WebDays del cazzo!

Sono al WebDays di Torino, e ha appena finito di parlare Derrick De Kerkhove. Molto interessante! Quando sento parlare di tutte le cose nuove del web, mi entusiasmo.

Invece quando sento invece quello che accade nel mondo, mi spavento. Di fianco alla sala del convegno sono disponibili sei postazioni internet dalle quali non è possibile accedere a chat o posta elettronica a causa del decreto Pisanu che imporrebbe di identificare ogni singolo utente.

Non capisco come questa cosa sia accettata passivamente dalla sala, come non siano tutti corsi a chattare e inviare messaggi di posta solo per sfidare questa immane cazzata. Cazzata alla quale non ci ribelliamo perchè tocca solamente i poveri negri che scrivono a casa dagli internet point, dei quali poveri negri non frega niente a nessuno.

Questo ci mette, in quanto a libertà personali, a livello della Corea del Nord e della Cina; ma non contribuisce in nessun modo a risolvere il problema del terrorismo.

Più tardi ci provo.

Ancora feed e pubblicità, poi smetto

Rimango sempre convinto di quanto già detto a suo tempo da Dave Winer: invece dei feed con la pubblicità, dammi i feed della pubblicità.

Ma parlandone ieri sera a cena ho scoperto che i miei commensali condividono con profondo entusiasmo le seguenti opinioni:

  1. Io sono un cretino che non ha mai capito niente di soldi.
  2. La gente per denaro ammazza, che vuoi che sia un poco di pubblicità in un feed.
  3. Se non fosse per il punto 1. li avrei messi anch’io da tempo e sarei ricchissimo e felice.
  4. Anzi, tutti i miei post dovrebbero intitolarsi “Giovani Donne Russe”.

Naturalmente nessuno di loro ha un blog, quindi non cambio idea (anche se la 1. e la 2. sono condivisibili).

Passaggio per Webdays

Penso che sabato pomeriggio sarò a Torino per i Webdays.

Alle 14.30 c’è Derrick de Kerckhove che parla di Flickr e Reti Sociali; alle 16.30 Giuseppe Granieri parla di come cambia la rete, e alle 17.30 Sergio Maistrello parla di Folksonomy.

Andrò in macchina e passerò da Milano: se qualche milanese vuole un passaggio, molto volentieri.

Ho vinto un premio!

Ho indovinato che non ci sarebbe stata manovra economica entro il 15 settembre (facile: tutto viene fatto all’ultimo momento, che di solito è anche il peggiore).

Ho vinto quindi il premio messo munificamente in palio da vita in collina, a cui vanno i sensi della mia più alta stima e profonda riconoscenza.

Ho già cominciato a preparare il discorso di accettazione. Sono fermo a pagina 37, non riesco a chiudere l’introduzione. Ma non demordo.

Addio Heather

Uno dei blog che leggo praticamente da sempre, prima sul web e poi dal feed, è quello di Heather Hamilton: dooce.

Ho seguito appassionatamente e giorno per giorno il suo fidanzamento, la proposta di matrimonio, il licenziamento a causa del blog, il matrimonio e la nascita di Leta; il tutto raccontato con uno stile caustico e godibilissimo, condito da belle foto e dai commenti spiritosi dei lettori.

Da oggi il feed contiene solo il titolo, e il link al contenuto completo passa attraverso un sito di pubblicità. Lo capisco, ma non mi piace.

La mia sensazione è che si sia rotto qualcosa. Adesso al posto di una conversazione con i lettori c’è un contratto economico con l’agenzia pubblicitaria, in cui io mi sento monetizzato, relegato al ruolo di materia prima di questa transazione.

Non è una questione di soldi, ma di metodo. Tempo fa Heather aveva messo online dei file di musica che erano stati scarcati da mezzo mondo, consumando tutta la banda del suo sito e causando una bolletta internet con parecchi zeri. Lei chiese aiuto ai lettori, che contribuirono più che generosamente.

E allora? Non so proprio cosa pensare. Il dibbattito “blog e soldi” è stato affrontato mille volte, ma non mi ha mai convinto. Tu che ne dici?