Lele Dainesi è inclusivo!

Alla fine l’aperitivo Cisco è diventato un evento aperto, pur con la ragionevole limitazione a 100 blogger.

Complimenti a Lele Dainesi per l’intelligenza e la sensibilità con cui ha gestito la cosa. Il problema dei rapporti tra aziende e blogosfera non è risolto definitivamente, ma un piccolo tassellino di conoscenza credo sia stato aggiunto, e senza scadere in liti da condominio.

Come dice Enrico Bianchessi nei commenti al post di Lele:

“onore al coraggio di chi comunque ci prova ben conoscendo l’ipersensibilità che spesso caratterizza la blogosfera”

100 blogger influenti, o no?

Raccolgo in giro nei commenti, in email private e ad esempio nei post di Senza Identita e del mio amico Andrea Perotti, una certa comprensibile negatività riguardo all’aperitivo di Cisco.

Il problema fondamentale è il suo carattere chiuso, che lo rende odioso nei confronti degli altri 999.900 non invitati. Dice Andrea:

“Io a dicembre volevo capire un po’ meglio il mondo dei blogger e conoscerne alcuni, non ho organizzato un aperitivo a Lugano in ditta ma sono andato a Torino al BarCamp, quale migliore occasione per conoscere meglio le persone che animano le discussioni più interessanti sul web. E in effetti è stato così!!! Ho sbagliato qualcosa???”

In effetti, il BarCamp è nato proprio in contrapposizione ad un evento chiuso e a inviti. La rete, per sua natura, è inclusiva e non esclusiva. Credere che esistano “i cento blogger più influenti” è una totale distorsione (e non comprensione) del mezzo blogosferico.

Ma alla fine si tratta di un mezzo molto molto giovane (“protomedia” direbbe Simone Morgagni) e quindi questo è normale. Tra vent’anni sarà tutto più chiaro.

Quanto è bravo Robin Good?

Su una scala da 0 a 10, che voto daresti alla televisione in diretta dal LitCamp? Io un bel 20.

Avevo già visto Robin Good in azione a Roma, Bologna e Genova, ma ieri pomeriggio è stata la prima volta che l’ho seguito in video, e sono rimasto totalmente affascinato.

Entusiasmo, energia, curiosità, rispetto, autoironia, amatorialità nel senso più nobile del termine; il tutto con mezzi semplicissimi e ormai alla portata di tutti.

Credo che sia questa la televisione del futuro, o per lo meno l’unica che a me interessi davvero.