Cani neri, Ian McEwan: che ne dite?

Premetto che questo non è un reclamo. Visto che tu l’hai consigliato,
e che ho appena finito di leggerlo, volevo dirti che non l’ho trovato
“fondamentale, che illumina la tua vita di una luce nuova”.

Premetto che l’ho letto una decina di anni fa e che lo trovai fulminante. Mi illumino’ la vita, allora, di una luce nuova.
Premetto anche che ora ricordo poco anche perche’ e’ molto che non lo rileggo.
Ricordo che mi piacque la dimensione storica, il passato e il presente del racconto e le riflessioni del protagonista. Ora, con una lettura cosi’ poco recente sarei molto approssimativo.
Mi ricordo la pagina in cui il protagonista riceve una gomitata a Berlino e la sua reazione, il passaggio generazionale e la storia del sogno dei cani neri.

Mi è sembrato invece molto costruito, artificiale, non troppo sincero.

Be’ e’ senz’altro costruito, non e’ un romanzo scritto di getto e l’equilibrio tra le due parti e’ molto studiato. Sincero? McEwan non e’ esattamente un autore sincero. Gioca molto a fare l’intellettuale e, partendo da quel libro, si e’ creata una immagine di radical left wing che gli nuoce.
Ti consiglierei “Cortesie per gli ospiti” ma credo che non sia esattamente il tuo autore …
Prova a vedere cosa ne dicono altri blogger che l’hanno letto, magari ne esce un thread interessante.

Anche: blando, non molto stimolante intellettualmente. Non credo vorrei rileggerlo.

:)) Praticamente ‘na schifezza!! :))
Allora prendi “moon palace” e regalalo perche’ e’ molto probabile che anche auster non sia il “tuo” autore.

Ripeto, non è un reclamo, e sono contento d’averlo letto. Anche a me è capitato di trovare certi libri bellissimi, per poi scoprire che altri ne pensavano tutto il male possibile.

Lo so succede, serve ad arricchire le proprie opinioni con le altre. Succede con i film, i libri i dischi e i ristoranti.
Capita anche a me e proprio con alcuni libri consigliati dai tuoi lettori 😉

Buon anno,
Gaspar

Anche a te
Fringe.
Un cinefilo incolto e insonne che ha un blog.
www.ilcinemasecondome.net

Italiani senza internet

Leggo dai due Luca (Conti e De Biase) il preoccupato commento al rapporto ISTAT su Italiani e internet, dove dice che:

Il 40,4 per cento dice che non si collega perché “internet non è utile, non interessa”

Cerchiamo di capire bene: coloro i quali non hanno accesso a internet, danno un giudizio negativo su una cosa che hanno appena ammesso di non conoscere? Mi puzza di nondum matura.

C’è invece qualcuno, per dire, costretto ad usare internet per lavoro o per scuola che ne pensa altrettanto male? Non mi pare: tutti quelli che la usano la considerano utile e interessante.

L’insegnamento che traggo da queste statistiche è che più in generale l’alfabetizzazione informatica italiana non è sufficiente. E se ripenso alle scuole frequentate da mio figlio, non stento a crederlo.

Il problema è il PC, la tastiera, l’inglese, i soldi, l’italiano a volte. Non certo internet.

Apprendista stregone V

A proposito di usi creativi di Excel, conosco un traduttore che deve tradurre delle schermate di un programma e le ha appena ricevute: si tratta di un centinaio di screen dumps salvati ognuno in un foglio separato di una cartella di lavoro di Excel. A giudicare dal peso, sono dei .bmp.

La gente è strana.

Il primo spam non si scorda mai

In più di quattro anni non mi è mai capitato di ricevere spam nei commenti, e questo è il principale motivo per cui non ho mai abbandonato l’accoppiata Blogger/YACCS.

Stamattina invece trovo questo:

Spero rimanga un episodio isolato, e che il fesso abbia dovuto spammare a mano…