

PowerPoint is evil


Il danno è in qualche modo mitigato dal fatto che le riunioni in cui vige lo stile cognitivo di PowerPoint non sono poi così importanti. PowerPoint permette a chi lo usa di giocare con le mille funzionalità invece di informare: i presentatori fanno finta di presentare, e gli ascoltatori fanno finta di ascoltare. Questo scherzo alle spalle di sostanza e pensiero dovrebbe sempre provocare la domanda:

Perché ***** stiamo tenendo questa ******* riunione?

Come non essere d’accordo? E’ da molto tempo che per le mie presentazioni mi basta una lavagna bianca e un pennarello. Per le spiegazioni molto complicate, due pennarelli di diverso colore.

Maisky a Milano

C’era il violoncellista Misha Maisky (è stato allievo di Rostropovich) ieri sera al Conservatorio, accompagnato al pianoforte da Pavel Gillov, con il seguente programma fatto apposta per mim*mina:

Johannes Brahms

3 Lieder… ohne Worte:

Sappishe Ode, op. 94/4

Wie Melodien zieht es mir, op. 105/1

Aus “Vier ernste Gesange”, op. 121/1

Sonata in re maggiore op. 78

3 Lieder… ohne Worte:

Sommerabend, op. 85/1

Mondenshein, op. 85/2

Feldeinsamkeit, op. 86/2

Sonata in mi minore op. 38

La prima cosa da dire è che il pianoforte non era semichiuso, come quando il pianista è incapace di dosare. Buon segno! Infatti Gillov ha accompagnato molto bene, secondo me.



Maisky è un interprete dal suono che potresti definire “eroico”: sempre sofferto, irruente, passionale. Non so se hai presente Mario Brunello: l’esatto opposto. E quindi i Lieder erano lirici, certamente, ma di un lirismo sempre doloroso, cupo, sofferente, pessimista. Mancava la grazia, la morbidezza. Per fare il paragone con il cinema, di un attore che fa sempre il cattivo diresti che è un caratterista, non un interprete.

La Sonata 78, celeberrima, nella trascrizione da violino a violoncello perde in agilità, ma questo mi pare inevitabile. Parlerei di esperimento interessante ma non perfettamente riuscito. Ma in più ieri mi sembrava una esecuzione troppo a scatti, o a strappi.

La sublime Sonata 38 (qui l’inizio) invece è stato il meglio della serata. Finalmente ho sentito la musica fluire, piena di fascino. Forse poca chiarezza nelle battute conclusive dell’Allegro finale, se proprio vuoi fare il pignolo, ma è stato bello lo stesso.

Un ultimo Lieder di bis e diluvio di applausi con tifo da stadio dalle gradinate.

WLAN6060SD

Lo slot SD è quello supportato ormai da tutti i PDA che si rispettino. E questo cosino qui sotto è una scheda WiFi per PDA, formato SD. Non è ancora in vendita, ma io mi sono già prenotato. Aggiungi il voice over IP, cuoci a fuoco moderato per pochi minuti, e avrai la tua rete telefonica privata e gratuita. Non vedo l’ora!