Old blogrolls have become a pain in the ass

Leggendo questo post di Doc Searls, pensavo che anch’io sottoscrivo molti più feed nel mio aggregatore di quanti ne linki nel mio blog.

Non è solo pigrizia, ma aggiungere un feed all’aggregatore è molto più semplice che aggiungere un link al blog. E questo mi dispiace, perchè aggiungere un feed è anche un segno di stima nei confronti del blog aggiunto e mi piacerebbe che il messaggio fosse pubblico.

Ma d’altra parte non posso più rinunciare alla comodità di uno strumento che mi propone tutti gli aggiornamenti in una sola pagina. Invece i link vanno esplorati uno a uno, e semplicemente non ho tempo.

La soluzione Splinder del bottone è interessante ma limitata al mondo Splinder, e come il mio feed, non appare sul blog e quindi non mi risolve il problema del segno di stima. Neanche la pubblicazione delle mie sottoscrizioni come file OPML mi tira su il morale.

A suo tempo mi ero iscritto al sito di blogrolling.com, ma non l’ho mai sfruttato: se uso il loro blogroll devo rinunciare a dare un titolo ai miei link, e non voglio (a meno che adesso la cosa si possa fare).

L’idea che mi è venuta in mente oggi,e mi sia di scusa il fortissimo raffreddore e tutte le medicine che ho preso, incluso il bicchierone raso di latte e cognac (ma il latte era finito) di ieri sera, l’idea era di mettere vicino a ogni link una piccola barretta che mi segnali in automatico la data dell’ultimo aggiornamento, tipo così:

Le domande che ti faccio allora sono queste:

  1. Ho avuto una bella idea o concorro anch’io al premio?
  2. Esiste già una cosa come la voglio io oppure no?
  3. Se non esiste, si può fare o è impossibile?
  4. Se si può fare, sei capace o no?
  5. Se sei capace, vuoi farla e provare al mondo la tua bravura, oltre a meritare la mia stima incondizionata, oppure non te ne può fregar di meno?

Fammi sapere, così, per curiosità.

Virgilio Blog

Interrompiamo la trasmissione per segnalare un preoccupante aumento nel numero di persone che si è bevuta il cervello: ad esempio gli ideatori della chiave unica di Virgilio, che accedono così alle semifinali del concorso “Il più idiota dell’Universo”.

Francamente, spero ancora che la richiesta di autenticazione per la lettura del blog di Luca (che ancora non riesco a vedere nonostante io sia abbonato a TIN) sia un errore tecnico passeggero.

Aggiornamento:

Peccato: i ragazzi di Virgilio sono stati clamorosamente squalificati dalla giuria del premio “Il più idiota dell’Universo” quando hanno ammesso (vedi i commenti) che no, non avevano fatto apposta, si era trattato di un errore tecnico. Coraggio, andrà meglio la prossima volta!

Speciale Blog

Volevo parlarti dello “Speciale Blog” di Internet News, ma l’ha già fatto b.Georg. Ti dico solo che Sergio Maistrello ha confezionato un dossier intelligente (unica caduta di stile: la mia foto), dando ampio spazio a un Giuseppe Granieri in grandissima forma. Da far leggere a tutti quelli che ti chiedono “ma cos’è questo plog di cui si sente parlare?”.

Andras Schiff a Milano

Lunedì sera era il mio primo concerto della nuova stagione del Conservatorio di Milano, con Andras Schiff e le Variazioni Goldberg.

Avevamo appositamente telefonato prima alle Serate Musicali chiedendo che gentilmente ci facessero trovare all’ingresso i nostri abbonamenti, per non doverci andare apposta; ci avevano dato ampie assicurazioni: “troverà un banchetto di fianco alla biglietteria”.

Ma non avevamo fatto i conti con l’affluenza: una straordinaria folla assediava il Conservatorio, e nessuno aveva il biglietto. Non ho capito molto bene, ma pare che anche chi aveva pagato in anticipo aveva in mano solo una ricevuta, da cambiare con il biglietto vero che non si era potuto stampare in tempo: insomma un bel casino.

Una lieve disorganizzazione serpeggiava nell’aria, con forti note di isterismo sia da parte della gente in fila che del personale sotto assedio. C’era infatti il banchetto, con una lunghissima fila, alla fine della quale scoprivo che la fila giusta era quella della biglietteria, con una fila ancor più lunga. Mi intrufolo e chiedo “E’ qui che devo ritirare l’abbonamento?”. Mi risponde la signorina: “Ah mi dispiace, l’ho dimenticato sul tavolo in ufficio!”. Sono riuscito a non svenire e a farmi dare tre biglietti omaggio, per la serie “adesso entro così, poi per l’abbonamento vedremo”.

I programmi di sala erano esauriti. Il concerto è poi cominciato alle nove e mezza: la gente in piedi non può stare, su questo i pompieri sono inflessibili. Quindi li hanno sistemati piano piano in tutti i buchi possibili, incluso il palco del coro e dell’orchestra.

Andras Schiff saluta a fine concerto

Guardare la musica è completamente diverso dall’ascoltarla. Sono rimasto totalmente affascinato dalla maestria tecnica, dall’agilità, dai continui incroci tra destra e sinistra, dalla velocità vertiginosa ma sempre leggera. In qualche modo mi è sembrato che Schiff non si tirasse indietro davanti alla difficoltà di una musica considerata inesesguibile, anzi la prendesse di petto senza risparmio.

Come sempre, dall’interpretazione di Schiff emerge un Bach intellettuale e un Bach mistico, più che umanista. Il tono generale è la delicatezza, la finezza espressiva. Mi sembra una interpretazione possibile, ma non certo l’unica. A me piace molto anche il Bach sanguigno e appassionato, quello che non aveva paura di affrontare a bastonate un orchestrale riottoso. La sua musica è troppo profonda e complessa per esaurirsi in una sola possibilità interpretativa, e questo è un tratto comune a tutte le opere immortali.

Sarebbe stato bello se il concerto fosse finito con un lungo silenzio ma sull’ultima nota del Da Capo, un uragano di applausi è scrosciato a liberare il pubblico da settanta minuti di immobile attenzione.