Somos todos influenceros

I responsabili della comunicazione delle aziende parlano in continuazione di influencers, ma solo sul web.

Sugli altri canali non se ne parla perché le cose sono facili e chiare a tutti e non c’è niente da discutere: regali una casa al ministro e lui ti scrive la legge, regali un viaggio al giornalista e lui ti scrive l’articolo, eccetera eccetera.

Sul web invece se ne parla in continuazione proprio perché non è facile identificarli, spuntano dove meno te li aspetti, appaiono, scompaiono, si mimetizzano, escono dalle fottute pareti! Grazie alla incredibile velocità di circolazione delle idee interessanti, ognuno di noi avrà i suoi quindici minuti di influenza. E Daniele Chieffi racconta spesso la storia di come ha scoperto che un venditore ambulante di Palermo (se non ricordo male) influenzava con i suoi post influenzavano il valore delle azioni di una grossa banca italiana…

Io capisco che vi piacerebbe, a voi PR, di poter continuare come ai bei vecchi tempi quando era possibile blandirne uno per convincerne mille. Invece sul web vi tocca parlare con tutti, uno per uno. Fatevene una ragione, e passiamo oltre.

Vietare è più facile che educare

Leggo sul quotidiano locale dell’introduzione di internet nel Liceo Classico Alessandro Volta (ove il mio corpo fanciulletto etc.) sotto forma di rete wireless e tablet. Bene, bravi!. Contemporaneamente, il dirigente Luigi Villa emana subito una circolare secondo la quale:

  • è vietato l’accesso a Facebook
  • è vietato l’accesso a Twitter
  • è vietato l’accesso alla propria posta elettronica
  • è vietato ai docenti di rendere pubbliche le password WiFi
  • è vietato lo scaricamento di alcunché

Male, malissimo! Vietare è certo la scelta più facile e meno rischiosa, ma non sarebbe stato meglio educare? Mi vengono in mente decine di modi intelligenti di utilizzare i Social Network in classe in aula, e ne parla oggi anche l’Huffington Post:

Teachers that resist using social media in the classroom are stripping their students of an essential component of their future success. Avoiding — or worse, banning — social media platforms for students prohibits them from being successful professionals in fields like accounting, chemistry, the arts and more

Why so declarative? Because social media (Facebook, Twitter, YouTube and blogs) have become the fabric of how the world communicates. Yes, traditional methods of connecting and collaborating still exist — you can still pick up the phone or write a letter — but you can also route messages or share ideas with clients, colleagues, vendors and others using collaboration platforms, social networks, wikis and more.

Bonus link, perché non sono certo che la dirigenza del Liceo Classico Alessandro Volta di Como sappia fare le ricerchesu internet:

Ramin Bahrami a Como

Venerdì 26 ottobre alle 20.30 al Teatro Sociale di Como: Ramin Bahrami e le Variazioni Goldberg.

Io ci sarò, tu siici.

Clavier Ubung
bestehend
in einer ARIA
mit verschiedenen Verænderungen
vors Clavicimbal
mit 2 Manualen.

Denen Liebhabern zur Gemüths-
Ergetzung verfertiget von
Johann Sebastian Bach
Königl. Pohl. u. Churfl. Sæchs. Hoff-
Compositeur, Capellmeister, u. Directore
Chori Musici in Leipzig.

Nürnberg in Verlegung
Balthasar Schmids