Apprendista stregone: la vendetta

Il bimensile ticinese L’Inchiesta è localmente famoso per i suoi servizi alla Gabibbo. Nel primo numero del 2006 hanno preso un PC, staccato il connettore interno che collega il pulsante d’avvio all’alimentazione, e l’hanno portato a quattordici negozi di informatica del Cantone Ticino dicendo solo “Non si accende più, me lo può riparare?”, con questi risultati:

  • Il guasto è stato risolto solo da sei negozi su quattordici, con costi variabili da 0 (un negozio: Leonardo Giannini di Minusio) a 80 Franchi (due negozi: APC-Pro e Studio Informatica 3000).
  • Sette riparatori hanno affermato che era saltata l’alimentazione e che il guasto non era riparabile perché il PC era troppo vecchio: hanno proposto l’acquisto di un PC nuovo.
  • Dei sette che non hanno riparato, quattro si sono fatti pagare lo stesso, da 30 a 50 CHF.
  • Uno (Computer World di Muralto) ha chiesto 60 CHF anticipati solo per fare il preventivo, e poi 98 CHF per esaminare il PC (il guasto non è stato trovato).

Ancora una volta, il digital divide.

Bloggare a Como

Ho sempre creduto che bloggare a Como fosse un piacere solitario, ma mi devo ricredere: a guardare l’aggregatore locale blogcomo.com siamo almeno una ventina.

Bisogna organizzare qualcosa, mentre ancora riusciamo a entrare tutti nella stessa trattoria. Tra sei mesi dovrà essere per forza Villa d’Este!

I motori di ricerca sono le sanguisughe della rete

Jakob Nielsen e il suo ultimo Alertbox (Search Engines as Leeches on the Web) mi lasciano assai perplesso:

“I worry that search engines are sucking out too much of the Web’s value, acting as leeches on companies that create the very source materials the search engines index.”

Nielsen sostiene che comprare pubblicità dai motori di ricerca scateni una corsa al rialzo in cui solo i motori ci guadagnano, ma sembra che non gli passi neanche per la testa che si possa arrivare a un sito anche da una normale ricerca su Google, invece che da una pubblicità. O forse c’è qualcosa di più sottile che mi sfugge.

Regali di Natale: i virus

L’anno oggi comincia per davvero, e la prima novità è che un sacco di clienti si ritrovano impestati di virus. Hanno chiuso l’anno scambiandosi email di auguri con i soliti allegati, e in mezzo alla tanta porcheria hanno beccato quella che l’antivirus, allora, non conosceva ancora. Memori delle mie continue raccomandazioni, adesso alcuni mi guardano con occhio mesto, e ammettono la leggerezza. Alcuni invece protestano la loro innocenza, vibratamente, ma non sanno a chi altri addossare la colpa.

Il digital divide esiste, eccome se esiste.

Google Talk e Skype: istruzioni per l’uso

Avrai visto qui a sinistra i miei riferimenti di instant messaging, e magari sono già nella tua rubrica, nel qual caso puoi saltare questo post che non ti riguarda.

Se invece non sono nella tua rubrica e mi vuoi aggiungere, e però non ci siamo mai parlati prima e non ti conosco personalmente o via blog, ti prego di considerare che:

  1. sono timido specialmente con le persone che non conosco, mi imbarazzo spesso e facilmente arrossisco;
  2. sono taciturno e riservato (“autistico borderline” forse è più corretto), e se questo blog si chiama gone verbose è proprio perché rappresenta un radicale stravolgimento della mia indole naturale;
  3. come tutti i timidi, se stretto in un angolo tendo a comportamenti inconsulti: fuga o aggressione.

Tutto questo lungo discorso è per spiegarti come mai su Skype sei ancora in attesa di autorizzazione o non ti ho aggiunto come amico su Google Talk: non è per cattiveria, giuro.

D’altra parte, non c’è animaletto sospettoso che non venga addolcito da piccole offerte di cibo; e allo stesso modo basta pochissimo per sciogliere la mia naturale ritrosia: tipo una veloce email in cui ti presenti e mi dici come ti chiami, chi sei, e come mai mi vuoi parlare.

Grazie per la comprensione.